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Comunità Giovanni XXIII dal Papa:un "incontro memorabile"

In udienza da Papa Francesco alcuni rappresentanti della Comunità Giovanni XXIII dedita da 50 anni al servizio ai poveri, ai senzatetto, agli emarginati e alle prostitute, per volontà del fondatore don Oreste Benzi

Gabriella Ceraso- Città del Vaticano

"Abbiamo portato al Papa l'impegno di tanti laici che spendono la loro vita al fianco della povera gente, in 42 Paesi del mondo, seguendo il carisma di don Benzi". Così Giovanni Paolo Ramonda, alla guida della Comunità Papa Giovanni XXIII, questa mattina in udienza da Francesco con i membri della sua casa famiglia, formata insieme alla moglie Tiziana, in occasione dei 50 anni di attività.

Al servizio degli ultimi

L' Associazione internazionale è stata fondata nel 1968 da don Oreste Benzi e, da allora, è impegnata nel contrastare l'emarginazione e la povertà. Ha legato tutte le proprie attività agli ultimi grazie a più di 500 realtà di condivisione tra case famiglia, mense per i poveri, centri di accoglienza, comunità terapeutiche. Incontrare il Papa è stato un momento "memorabile", si legge nel comunicato dell'Associazione, un'occasione per testimoniare  l'impegno di tanti laici e per portare in dono al Pontefice anche il messalino con i commenti al Vangelo di don Benzi.

Sfruttare le donne è peccato

Facendo riferimento all'odierna omelia della Messa a Casa Santa Marta, in cui Francesco ha ribadito che "sfruttare le donne è peccato contro Dio", Giovanni Paolo Ramonda - successore di don Benzi - ha affermato che il Papa li ha spronati ad andare avanti nella battaglia per la liberazione di tante prostitute. Ricordiamo che, fino ad oggi, oltre 7000 ragazze sono state liberate dal racket e dalla strada grazie al lavoro assiduo di volontari e di operatori della Comunità Papa Giovanni XXIII.

 

15 giugno 2018, 15:01