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Alcuni 'cittadini' di Loppiano davanti al Santuario Maria Theotokos Alcuni 'cittadini' di Loppiano davanti al Santuario Maria Theotokos 

Movimento dei Focolari: la gioia per l'annuncio della visita del Papa a Loppiano

Sorpresa e profonda gioia: sono le prime parole con cui Maria Voce, presidente del Movimento dei Focolari, ha accolto la notizia che Papa Francesco farà visita alla Cittadella internazionale di Loppiano il prossimo 10 maggio.

Adriana Masotti - Città del Vaticano

La notizia della visita del Papa, il 10 maggio prossimo, alla Cittadella del Movimento dei Focolari sorta nei pressi di Firenze, ha suscitato grande gioia in tutte le comunità dei Focolari sparse nel mondo.  Lo racconta Maria Voce, la presidente del Movimento, esprimendo la sua reazione subito dopo l'annuncio. Circa 100 giorni - ha sottolineato in un videomessaggio diretto ai membri del Movimento - ci distanziano dalla presenza di Francesco a Loppiano, invitando tutti a vivere questo tempo come una preparazione.  E' una spinta, ha continuato, per intensificare l'amore e l'unità radicati nel Vangelo che vogliono essere lo stile dei suoi abitanti.

Ascolta l'intervista integrale a Maria Voce

R. - Innanzitutto una grandissima sorpresa e poi immediatamente una grandissima gioia perché ci sembra un onore, un privilegio poter avere un momento con il Papa nella nostra prima Cittadella del Movimento. Siamo stati molto felici. Questa notizia ha rimbalzato attraverso i nostri contatti telefonici nel mondo intero e si sente dappertutto una grande gioia e un grande impegno ad essere ancora più uniti al Papa per questa visita.

D.  – Come lei ha detto, Loppiano è la prima cittadella sorta nell’ambito del Movimento dei Focolari, ha avuto origine nel 1964, ha un carattere internazionale, con giovani, famiglie, sacerdoti e religiosi… Ecco, un’ispirazione originale di Chiara Lubich, questo tipo di convivenza stabile, dove si studia, si lavora, si accolgono tanti visitatori ogni anno… Ma che cos’è davvero Loppiano e qual è la testimonianza che intende dare?

R.  – Mi sembra che la prima cosa che Chiara desiderava che fosse Loppiano è una testimonianza che è possibile vivere il Vangelo in una città, in una città che ha tutte queste componenti, ma tutte le componenti sono animate dalla stessa legge: la legge del Vangelo, la legge dell’amore reciproco. Quindi chi entra in Loppiano si impegna a vivere questa legge. Chi visita Loppiano trova persone che vivono questa legge. Questa è la testimonianza fondamentale. Naturalmente chi entra a Loppiano per caso, innanzitutto è stupito dall’internazionalità, dalla varietà delle persone che fanno parte di un’unica Cittadella - in fondo di 600 persone, quindi anche piccola - ma dopo scopre che questa presenza ha questo legame fortissimo, che va al di là della stessa Cittadella. Quindi chi entra per caso a Loppiano, uscendo, dovrebbe essere testimone e portatore di questa realtà nel mondo dove va. Chiara voleva dare sulla terra l’esempio di come si può vivere la Trinità: cioè, questi rapporti di amore totale, di amore reciproco, pronto a donarsi fino in fondo, pronto a perdere tutto per l’altro e che fosse un esempio che la vita del Cielo può essere anche sulla terra, come i cristiani sempre recitano nel Padre Nostro, “sia fatta la tua volontà, come in Cielo così in terra”: la testimonianza che è possibile.

D. - Come presidente del Movimento cosa si augura che il Papa possa trovare a Loppiano?

R.  –Il mio augurio è che possa trovare questa testimonianza. Il Papa è vicario di Gesù, credo che se trovasse la presenza di Gesù, misticamente, in mezzo agli abitanti della Cittadella di Loppiano sarebbe per lui una gioia e una consolazione, ma anche una aiuto per compiere la sua missione di testimoniare il Vangelo e di diffondere il messaggio di Cristo al mondo intero.

D. - Il Papa continuamente spinge la Chiesa ad essere più coerente con il Vangelo e aperta a tutti. In che modo il Movimento si sente interpellato da questo e come cerca di rispondere a questa sollecitazione?

R. – Interpellato in modo forte, perché è lo stesso appello che Chiara ci ha rivolto dal primo momento, quando insieme con le sue compagne voleva unicamente vivere il Vangelo e fino alla fine, quando ha detto: “Se dovessi lasciare qualcosa al Movimento, lascerei unicamente il Vangelo”. Quindi anche noi siamo nati dal Vangelo e non vogliamo altro che Vangelo. L’appello del Papa viene a confermare, a sostenere e a spingere in questa direzione. Noi cerchiamo di fare la nostra parte innanzitutto vivendo il Vangelo e impegnandoci mese per mese con una Parola specifica, scegliendo una Parola dalla Sacra Scrittura e cercando di metterla in pratica in tutte le occasioni possibili, anche condensandola giorno per giorno in un passaparola che ce la fa ricordare nelle circostanze diverse. E l’apertura verso tutti con questo atteggiamento che riconosce in ognuno - indipendentemente dalla religione, dalla nazionalità, dall’etnia, dall’età, dallo stato sociale - un figlio di Dio, quindi un fratello; con l’apertura anche ai dialoghi a tutto campo, con chiunque avviciniamo, anche pronti a spostarci noi, laddove è necessario, per portare questa testimonianza. Il Movimento è in uscita e sempre più vuole essere braccio della Chiesa verso i fratelli che non sono della Chiesa, in particolare.

Che cosa aveva detto il Papa per i 50 anni di Loppiano

In occasione del 50.esimo della fondazione della Cittadella internazionale, il 4 ottobre 2014 Papa Francesco aveva inviato un videomessaggio ai suoi abitanti nel quale riconosceva in Loppiano "una realtà che vive al servizio della Chiesa e del mondo",  descriveva i suoi cittadini "esperti nell'accoglienza reciproca e nel dialogo, operatori di pace, generatori di fraternità", incoraggiandoli a proseguire "con rinnovato slancio su questa strada".

 

03 febbraio 2018, 10:21