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Papa tra i poveri di Dublino: pregate per la Chiesa

Papa Francesco visita la casa di accoglienza dei padri Cappuccini di Dublino testimoni di ascolto, vicinanza e perdono. Poi ad un centinaio di ospiti, poveri e senza tetto, dice grazie per la fiducia nella Chiesa e chiede loro di pregare per sacerdoti e vescovi

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

"Santità, Lei è un vero fratello per le persone e un vero fratello per i poveri": è gioioso e cordiale il saluto di frate Kevin Crowely all'arrivo di Papa Francesco alla mensa dei senza tetto di Dublino, il "Capuchin Day Centre for Homeless People". I nuovi poveri crescono nella capitale iralndese dopo la crisi economica degli anni scorsi, e sono tante le famiglie che si rivolgono ai frati cappuccini che la gestiscono.

L'abbraccio ai più bisognosi

Sono le 17.30 circa, ora italiana, quando il Papa, percorsi 3 chilometri in papamobile tra la folla, lascia la St. Mary's pro Cathedral, dove ha parlato a fidanzati e sposi novelli, e raggiunge la struttura che, dal 1969, fornisce riparo, cibo e assistenza medica e psicologica a chi è ai margini della società irlandese. "Il nostro mondo ha bisogno di una rivoluzione di amore!", ha appena detto Francesco proprio alle giovani coppie e il concetto è ribadito anche da frate Kevin, fondatore della Casa di accoglienza che definisce "una famiglia di poveri".(Ascolta il servizio con la voce del Papa)

Nessuno vada via affamato!

Dieci sono i padri Cappuccini a cui è affidata la gestione della mensa che fornisce oltre 800 pasti al giorno ai più bisognosi: "In questo anno della famiglia, la dignità e il rispetto di ogni persona che frequenta il nostro centro costituiscono la nostra priorità" e aggiunge: " è nostra principale preoccupazione che nessuno vada via ancora affamato". 

Parlando a braccio, Francesco riprende le parole del padre cappuccino dopo aver salutato e abbracciato i circa 100 assistiti del Centro: mamme, bambini, giovani, anziani e famiglie. Si rivolge prima ai frati e poi agli ospiti.

Vicinanza dei cappuccini alle piaghe di Cristo

Il primo aspetto che colpisce Francesco di cui, dice, "la Chiesa ha bisogno", è la vicinanza dei frati al popolo:

Voi avete una speciale sintonia con il popolo di Dio, anzi, con i poveri. Voi avete la grazia di contemplare le piaghe di Gesù nelle persone che hanno bisogno, che soffrono, che non sono felici o che non hanno nulla o sono pieni di vizi e di difetti. Per voi è la carne di Cristo, e questa è la vostra testimonianza e la Chiesa ha bisogno di questa testimonianza.

Testimoni per i sacerdoti di ascolto e perdono

Dalla piccola comunità di frati Cappuccini arriva poi un insegnamento per tutti i sacerdoti: "qui voi non domandate nulla", rimarca il Papa riprendendo le parole di frate Kevin Crowely, "è Gesù che viene":

Accettate la vita come viene, date consolazione e se ce n’è bisogno, perdonate. Questo è un rimprovero, ma mi fa pensare a tanti preti che vivono domandando sulla vita altrui e che nella confessione scavano, scavano, scavano nelle coscienze … La vostra testimonianza insegna ai sacerdoti ad ascoltare, a essere vicini, perdonare e non domandare troppo.

Semplici come Gesù

Occorre "essere semplici come Gesù" dunque, ripete il Papa, come il padre del Vangelo che quando suo figlio, carico di peccati torna a casa, non lo ferma al confessionale ma lo abbraccia. E conclude: "Che la vostra testimonianza al popolo di Dio e questo cuore di saper perdonare senza far soffrire, arrivi a tutti i preti". 

In ogni bisognoso è Gesù Cristo

Quindi rivolgendosi ai poveri che lo ascoltano, Francesco li ringrazia innazitutto per la fiducia che hanno nella Chiesa e nei frati:

E a voi, cari fratelli e sorelle, vi ringrazio per l’amore e la fiducia che avete con i padri cappuccini; grazie per venire con fiducia. Io vi dirò una cosa: sapete perché venite con fiducia? Perché loro vi aiutano senza togliervi la dignità. Per loro, ognuno di voi è Gesù Cristo

Pregate per la Chiesa, i sacerdoti e i vescovi

"Voi siete la Chiesa, siete il popolo di Dio: Gesù è con voi": Francesco ribadisce più volte l'importanza del rapporto stabilito con i frati. "Loro vi daranno le cose di cui voi avete bisogno, ma ascoltate i consigli che loro vi danno" e aggiunge: "se avete qualcosa, qualche dubbio, qualche dolore, parlate con loro e vi consiglieranno bene. Voi sapete che vi vogliono bene: al contrario, quest’opera qui non ci sarebbe". E un’ultima cosa, raccomanda Francesco: pregate.

Pregate per la Chiesa. Pregate per i sacerdoti. Pregate per i cappuccini. Pregate per i vescovi, per il vostro vescovo. E anche, pregate per me: mi permetto di chiedere un po’. Pregate per i sacerdoti: non dimenticatevi.

Infine, rivolto a tutti, conclude:

Grazie tante. Adesso ognuno di voi entri nel proprio cuore e pensi alle persone care, perché darò la benedizione anche a loro: a voi e a loro. E facciamo un passo in più: se qualcuno di voi ha un nemico o qualcuno a cui non vuole bene, mettete nel cuore anche lui, così riceverà la benedizione.

25 agosto 2018, 14:10