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Il Metropolita Rastislav delle Terre Ceche e della Slovacchia Il Metropolita Rastislav delle Terre Ceche e della Slovacchia 

Il Papa riceve l'11 maggio il Primate ortodosso delle Terre Ceche e della Slovacchia

Sarà la sua prima visita al Papa. Il primate Rastislav sarà a Roma dal 9 al 12 maggio. Guida la più piccola e più giovane Chiesa ortodossa autocefala

Sergio Centofanti - Città del Vaticano

L’11 maggio prossimo farà visita al Santo Padre Sua Beatitudine il metropolita Rastislav, arcivescovo di Prešov, Primate della Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia. Si tratterà della prima visita a Papa Francesco del metropolita, eletto nel gennaio 2014. Lo rende noto un comunicato del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. L’incontro segue la visita che il cardinale Kurt Koch, presidente del Dicastero, ha compiuto nell’ottobre scorso a Bratislava e Prešov, dove ha incontrato il metropolita.

Il programma della visita

Il Primate arriverà a Roma il 9 maggio e sarà ospitato a Casa Santa Marta. Il 10 maggio celebrerà la Divina Liturgia presso la tomba di San Cirillo nella Basilica di San Clemente; poi visiterà le Basiliche di San Pietro, Santa Maggiore e San Paolo fuori le Mura. L’11 maggio incontrerà il cardinale Koch presso la sede del Dicastero; alle 11.45 è previsto l’incontro con Papa Francesco. Nel pomeriggio visiterà le Catacombe di San Sebastiano. Il 12 maggio la partenza da Roma. Il Primate sarà accompagnato, tra gli altri, dall’arcivescovo di Michalovce e Kosice sua eminenza Juraj e dall’arcivescovo di Praga e delle Terre Ceche sua eminenza Michal.

La più giovane Chiesa ortodossa autocefala

La Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia è una delle 14 Chiese ortodosse autocefale di tradizione bizantina. È l’ultima nell’ordine delle Chiese locali e anche la più piccola per il numero di fedeli, però i suoi diritti nella comunione ortodossa sono uguali a quelli degli altri Patriarcati o Chiese autocefale.

Evangelizzazione operata dai santi Cirillo e Metodio

La Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia trae origine dall’evangelizzazione degli slavi operata dai santi Cirillo e Metodio. Nel 1946, le varie comunità ortodosse della Cecoslovacchia, in precedenza sotto la giurisdizione del Patriarcato di Serbia e di quello di Costantinopoli, si sono riunite in un unico esarcato autonomo dipendente dal Patriarcato di Mosca, ricevendo da esso, nel 1951, lo status di autocefalia, status riconosciuto dal Patriarcato di Costantinopoli nel 1998.

Oltre 70mila fedeli

Dopo la divisione del Paese in due Stati, la Chiesa ortodossa è riuscita a conservare la sua unità canonica. Secondo i nuovi statuti adottati nel 1992, la Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia comprende due consigli metropolitani ed è presieduta dall’arcivescovo di Praga o da quello di Prešov, avente titolo di metropolita. Conta quattro diocesi (due nella Repubblica ceca - Praga e Olomouc - e due in Slovacchia - Presov e Michalovce), 165 parrocchie (67 nella Repubblica ceca, 98 in Slovacchia,) servite da 200 sacerdoti, una facoltà di teologia ortodossa (all’interno dell’università pubblica), un seminario a Prešov e otto monasteri. Il numero ufficiale dei fedeli è di 71.000 tra i due Paesi (21.000 nella Repubblica ceca, 50.000 in Slovacchia, ovvero meno dell’1% della popolazione slovacca), ma tale cifra dovrebbe essere probabilmente raddoppiata tenendo conto dell’elevato numero di immigrati recenti, originari in particolare dall’Ucraina (Transcarpazia).

Dialogo ecumenico

Dal 2006, la Chiesa ortodossa delle Terre Ceche e della Slovacchia invia regolarmente i suoi rappresentanti alla Commissione mista per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. Ha partecipato al Santo e Grande Concilio della Chiesa Ortodossa nel 2016.

Il riconoscimento di Mosca e Costantinopoli

Il metropolita Christopher (Pulec) di Praga, Primate di questa Chiesa tra il 2006 e il 2013, ha contribuito alla sua apertura, rendendo visita in particolare a Papa Benedetto XVI nel 2009. E’ stato poi spinto a dare le dimissioni nel 2013. Il metropolita Rastislav di Prešov gli è succeduto nel gennaio 2014, dopo una controversa elezione, riconosciuta subito dal Patriarcato di Mosca, ma solo nel 2016 dal Patriarcato di Costantinopoli.

Biografia del metropolita Rastislav

Il metropolita Rastislav è nato nel 1978 a Snina (Slovacchia). Si è laureato presso la Facoltà di Teologia dell'Università di Prešov, poi ha studiato presso l'Università Aristotele di Salonicco. Nel 2003 è stato ordinato sacerdote. Ha completato il suo ministero pastorale in una delle parrocchie della Slovacchia, mentre serviva in un orfanotrofio in Medzilaborce. Nel 2012 è divenuto monaco con il nome di Rastislav (principe della grande Moravia che invitò i santi Cirillo e Metodio nel nono secolo per evangelizzare il suo popolo) e ordinato arcivescovo di Prešov.

Papa Francesco e il dialogo con gli ortodossi

Papa Francesco nella Evangelii gaudium (246) ricorda che l’impegno per l’unità dei cristiani è “una via imprescindibile dell’evangelizzazione”. In particolare, sottolinea lo scambio reciproco dei doni: “Nel dialogo con i fratelli ortodossi - spiega - noi cattolici abbiamo la possibilità di imparare qualcosa di più sul significato della collegialità episcopale e sulla loro esperienza della sinodalità”.

Comunione non sia uniformità omologata

Papa Francesco, nei vari incontri con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo, “fratello amato”, ha potuto constatare “la profonda consonanza di visione su alcune sfide che toccano la vita della Chiesa e il mondo contemporaneo". Ricevendo in udienza una delegazione del Patriarcato Ecumenico il 27 giugno 2017, ha incoraggiato a proseguire il “cammino verso la piena unità” tra cattolici e ortodossi: una “comunione che non sia uniformità omologata”, ma “comunione ecclesiale nella quale le legittime differenze debbono convivere".

Non concorrenti ma fratelli

Nella Dichiarazione congiunta con il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia Kirill, a Cuba il 12 febbraio 2016, ricorda che “ortodossi e cattolici sono uniti non solo dalla comune Tradizione della Chiesa del primo millennio, ma anche dalla missione di predicare il Vangelo di Cristo nel mondo di oggi. Questa missione comporta il rispetto reciproco per i membri delle comunità cristiane ed esclude qualsiasi forma di proselitismo. Non siamo concorrenti ma fratelli, e da questo concetto devono essere guidate tutte le nostre azioni reciproche e verso il mondo esterno. Esortiamo i cattolici e gli ortodossi di tutti i paesi ad imparare a vivere insieme nella pace e nell’amore, e ad avere «gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti» (Rm 15, 5)”.

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09 maggio 2018, 12:00