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Papa ai sacerdoti di Valencia: siate uomini di preghiera, liberi da mondanità

Stamani il Papa ha ricevuto in udienza il cardinale Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Valencia, e i membri della Curia diocesana e li ha ringraziati per la generosità nell’accogliere i migranti

Preghiera, obbedienza alla vocazione di predicare il Vangelo e libertà in Cristo: sono i tre capisaldi che San Vincenzo Ferrer propose ai sacerdoti per conservare l’unione con Gesù Cristo. Tre capisaldi che il Papa ha voluto richiamare all’udienza con il cardinale Antonio Cañizares Llovera, arcivescovo di Valencia, e i membri della Curia diocesana, che hanno presentato al Papa l’iniziativa del Convitto sacerdotale dei nuovi sacerdoti ordinati. Un organismo per la formazione dei nuovi preti nato nel 1949 e durato fino al 1978, che lo stesso cardinale Cañizares ha voluto far rinascere.

Il riconoscimento non viene dall’opinione pubblica né dai potenti

Francesco ringrazia l’arcidiocesi di Valencia per la generosità e la grandezza di cuore nell’accogliere gli immigrati, che trovano così una mano amichevole e un luogo dove possono sperimentare vicinanza e amore. Spesso questo avviene con scarsità di mezzi e aiuti e – ricorda - il riconoscimento non sarà quello dei potenti né dell’opinione pubblica ma il sorriso della gratitudine nel volto di tante persone a cui avete dato speranza. Il Papa esorta poi a continuare a portare la presenza di Dio a tante persone che ne hanno bisogno: questa è una delle sfide del sacerdote oggi. Poi la forte esortazione a rimanere liberi da ogni mondanità, che impiglia in questo mondo e allontana da Dio e dai fratelli, rendendoci schiavi.  Da lì proviene gran parte dell'anti-testimonianza.

Senza la preghiera, il ministero del sacerdote va alla deriva

Il primo compito del sacerdote è dunque la preghiera, che significa aver confidenza con Dio. Un sacerdote senza una vita di preghiera non va molto lontano, e il suo ministero va alla deriva. E tra l’altro i fedeli percepiscono se il loro pastore ha una relazione di preghiera con il Signore, perché proprio da questo rapporto di amicizia con Dio si riceve la forza per qualsiasi missione e così le sue parole e azioni trasudano questo sapore puro che dà l’amore di Dio. La vita interiore del sacerdote ha infatti ripercussioni in tutta la Chiesa. Il sacerdote deve poi stare in mezzo al suo popolo, accompagnato sempre dalla preghiera. Per questo il Papa richiama quella preghiera semplice di  San Vincenzo Ferrer: "Signore, perdonami. Ho un tale difetto o peccato, aiutami".  E ancora Francesco ricorda una preghiera che gli insegnò la nonna quando lui aveva 2 o 3 anni nella quale si diceva che Dio ci guarda, invitando a pensare che moriremo e non sappiamo quando.

L’obbedienza: non siamo uomini d’affari del divino

Il secondo cardine per i sacerdoti deve essere l’obbedienza per predicare il Vangelo ad ogni creatura. Quindi si tratta di annunciare ed essere obbedienti. Non siamo proprietari della Buona Notizia né ‘uomini d’affari’ del divino ma dispensatori di ciò che Dio ci affida attraverso la Chiesa, sottolinea il Papa. Una grande responsabilità dunque per la quale serve preparazione e aggiornamento.

Non può dunque rimanere nel baule dei ricordi, bisogna rivivere nuovamente la chiamata del Signore. È necessario studiare e anche confrontarsi con altri sacerdoti. Il Papa ricorda anche la centralità della “diocesaneità”, con tre relazioni chiave: con il vescovo, con il popolo e tra voi.

La formazione permanente è fondamentale e deve andare avanti fino alla fine. Per questo sono importanti incontri come il Convitto sacerdotale. Il Papa, poi, raccomanda ai vescovi di essere disponibili ad ascoltare i sacerdoti della diocesi e di favorire il dialogo fra giovani e anziani perché la barca della Chiesa è di tutti i battezzati, del santo popolo fedele di Dio.

La libertà in Cristo

Il terzo aspetto centrale per un sacerdote è la libertà in Cristo. E il sacerdote è libero in quanto è unito a Cristo. In questo senso, riferendosi alla Chiesa in uscita, il Papa ricorda la chiamata a portare la tenerezza di Dio a tutti, anche nell’ufficio e nella Curia, con l’atteggiamento di andare incontro al fratello.

Proprio quest’anno “Valencia, terra di santi”, celebra il giubileo di San Vincenzo Ferrer, che si è impegnato con tutte le sue forze per l’unità nella comunità ecclesiale. E  “in un certo senso – rileva il Papa – la Chiesa di Valencia, conservando la reliquia del santo calice, diventa testimone della verità della salvezza.

21 settembre 2018, 15:10