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Papa ai vescovi irlandesi: siate coraggiosi e creativi

Guidati dalla luce della fede per attuare il rinnovamento profondo della Chiesa e della Nazione, i vescovi d'Irlanda siano pastori e padri, prossimi al popolo di Dio. No al clericalismo. Questo nel discorso del Papa ai presuli d'Irlanda nell'ultimo incontro a Dublino prima della partenza per Roma

Gabriella Ceraso - Città del Vaticano

Una parola di incoraggiamento per "perseverare nel ministero di araldi del Vangelo" e di "pastori del gregge di Cristo". E' quanto Papa Francesco lascia ai vescovi d'Irlanda nel suo discorso, quando manca poco più di un'ora al suo decollo dall' "Isola Verde" che lo ha accolto per due giornate molto intense.

Il IX Incontro mondiale delle Famiglie, ragione di questo Viaggio apostolico, si è appena concluso con la solenne Messa nell'immenso Phoenix Park, quando, intorno alle 18 ora italiana, il Papa raggiunge in macchina il sobborgo di Dublino dove da trecento anni sorge il Convento delle Suore domenicane di Nostra Signora del Rosario e Santa Caterina da Siena, dedite all'educazione scolastica in materia di cura del Creato.E' qui che si svolge l'incontro con i vescovi d'Irlanda. 

Dal Papa speranza e benedizione

Ad accoglierlo, mons. Eamon Martin presidente della Conferenza episcopale irlandese che nel suo saluto di benvenuto rimarca quanto questo viaggio apostolico sia stato una "benedizione" e una "ragione di speranza per il futuro" per la Chiesa d'Irlanda e la nazione e quanto forte sia nei presuli il desiderio di "essere pastori" e "convincere i giovani che in Cristo possono trovare una ragione per vivere, un sentiero di felicità".

Siate vicini ai sacerdoti

Il ruolo dei vescovi è anche nelle parole del Papa: "padri per il santo popolo fedele di Dio", li definisce, col compito di "incoraggiare", "ispirare", "riconciliare", "unire" e soprattutto "preservare tutto il bene tramandato nella Chiesa". Per questo, la parola che consegna è di "incoraggiamento" per le sfide di questo momento, e di "gratitudine" per il servizio che svolgono in favore dei poveri e di tanti sacerdoti, "il prossimo più prossimo che avete", "la cui pena e il cui scoraggiamento a causa dei recenti scandali sono spesso ignorati". 

Riconoscere e rimediare ai peccati gravi

Il Papa non tralascia di affrontare ancora una volta con i vescovi, il tema ricorrente di questa visita,"quello della necessità per la Chiesa di riconoscere e rimediare con onestà evangelica e coraggio agli errori passati, peccati gravi, circa la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili", fra cui " le donne maltrattate", riconoscendo i percorsi intrapresi negli anni recenti, di "purificazione e riconciliazione con le vittime e i sopravissuti agli abusi" e l'adozione di un insieme rigoroso di norme per la sicurezza dei giovani:

In questi anni, tutti noi abbiamo dovuto aprire gli occhi – è doloroso – aprire gli occhi sulla gravità e l’estensione dell’abuso di potere, di coscienza e sessuale in diversi contesti sociali. In Irlanda, come altrove, l’onestà e l’integrità con cui la Chiesa decide di affrontare questo capitolo doloroso della sua storia può offrire un esempio e un richiamo all’intera società. Continuate così.

No alla lontananza e al clericalismo

Le umiliazioni sono dolorose, sottolinea il Papa con forza, ma "siamo stati salvati dall’umiliazione del Figlio di Dio, e questo ci dà coraggio":

Le piaghe di Cristo ci danno coraggio. Vi chiedo, per favore, vicinanza – questa è la parola: vicinanza – al Signore e al popolo di Dio. Prossimità. Non ripetere atteggiamenti di lontananza e clericalismo che alcune volte, nella vostra storia, hanno dato l’immagine reale di una Chiesa autoritaria, dura e autocratica.

Francesco ripercorre con i vescovi i temi affrontati durante la Visita ad limina del gennaio scorso in Vaticano, ribadendo che la sfida nella società odierna in continua evoluzione, resta quella di trasmettere la fede nella sua integrità e bellezza con la certezza - come dimostrato da questo Incontro mondiale-  che le famiglie stanno diventando sempre più consapevoli del loro insostituibile ruolo. Perchè la fede, precisa, va trasmessa in famiglia e in dialetto, "il dialetto della famiglia". 

Prove come opportunità di rinnovamento

Gli "sconvolgimenti degli ultimi anni hanno messo alla prova la fede tradizionalmente forte del popolo irlandese", tuttavia, afferma il Papa, hanno anche offerto "l’opportunità di un rinnovamento interiore della Chiesa in questo Paese e indicato nuovi modi per immaginare la sua vita e la sua missione". Da qui l'invito del Papa ai vescovi :

Con umiltà e fiducia nella sua grazia, possiate discernere e intraprendere nuove strade per questi nuovi tempi. Siate coraggiosi e creativi. Certamente, il forte senso missionario radicato nell’anima del vostro popolo vi ispirerà le vie creative per dare testimonianza alla verità del Vangelo e far crescere la comunità dei credenti nell’amore di Cristo e nello zelo per la crescita del suo Regno.

La luce della fede mostrerà la via 

Alla creatività che il Papa chiede ai vescovi "padri e pastori" e "non patrigni" della famiglia di Dio, si unisce anche la speranza "che si fonda sulla verità delle parole di Cristo e sulla certezza delle sue promesse": 

Ogni volta che voi e il vostro popolo sentite di essere un piccolo gregge esposto a sfide e difficoltà, non scoraggiatevi. Come san Giovanni della Croce ci insegna, è nella notte oscura che la luce della fede brilla più pura nei nostri cuori. E quella luce mostrerà la via per il rinnovamento della vita cristiana in Irlanda negli anni a venire.

Unità e fraternità

Quindi prima di congedarsi dai vescovi, affidandoli alla custodia di Maria, nello spirito della comunione ecclesiale, il Papa chiede a tutti di agire anche nell'ambito ecumenico e sociale:

Vi chiedo di continuare a promuovere unità e fraternità tra di voi: è molto importante; e anche, insieme con i leader di altre comunità cristiane, di lavorare e pregare con fervore per la riconciliazione e la pace tra tutti i membri della famiglia irlandese.

 

 

26 agosto 2018, 19:00