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Papa: costruire legami di autentica fraternità con pentecostali

Il Papa ha ricevuto stamani in Vaticano circa 60 partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Tema della riflessione dell'assise: “Pentecostali, carismatici ed evangelicali: impatto sul concetto di unità”

Debora Donnini - Città del Vaticano

Costruire legami di autentica fraternità con le comunità pentecostali, carismatiche ed evangelicali. E’ l’esortazione che Papa Francesco rivolge nel discorso ai circa 60 partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, ricevuti in udienza in Vaticano. Il Papa ribadisce l’impegno nella promozione dell’unità fra i cristiani e, constatando il fenomeno in crescita  dei movimenti pentecostali e carismatici, esorta a costruire legami. (Ascolta il servizio con la voce del Papa). 

Anzitutto, abbiamo il dovere di discernere e riconoscere la presenza dello Spirito Santo in queste comunità, cercando di costruire con loro dei legami di autentica fraternità. Ciò sarà possibile moltiplicando le occasioni di incontro e superando la reciproca diffidenza, motivata molte volte dall’ignoranza o dalla mancanza di comprensione.

Spesso è necessario un percorso per arrivarvi. In questo senso, il Papa offre la sua esperienza personale, facendo anche un mea culpa. Da provinciale dei gesuiti aveva, infatti, proibito ai gesuiti di entrare in rapporto con il Rinnovamento cattolico perché “più di una riunione di preghiera, sembrava una ‘scuola di samba’”. Poi però “ho chiesto scusa” – ricorda – “e come vescovo avevo un bel rapporto con loro, con la Messa in cattedrale”.

Frequentazione reciproca

Serve, quindi, una fraterna frequentazione reciproca fatta di preghiera, annuncio del Vangelo e servizio ai bisognosi. In questo modo i cattolici possono apprezzare l’esperienza di tante comunità che vivono la fede spesso in modi diversi da quelli a cui siamo abitati e, dall’altra parte, loro possono essere aiutati “a superare pregiudizi sulla Chiesa Cattolica e a riconoscere che nel tesoro inestimabile della tradizione, ricevuta dagli Apostoli”, lo Spirito Santo continua a operare efficacemente.

Il Papa accenna anche alle relazioni non sempre facili tra cattolici, pentecostali, carismatici ed evangelicali e ai limiti, anche emozionali, di queste esperienze religiose. “L’improvvisa comparsa di nuove comunità, legate alla personalità di alcuni predicatori, contrasta fortemente con i principi e l’esperienza ecclesiologici delle Chiese storiche”, sottolinea. E quindi “può celare l’insidia di farsi trasportare dalle onde emozionali del momento”. Il fatto che non pochi fedeli cattolici siano attratti da queste comunità è poi “motivo di attrito ma - rileva - può diventare, da parte nostra, motivo di esame personale e di rinnovamento pastorale”.

No a posizioni immutabili. Lo Spirito crea novità

Sono molte, infatti, le comunità che, ispirate a questi movimenti, vivono autentiche esperienze cristiane e i cattolici possono accogliere quelle ricchezze:

La Chiesa cresce nella fedeltà allo Spirito Santo quanto più impara a non addomesticarlo, ma ad accogliere senza paura e al tempo stesso con serio discernimento la sua fresca novità. Lo Spirito Santo sempre è novità. Sempre. E dobbiamo abituarci. È novità che ci fa capire le cose più profondamente, con più luce e a cambiare  tante abitudini pure - no? – anche abitudini disciplinari. Ma Lui è il Signore delle novità.

Non bisogna, quindi, adagiarsi su “posizioni statiche e immutabili” ma “abbracciare il rischio di avventurarsi nella promozione dell’unità: con fedele obbedienza ecclesiale e senza spegnere lo Spirito”. Lo Spirito, infatti, crea la novità e riconduce tutto alla vera unità, che non è uniformità. Apertura di cuore, ricerca della comunione e discernimento, sono quindi gli atteggiamenti che dovranno caratterizzare i “nostri rapporti”, conclude il Papa.

Le tappe recenti

Francesco aveva anche ricordato alcune tappe salienti del cammino ecumenico: dalla preghiera a Bari insieme ai capi delle Chiese ortodosse e ortodosse orientali, che ha ricordato le sofferenze di tanti cristiani in Medio Oriente, al suo viaggio apostolico a Ginevra, nel giugno scorso, per il 70.mo anniversario del Consiglio ecumenico delle Chiese, occasione per rinnovare un impegno irreversibile nella promozione di una sempre maggiore unità fra credenti. E ancora prima, al Circo Massimo, la celebrazione del 50.mo anniversario del Rinnovamento Carismatico Cattolico.

28 settembre 2018, 11:22