Versione Beta

Cerca

Vatican News
Giovedì Santo 2013: la lavanda dei piedi nel carcere minorile di Casal del Marmo Giovedì Santo 2013: la lavanda dei piedi nel carcere minorile di Casal del Marmo 

La lavanda dei piedi di Francesco a Regina Coeli

Papa Francesco celebra la Messa in Coena Domini nel carcere romano di Trastevere, e lava i piedi a dodici detenuti, tra i quali un ortodosso, un buddista e due musulmani. Le sue omelie sull’Ultima Cena di Gesù dal 2013 a oggi

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Ci saranno anche un ortodosso, un buddista e due musulmani tra i 12 detenuti ai quali Papa Francesco laverà i piedi nel pomeriggio nella Messa in Coena Domini che celebrerà nel carcere romano di Regina Coeli. Alle 16, nella rotonda del carcere di via della Lungara 29, come Giovanni Paolo II nel 2000, Paolo VI nel 1964 e Giovanni XXIII nel 1958, il Papa celebrerà Messa per oltre 600 detenuti, il 65% giovani stranieri.

Il Papa comprende l’animo dei detenuti

“Lo sentono come un amico, con un cuore grande, capace di comprendere anche l’animo di un detenuto” racconta padre Vittorio Trani, cappellano del carcere di Trastevere, che ha scelto i detenuti ai quali il Papa laverà i piedi cercano di rappresentare nazionalità, confessioni e religioni diverse. Dopo la Messa Papa Francesco visiterà l’infermeria e la sezione ottava, che ospita chi ha commesso reati particolari o ha comunque bisogno di protezione da eventuali aggressioni.

Nel 2013 tra i minori di Casal del Marmo

Francesco ha celebrato la Messa in Coena Domini tra i carcerati anche nel 2013, nel 2015 e lo scorso anno. E molte volte da arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio ha trascorso il Giovedì Santo in un penitenziario. Il 28 marzo 2013, due settimane dopo la sua elezione, sceglie il carcere minorile di Casal del Marmo. Cinquanta giovanissimi detenuti e piedi femminili e maschili, di pelle chiara e scura, che il Papa lava, asciuga e bacia. Poco prima, nell’omelia, aveva spiegato così il suo gesto:

“ Aiutarci l’un l’altro: questo Gesù ci insegna e questo è quello che io faccio, e lo faccio di cuore, perché è mio dovere. Come prete e come vescovo devo essere al vostro servizio. ”

Ma è un dovere che mi viene dal cuore: lo amo. Amo questo e amo farlo perché il Signore così mi ha insegnato. Ma anche voi, aiutateci: aiutateci sempre. L’un l’altro. E così, aiutandoci, ci faremo del bene.

Al Don Gnocchi, piedi da tutto il mondo

Il Giovedì Santo 2014, il 17 aprile, Papa Francesco visita il centro riabilitativo romano “Santa Maria della Provvidenza” della Fondazione don Gnocchi, e lava i piedi a dodici persone disabili, con storie e età, etnia e confessioni differenti. Da Osvaldinho, 16 anni, di Capo Verde, in sedia a rotelle dopo un tuffo al mare a Hamed, 75 anni, libico di religione musulmana, con gravi danni neurologici per un incidente stradale. A loro e ai 500 presenti dentro e fuori la chiesa, il Papa ricorda l’eredità che ci lascia Gesù.

Lui è Dio e si è fatto servo, servitore nostro. E questa è l’eredità: anche voi dovete essere servitori gli uni degli altri. E Lui ha fatto questa strada per amore: anche voi dovete amarvi ed essere servitori e nell’amore.

A Rebibbia: Gesù ama tutti noi

Nel 2015, il 2 aprile, Papa Bergoglio torna in un carcere romano, a Rebibbia, per ripetere il gesto di Gesù ai discepoli con 12 detenuti. All’ arrivo, saluta e bacia uno ad uno i 300 detenuti che lo attendono per la Messa che fa memoria dell’Ultima Cena di Gesù.

L’amore di Gesù per noi non ha limiti – sottolinea nell’omelia - sempre di più, sempre di più. Non si stanca di amare. Nessuno. Ama tutti noi, al punto da dare la vita per noi. Sì, dare la vita per noi; sì, dare la vita per tutti noi, dare la vita per ognuno di noi. E ognuno di noi può dire: “Ha dato la vita per me”. Ognuno. Ha dato la vita per te, per te, per te, per me, per lui… per ognuno, con nome e cognome. Il suo amore è così: personale.

E poi conclude:

“ Ma anch’io ho bisogno di essere lavato dal Signore, e per questo pregate durante questa Messa perché il Signore lavi anche le mie sporcizie, perché io diventi più schiavo di voi, più schiavo nel servizio della gente, come è stato Gesù. ”

Tra i migranti a Castelnuovo di Porto

Il 13 aprile 2016, Francesco raggiunge il Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, alle porte di Roma, e celebra la Messa in Coena Domini con quasi 900 profughi, gli operatori e i volontari del centro. Pochi giorni prima i terroristi dell’Isis hanno compiuto un terribile attentato a Bruxelles. “Dietro quel gesto – commenta il Papa nell'omelia - ci sono i fabbricatori e trafficanti di armi, che vogliono il sangue e non la pace. Che vogliono la guerra e non la fratellanza”. Poi spiega il suo gesto:

“ Oggi, in questo momento, quando io farò lo stesso gesto di Gesù di lavare i piedi a voi dodici, tutti noi stiamo facendo il gesto della fratellanza, e tutti noi diciamo: “Siamo diversi, siamo differenti, abbiamo differenti culture e religioni, ma siamo fratelli e vogliamo vivere in pace”. ”

E questo è il gesto che io faccio con voi. Ognuno di noi ha una storia addosso, ognuno di voi ha una storia addosso: tante croci, tanti dolori, ma anche ha un cuore aperto che vuole la fratellanza.

Nel carcere di Paliano: servo per amore

Lo scorso anno, infine, il 16 aprile, Papa Bergoglio torna in un carcere, ma fuori Roma, a Paliano, in provincia di Frosinone. Tra i detenuti ai quali lava i piedi ci sono tre donne, un argentino, un albanese, un musulmano che sarà battezzato a giugno. Due di loro hanno ricevuto la condanna all'ergastolo, gli altri dovrebbero finire di scontare la pena tra il 2019 e il 2073.  Nell'omelia a braccio, il Papa ricorda come Gesù, che è il capo della Chiesa, ha saputo farsi schiavo per noi e amare sino alla fine.

C’è un capovolgimento: quello che sembra il più grande deve fare il lavoro da schiavo, ma per seminare amore. Vi dirò che se voi potete dare un aiuto, fare un servizio qui, in carcere, al compagno o alla compagna, fatelo. Perché questo è amore, questo è come lavare i piedi. E’ essere servo degli altri.

Ascolta e scarica il servizio con la voce del Papa
28 marzo 2018, 16:43