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Lettera del Papa ai vescovi cileni: discernimento franco su gravi fatti di abusi

In una dichiarazione, il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke riferisce della conclusione degli incontri in Vaticano tra il Papa e i 34 vescovi cileni per ristabilire la giustizia e la comunione ecclesiale dopo gli abusi “di minori, di potere e di coscienza”

Giada Aquilino - Città del Vaticano

Un “discernimento franco” di fronte ai “gravi fatti” che hanno “danneggiato la comunione ecclesiale” e “indebolito il lavoro della Chiesa del Cile negli ultimi anni”. È quanto si legge nella lettera in lingua spagnola consegnata da Papa Francesco a ciascuno dei 34 vescovi cileni, a conclusione dei quattro incontri tenutisi a partire da martedì scorso nell'auletta dell’Aula Paolo VI in Vaticano. Lo riferisce, in una dichiarazione, il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, specificando che l’ultima delle riunioni è finita oggi pomeriggio alle 18.40.

Abusi di minori, di potere e di coscienza

Alla luce dei “dolorosi avvenimenti” rispetto agli abusi “di minori, di potere e di coscienza”, si legge nella lettera del Pontefice, sono state approfondite la “gravità degli stessi” e le “tragiche conseguenze” che hanno avuto “particolarmente” le vittime. Francesco riferisce di aver avuto la possibilità di chiedere “il perdono di cuore” ad alcune di esse, una richiesta a cui i presuli si sono uniti “in una sola volontà e con il fermo proposito di riparare” ai danni causati.

Un lavoro nel breve, medio e lungo termine

Il Papa ringrazia inoltre i vescovi “per la piena disponibilità che ognuno ha manifestato nell’aderire e nel collaborare - scrive - in tutti i cambiamenti e risoluzioni che dovremo implementare nel breve, medio e lungo termine, necessari per ristabilire la giustizia e la comunione ecclesiale”. 


Chiesa profetica

Dopo questi giorni di preghiera e riflessione il Pontefice invita i presuli a “continuare a costruire una Chiesa profetica, che sappia mettere al centro quello che è importante: il servizio al Signore nell’affamato, nel carcerato, nel migrante, nell’abusato”.

 

Traduzione di lavoro della lettera del Papa (leggi in lingua originale).

Ai signori Vescovi del Cile

Cari fratelli nell’episcopato,

Vi ringrazio per aver accolto l’invito perché insieme facessimo un discernimento franco di fronte ai gravi fatti che hanno danneggiato la comunione ecclesiale e indebolito il lavoro della Chiesa del Cile negli ultimi anni.

Alla luce di questi dolorosi avvenimenti rispetto agli abusi - di minori, di potere e di coscienza- abbiamo approfondito la gravità di questi, cosi come le tragiche conseguenze che hanno avuto particolarmente per le vittime. Ad alcune io stesso ho chiesto perdono di cuore, al quale anche voi vi siete uniti in una sola volontà e con il fermo proposito di riparare ai danni causati.

Vi ringrazio per la piena disponibilità che ognuno ha manifestato nell’aderire e nel collaborare in tutti i cambiamenti e risoluzioni che dovremo implementare nel breve, medio e lungo termine, necessari per ristabilire la giustizia e la comunione ecclesiale.

Dopo questi giorni di preghiera e riflessione vi invito a continuare a costruire una Chiesa profetica, che sappia mettere al centro quello che è importante: il servizio al Signore nell’affamato, nel carcerato, nel migrante, nell’abusato.

Per favore non dimenticatevi di pregare per me.

Gesù vi benedica e la Vergine Santa vi protegga.

Fraternamente,

Francesco

 

 

Leggi anche: I vescovi del Cile dal Papa con dolore e vergogna

17 maggio 2018, 20:15