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Il Papa e i giovani coreani. Quattro anni fa l’invito ad essere famiglia unita

Il 13 agosto 2014 Papa Francesco iniziava il suo viaggio in Corea del Sud per la sesta Giornata della Gioventù Asiatica. Nei suoi incontri con i giovani, l’invito a pregare per l’unità delle Coree e a fare della gioventù un dono a Gesù e al mondo

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

In vista del Sinodo dei vescovi, previsto per ottobre 2018 e dedicato ai giovani, la fede e il discernimento vocazionale, ripercorriamo i due principali incontri di Papa Francesco con i ragazzi della Corea del Sud, 4 anni fa. Il 13 agosto 2014, il Pontefice arrivò nel Paese asiatico per la sesta Giornata della Gioventù Asiatica sul tema: “La gloria dei Martiri risplende su di voi”.

C’è solo una Corea

Il 15 agosto 2014, nell’abbraccio dei giovani nel Santuario di Solmoe, a Daejeon, Francesco fece un lungo discorso in inglese nel quale invitò a testimoniare con la vita il Vangelo della speranza, liberando il cuore “dai rovi dell’egoismo, dell’ostilità e dell’ingiustizia”. Poi a braccio rispose in italiano alle domande di alcuni ragazzi, esortando a pregare per la riunificazione delle Coree. “Signore – disse il Papa – siamo una famiglia, aiutaci per l’unità. Che non ci siano vincitori né vinti ma soltanto una famiglia”.

Giovani, dono a Gesù e al mondo

Due giorni dopo, concludendo la Giornata della Gioventù asiatica, presso il Castello di Haemi, Francesco nell’omelia della Messa esortò i ragazzi a “prendere parte pienamente alla vita della società”. “Lasciate che Cristo trasformi il vostro naturale ottimismo in speranza cristiana, la vostra energia in virtù morale, la vostra buona volontà in amore genuino che si sa sacrificare. In questo modo, la vostra giovinezza sarà un dono a Gesù e al mondo”. Infine l’invito ad edificare una Chiesa “più santa, più missionaria e umile, una Chiesa che ama e adora Dio, cercando di servire i poveri, le persone sole, i malati e gli emarginati”.

13 agosto 2018, 08:00