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Louis Raphaël I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, riceve la berretta cardinalizia Louis Raphaël I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, riceve la berretta cardinalizia  (AFP or licensors)

Il saluto del card. Sako al Papa: noi nuovi cardinali preghiamo per la pace

Il Patriarca di Babilonia dei Caldei, a nome dei 14 nuovi porporati, ringrazia il Pontefice per le nomine nei Paesi in cui i cristiani sono in difficoltà.

Michele Raviart - Città del Vaticano

“La nomina cardinalizia non è un premio, oppure un onore personale”, “ma è l’invio alla missione con l’abito rosso, che vuol dire dare la vita fino alla fine, fino all’effusione del sangue, portando il Vangelo della gioia a tutti”.Louis Raphaël I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, riceve la berretta cardinalizia Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei, si è rivolto così a nome di tutti i nuovi porporati a Papa Francesco all’inizio del Concistoro, ringraziandolo per “la fiducia riposta in noi e per averci chiamato a servire con un amore più grande la Chiesa e tutti gli uomini”.

Assicurare un ambiente dignitoso ad ogni persona umana

“Alcuni Musulmani venuti per farmi gli auguri”, ha detto il patriarca Sako, hanno infatti espresso “la loro ammirazione per l’apertura della Chiesa” e per la vicinanza del Papa alla gente, “nelle loro preoccupazioni, paure e speranze”. La speranza dei nuovi cardinali, è infatti che lo sforzo del Papa di promuovere la pace cambi i cuori degli uomini e delle donne per il meglio e contribuisca ad assicurare un ambiente dignitoso ad ogni persona umana”.

Per una Chiesa veramente universale

Sako ha sottolineato l’importanza che i nuovi cardinali vengano da Paesi diversi, a dimostrazione della “vitalità” e dell’”apertura” della Chiesa e della sua cattolicità e quindi universalità. In particolare il neo cardinale ha sottolineato l’attenzione del Papa per le Chiese orientali, “e per il piccolo gregge che costituiscono i cristiani in Medio Oriente, in Pakistan e in altri Paesi che attraversano un periodo difficile a causa delle guerre e del settarismo e dove ci sono ancora martiri”.

I martiri cristiani in Medio Oriente

Martiri il cui sangue “non è per niente”. La chiamata di Papa Francesco dà infatti ai quattordici nuovi cardinali la “speranza che la tempesta attuale passerà e sarà possibile vivere insieme armoniosamente”. L’impegno, continua il patriarca Sako, è di assicurare sostegno e collaborazione “ancora più intensa” per promuovere “la cultura del dialogo, del rispetto e della pace dappertutto e in particolare dove c’è più bisogno come nell’Iraq (la terra di Abramo), nella Siria, nella Palestina e nel Medio Oriente e in tutto il mondo”.

Testimoni della fede per costruire la pace

“Noi oggi, alla Vostra presenza”, conclude Sako, “vogliamo rinnovare la nostra fedeltà, l’amore alla Chiesa e alla nostra gente con la promessa che faremo il nostro meglio per essere testimoni gioiosi della nostra fede, del nostro amore, della gratuità, del perdono e della costruzione della pace nel mondo d’oggi, che vive nell’indifferenza, nel consumismo e nei conflitti di potere e di interessi”.

28 giugno 2018, 16:49