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Il Papa al Santuario della Mater Misericordiae a Vilnius: costruire ponti e non muri

Alla scuola di Maria è possibile costruire una società capace di accoglienza, in cui i doni ricevuti da ciascuno circolino fra tutti. E' il pensiero che Francesco lascia ai fedeli che l'accolgono al Santuario dedicato alla Madre della Misericordia

Adriana Masotti - Città del Vaticano

Il Santuario intitolato alla Mater Misericordiae sorge alla "Porta dell'Aurora" che rappresenta tutto ciò che resta delle antiche mura costruite per proteggere la città di Vilnius.  Distrutta la città nel 1799, rimase in piedi la Porta dove, fin da allora, veniva collocata l'immagine della "Vergine della Misericordia". La visita alla cappella a lei dedicata è il primo appuntamento di Francesco con i fedeli lituani.

L'immagine della Madre che vede in ciascuno Gesù

E’ quella di Vilnius, “una Madre, senza il Bambino, tutta dorata, è la Madre di tutti” dice Francesco, e lei in ognuno vede “il volto di suo Figlio Gesù”. Se “l’immagine di Gesù è posta come un sigillo in ogni cuore umano, ogni uomo e ogni donna ci offrono la possibilità di incontrarci con Dio”. (Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Quando ci chiudiamo in noi stessi per paura degli altri, quando costruiamo muri e barricate, finiamo per privarci della Buona Notizia di Gesù che conduce la storia e la vita degli altri. Abbiamo costruito troppe fortezze nel nostro passato, ma oggi sentiamo il bisogno di guardarci in faccia e riconoscerci come fratelli, di camminare insieme scoprendo e sperimentando con gioia e pace il valore della fraternità

Stabilire punti di incontro fra tutti

Grazie alla facilità delle comunicazioni e alla libertà di circolazione, continua il Papa, una moltitudine di persone visita ogni giorno il Santuario: lituani, polacchi, bielorussi e russi, cattolici e ortodossi.

Come sarebbe bello se a questa facilità di muoversi da un posto all’altro si aggiungesse anche la facilità di stabilire punti d’incontro e solidarietà fra tutti, di far circolare i doni che gratuitamente abbiamo ricevuto, di uscire da noi stessi e donarci agli altri, accogliendo a nostra volta la presenza e la diversità degli altri come un dono e una ricchezza nella nostra vita.

La Madre desidera riunire la famiglia umana 

La realtà rimanda invece a conflitti, tensioni, odi e inimicizie. La Madre della Misericordia desidera una famiglia umana unita e, afferma il Papa, a ciascuno dice: “Cerca tuo fratello”.

Oggi ci aspettano bambini e famiglie con le piaghe sanguinanti; non sono quelle di Lazzaro nella parabola, sono quelle di Gesù; sono reali, concrete e, dal loro dolore e dalla loro oscurità, gridano perché noi portiamo ad esse la luce risanatrice della carità.

Il pensiero di Francesco va ancora a Maria, suggerendo di chiedere a lei l’aiuto per edificare una comunità in grado di annunciare Gesù Cristo, per “costruire una Patria capace di accogliere tutti, (…) una Patria che sceglie di costruire ponti e non muri, che preferisce la misericordia e non il giudizio”.

Insieme la recita di una decina di Ave Maria

Al termine del discorso il Papa invita i fedeli a pregare una decina del Rosario, contemplando il terzo mistero della gioia e cioè la nascita di Gesù a Betlemme. Sono bambini e famiglie a intonare le Ave Maria in lituano. Segue il canto del Salve Regina e la preghiera in latino letta da Francesco che poi depone sull’altare della Madre di Misericordia il suo dono: un rosario in oro. La benedizione del Papa conclude l’incontro, fuori la gente lo aspetta per accompagnarlo con il suo saluto verso il prossimo appuntamento, quello con i giovani.
 

22 settembre 2018, 15:19