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Il Papa abbraccia una giovane nella riunione pre-sinodale Il Papa abbraccia una giovane nella riunione pre-sinodale 

Gaudete et Exsultate: un invito a vivere la santità della porta accanto

“L’esortazione Gaudete et exsultate è un dono del Papa, un invito a vivere la santità della porta accanto”. La testimonianza di Ramonda, presidente della Comunità Giovanni XXIII

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

L’esortazione apostolica di Papa Francesco "Gaudete et exultate", resa nota ieri, è stata accolta con gioia ed entusiasmo dal mondo cattolico e non solo e ha raggiunto i cuori di molti giovani che nel documento hanno avvertito l’invito del Pontefice a trovare la spinta, il coraggio, per fare quei gesti piccoli, ma pieni di misericordia, capaci di avvicinarci al cuore di Dio. Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata da don Oreste Benzi, definisce questo testo  “un dono per tutti i cristiani” e gli uomini di buona volontà, una chiamata a intraprendere il cammino della santità, senza più paura.

Un invito alla gioia cristiana

 “Questa esortazione - afferma Ramonda - è  un dono grandissimo che il Santo Padre ci fa, perché è un invito alla gioia cristiana: una gioia, quella feriale, quella quotidiana, che possono vivere tanti papà, mamme, tanti giovani e tanti lavoratori anche, tanti studenti. Noi ricordiamo, nella nostra vicenda anche della Comunità Papa Giovanni XXIII, la vita di Sandra Sabattini, una giovane studentessa che è morta tragicamente all’età di 23 anni e che Papa Francesco ha riconosciuto come “venerabile”. Lei era capace di vedere il volto di Dio nei poveri, nei giovani tossicodipendenti che serviva; o di vedere Dio andando al mattino sulla spiaggia per contemplare la Creazione. Oppure, andava a spingere le carrozzine il primo maggio per chiedere il diritto al lavoro anche per i ragazzi diversamente abili. Oggi, i giovani, tra l’altro siamo vicini al Sinodo voluto dal Papa proprio per loro, possono ripercorrere questo cammino verso la santità, non è impossibile!”.

L’esempio di Sandra

Sandra, che ora tutti chiamano già “la santa fidanzata”, spiega ancora Ramonda, è un bellissimo esempio di “santità della porta accanto”, con la sua semplicità, genuinità e trasparenza, con quella bellezza che ha saputo godere, vivere, in tutte le tappe della sua vita. “In fondo lei - prosegue - quando ha incontrato don Oreste Benzi, nel periodo in cui era una pre-adolescente, lo ha incontrato sulle Dolomiti, dove i giovani studenti andavano a condividere le vacanze con i ragazzi con problemi gravissimi di disabilità. E in quel contesto ha capito che la vita poteva diventare un dono, essere un dono, vissuta poi nello studio, in famiglia, in parrocchia, nell’amicizia con le altre compagne, studentesse. E vissuta nel fidanzamento. Lei ha vissuto un fidanzamento splendido, e ancora oggi penso che possa testimoniare a tanti giovani la bellezza del vivere anche l’affettività e la sessualità come una gioia di prepararsi al dono totale, che poi i due che si amano si danno, si donano, nel Sacramento del matrimonio. Una vita semplice, vissuta nella gioia, vissuta in un incontro simpatico con Cristo. Sandra sorrideva sempre! E il Papa lo ha detto l'umorismo, il buon umore sono importantissimi”.

Combattere i nemici della santità

Ramonda mette poi in guardia i giovani dai grandi nemici della santità, ma soprattutto dall’isolamento provocato dai social network. “I ragazzi vanno aiutati facendo fare loro un incontro che esprima la dimensione comunitaria, fondamentale come sostiene anche il Papa, per avvicinarci e raggiungere la santità. E in questo cammino di popolo, si passa dall’Io al Noi. Incontrando la sofferenza dei deboli, degli ultimi, dei poveri, i ragazzi hanno la possibilità di donarsi, riscoprendo il volto di Dio e della Chiesa”.  Altro antidoto contro i nemici della santità, è la misericordia che consente a Dio di andare oltre il nostro peccato, la nostra umanità.

Ascolta e scarica l'intervista a Ramonda

 

10 aprile 2018, 13:45