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Udienza con i membri della Consulta Nazionale Antiusura Udienza con i membri della Consulta Nazionale Antiusura 

Papa: l’usura umilia e uccide

Usura e corruzione: sono stati i temi al centro dell’udienza tra il Pontefice e i membri della Consulta Nazionale Antiusura, nella sala Clementina in Vaticano

Barbara Castelli – Città del Vaticano

“L’usura è un peccato grave: uccide la vita, calpesta la dignità delle persone, è veicolo di corruzione e ostacola il bene comune”. Papa Francesco affronta nuovamente “una piaga purtroppo diffusa e ancora molto sommersa”, incontrando in Vaticano i membri della Consulta Nazionale Antiusura. Nel discorso, ribadisce con forza che l’usura “indebolisce anche le fondamenta sociali ed economiche di un Paese”. Nessuno Stato, infatti, può programmare “una seria ripresa economica” con “tanti poveri, tante famiglie indebitate, tante vittime di gravi reati e tante persone corrotte”.

L’usura umilia e uccide

In ventisei anni di servizio, la Consulta Nazionale Antiusura ha salvato “dalla morsa del debito usurario” oltre 25 mila famiglie, restituendo dignità e speranza. Un impegno, teso a tutelare vite, case e piccole aziende, per il quale Papa Bergoglio rende grazie, riconoscendone “il coraggio e la perseveranza”. “L’usura umilia e uccide”, rimarca “è un male antico” che, “come un serpente, strangola le vittime”.

Recuperiamo uno stile di vita sobrio

Per prevenire questa piaga, bisognerebbe sottrarre “le persone alla patologia del debito fatto per la sussistenza o per salvare l’azienda”, educando “ad uno stile di vita sobrio, che sappia distinguere tra ciò che è superfluo e ciò che è necessario”. Alla base delle crisi economiche, infatti, c’è sempre una “concezione di vita che pone al primo posto il profitto e non la persona”. Ma in nome del denaro, aggiunge Papa Francesco, “non si possono uccidere i fratelli”. Così le pubbliche istituzioni dovrebbero mettere al centro delle politiche economiche “la dignità umana, l’etica, la solidarietà e il bene comune”, disincentivando “strumenti che, direttamente o indirettamente, sono causa di usura, come ad esempio il gioco d’azzardo”.

Un nuovo umanesimo economico

Il Pontefice auspica, infine, “un nuovo umanesimo economico”, che metta fine “all’economia che uccide”, a sistemi “in cui uomini e donne non sono più persone”, ma “strumenti di una logica dello scarto che genera profondi squilibri”. Incontro, ascolto e prossimità dovrebbero essere sempre al centro dell’impegno delle pubbliche Autorità, affinché “le persone e le famiglie possano usufruire dei benefici di legge come ogni altra realtà economica”. Così come i responsabili del sistema bancario dovrebbero vigilare “sulla qualità etica delle attività degli istituti di credito” perché in realtà “molte banche sono nate e si sono diffuse nel mondo proprio per sottrarre i poveri all’usura con prestiti senza pegno e senza interessi”.

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03 febbraio 2018, 12:36