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Papa: il Creato è un dono non un possesso

Al Simposio sull'ambiente in corso ad Atene il cardinale Peter Turkson ha letto il Messaggio del Papa al Patriarca Bartolomeo I e ai partecipanti, con un forte incoraggiamento alla cura comune del Creato e all'attenzione ai deboli

Gabriella Ceraso- Città del Vaticano

Un mare meraviglioso trasformatosi in "una tomba per uomini, donne e bambini”. E' il Mediterraneo nelle parole di Papa Francesco contenute nel Messaggio rivolto al Patriarca Bartolomeo I e ai partecipanti al Simposio internazionale dedicato alla protezione e alla salvaguardia dell’ambiente al via ieri ad Atene. Il tema è la salvaguardia del Creato: “Toward a Greener Attica. Preserving the Planet and Protecting its People” -Verso un’Attica più verde. Preservare il pianeta e proteggere il suo popolo. Presenti il cardinal John Olorunfermi Onaiyekan, arcivescovo di Abuja, e il cardinal Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che ha letto il Messaggio di Francesco.

Preoccupazione per migranti e rifugiati

Nelle parole del Pontefice il ricordo vivo della "visita a Lesbo, insieme a Sua Santità e Sua Beatitudine Hieronymos II" occasione per esprimere la preoccupazione comune per la situazione dei migranti e dei rifugiati. Fu allora, scrive il Papa che "rimasi colpito dal pensiero che un mare così bello fosse diventato una tomba per uomini, donne e bambini che in gran parte cercavano solo di sfuggire alle condizioni disumane delle loro terre. Lì - aggiunge-ho potuto toccare con mano la generosità del popolo greco, così ricco di valori umani e cristiani, e il loro sforzo, nonostante gli effetti della loro crisi economica, a confortare coloro che, espropriati di tutti i beni materiali, si erano diretti verso le loro rive”.

Il Creato un dono non un possesso

Dalle "drammatiche contraddizioni" sperimentate durante quella visita, il Papa spiega di aver potuto meglio capire l'importanza del tema del Simposio di questi giorni.  La fragilità non è solo "delle case delle persone vulnerabili in tutto il mondo" - come mostra il crescente "esodo dei migranti climatici e dei rifugiati ambientali - in realtà, scrive Francesco citando l'Enciclica Laudato sì, "stiamo anche condannando le future generazioni a vivere in una casa comune ridotta a rovine”. Il Papa chiede quindi un serio esame di coscienza di fronte "alla crisi ecologica" che stiamo vivendo, riproponendo la domanda: “che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo? “La cura del Creato – rimarca– inteso come un dono condiviso e non un possesso privato, implica sempre il riconoscimento dei diritti di ogni persona e di ogni popolo”.

Cattolici e ortodossi insieme per la cura del Creato

Facendo poi riferimento al Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per il Creato, che si celebra il 1° settembre, scritto insieme al Patriarca Bartolomeo, Francesco sottolinea che “Il dovere di prendersi cura del creato sfida tutte le persone di buona volontà e invita i cristiani a riconoscere le radici spirituali della crisi ecologica e cooperare nell’offrire una risposta inequivocabile. L’ annuale Giornata mondiale di preghiera per il Creato è un passo in questa direzione, poiché dimostra la nostra comune preoccupazione e aspirazione a lavorare insieme per affrontare questo delicato problema. È mia ferma intenzione che la Chiesa cattolica continui a camminare insieme a Sua Santità e al Patriarcato ecumenico lungo questo percorso. Allo stesso modo, spero che cattolici e ortodossi, insieme ai fedeli di altre comunità cristiane e tutte le persone di buona volontà, possano lavorare attivamente insieme e a livello locale per la cura del creato e per uno sviluppo sostenibile e integrale”.

06 giugno 2018, 12:55