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Berrette per i nuovi cardinali Berrette per i nuovi cardinali 

Un Concistoro che esprime l’universalità della Chiesa

E’ il quinto concistoro di Papa Francesco. I 14 neo cardinali rappresentano la chiesa delle periferie e quella missionaria. Lo svolgimento della celebrazione di oggi in san Pietro e i luoghi in Vaticano delle visite di cortesia ai neo porporati

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

E’ il quinto concistoro del suo Pontificato quello che Francesco celebrerà oggi pomeriggio alle 16 nella Basilica vaticana, alla vigilia della festa dei santi Pietro e Paolo per la creazione di nuovi cardinali, per l’imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del titolo o diaconia.

I cardinali che riceveranno la porpora

Tre gli italiani: oltre a De Donatis Vicario di Roma, ci sono infatti Giovanni Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato vaticana fino ad agosto, quando assumerà la guida della Congregazione per le cause dei santi, e Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila. Con loro, a ricevere la berretta cardinalizia, Luis Raphael I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq; Luis Ladaria Ferrer, gesuita spagnolo, dal 1° luglio 2017 prefetto della Congregazione per la dottrina della fede; Konrad Krajewski, polacco, Elemosiniere pontificio; Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, in Pakistan; Antonio dos Santos Marto, vescovo di Leiria– Fatima, in Portogallo; Pedro Ricardo Barreto Jimeno, gesuita, arcivescovo di Huancayo, in Perù; Désiré Tsarahazana, arcivescovo di Toamasina, in Madagascar; Thomas Aquino Manyo Maeda, arcivescovo di Osaka, in Giappone.

Tre gli ultraottantenni, «che – come disse Francesco il 20 maggio scorso annunciando il Concistoro – si sono distinti per il loro servizio alla Chiesa»: Sergio Obeso Rivera, arcivescovo emerito di Xalapa, messicano; Toribio Ticona Porco, prelato emerito di Corocoro, boliviano; Aquilino Bocos Merino, claretiano spagnolo, l’unico non vescovo tra i nuovi cardinali. 

Le parole del Papa sulla scelta dei cardinali

«La loro provenienza esprime l'universalità della Chiesa che continua ad annunciare l'amore misericordioso di Dio a tutti gli uomini della terra» aveva detto il Papa dei 14 nuovi cardinali – di cui 11 elettori in caso di Conclave e tre ultra-ottantenni – nell'annuncio del Concistoro, il 20 maggio scorso al termine del Regina Coeli di Pentecoste.

Il card. Scherer: privilegiate le periferie e la Chiesa missionaria

Un Concistoro, quello di oggi, che rientra nella linea di Papa Francesco che anche sulle nomine dei nuovi porporati, guarda alle periferie della Chiesa come spiega al microfono di Silvonei Protz il card. Odilo Pedro Scherer, arcivescovo di São Paulo

Ascolta l'intervista al card. Scherer

R. - In modo generale si può dire che anche questo concistoro va nella logica di Papa Francesco, di far sì che il collegio cardinalizio sia il più rappresentativo possibile di tutta la grande famiglia umana, e anche dei popoli che fanno riferimento alla Chiesa cattolica. E perciò, anche stavolta, il Santo Padre ha chiamato a partecipare al collegio cardinalizio cardinali vescovi di Paesi piccoli, con poca presenza cattolica, ma la cui presenza, anche se il numero dei cattolici non è così rappresentativo, è comunque importante per la Chiesa. Perché il segno che il Papa ci dà è senz’altro questo: integrare nella Chiesa sempre di più anche le periferie. Quelli che erano stati lasciati un po’ da parte, forse sono anche loro importanti e quelli della Chiesa missionaria. Il Papa ci indica proprio questo senso: la Chiesa e il collegio cardinalizio devono avere anche la “faccia missionaria”, e quindi non solo rappresentare i Paesi di consolidata presenza cattolica, ma anche lì dove sono ancora pochi i cattolici; perché la presenza di un cardinale possa dare un segno di presenza forte lì in quella parte, o anche in Paesi in crisi, in situazioni di guerra. E in questo caso abbiamo l’arcivescovo di Baghdad, il Patriarca caldeo che sarà anche lui creato cardinale in questo concistoro. Quindi anche questo concistoro sicuramente va nella logica del pontificato di Papa Francesco: un pontificato che è attento sì alla Chiesa nell’insieme, ma è attento alle periferie della Chiesa e alla “faccia missionaria” della Chiesa.

Lo svolgimento della celebrazione del Concistoro

Il primo dei nuovi cardinali, il neo cardinale Sako, a nome di tutti, rivolgerà un indirizzo di saluto a Francesco, che terrà poi il suo discorso. Quindi, il momento culminante, la creazione dei cardinali con la formula di rito, l’elenco dei nomi e l’annuncio dell’ordine presbiterale o diaconale al quale saranno assegnati. Seguirà la professione di fede e il giuramento dei 14 porporati, con l’imposizione dello zucchetto, della berretta e dell’anello cardinalizio, l’assegnazione del titolo o della diaconia.

I luoghi per le visite di cortesia ai nuovi porporati

Le visite di cortesia ai nuovi cardinali si svolgeranno nel pomeriggio della stessa giornata, dalle 18 alle 20. Questi i luoghi indicati dall’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Papa; nell’Atrio dell’Aula Paolo VI: i cardinali Sako, Coutts, Obeso Rivera, Ticona Porco, Bocos Merino; nell’Aula Paolo VI i cardinali De Donatis, Dos Santos Marto, Barreto Jimeno, Tsarahazana, Petrocchi, Maeda; nella Sala Regia del Palazzo Apostolico il cardinale Becciu e nella Sala Ducale sempre del Palazzo Apostolico i cardinali Ladaria Ferrer e Krajewski.
 

28 giugno 2018, 11:33