Versione Beta

Cerca

VaticanNews
Udienza al Corpo Diplomatico 08.01.2018 Udienza al Corpo Diplomatico 08.01.2018  (Vatican Media @L'Osservatore Romano)

Roccella: Il '68 come "maschera" per poteri molto più forti

Per l'ex Sottosegretario al Ministero della Salute italiano, Eugenia Roccella, la “molteplicità di nuovi diritti, non di rado in contrapposizione tra loro” di cui ha parlato il Papa nel discorso al Corpo Diplomatico, nasce dal grande potere di organizzazioni internazionali fondate su un'ideologia iniziata già nel dopoguerra

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

Riportiamo il commento dell' on. Eugenia Roccella alle parole di Papa Francesco sulla constatazione che nel corso degli anni, soprattutto in seguito ai sommovimenti sociali del 'Sessantotto', l’interpretazione di alcuni diritti è andata 'progressivamente modificandosi', così da includere una molteplicità di ‘nuovi diritti’, non di rado in contrapposizione tra loro.
Il riferimento è al discorso tenuto dal Pontefice al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede ricevuto, lunedì 8 gennaio, in Sala Regia in occasione della presentazione degli auguri per il nuovo anno. Qui, l'intervista:

R. -  Il Sessantotto ha dato una “maschera” ideologica ai nuovi diritti, e anche un assetto ideologico. Parlo di “maschera” perché molto ha contato, oltre al grande cambiamento sessantottino negli stili di vita, nel pensiero comune e nella quotidianità del persone, il grande potere di molte organizzazioni internazionali sul fronte antinatalista. Lì c’è una ideologia che è venuta prima del Sessantotto, iniziata nel dopoguerra, con figure di grande spicco e grande potere economico nonché politico, che hanno creato all’interno degli organismi internazionali una corrente molto forte antinatalista, che si  poi realizzata nelle varie conferenze - del Cairo, Pechino, e così via - e soprattutto nelle enormi operazioni di controllo delle nascite che sono state fatte in quegli anni: soprattutto negli anni Sessanta, ma proseguite poi in seguito. Dico questo perché senz’altro c’è stata un’affermazione culturale dei nuovi diritti; e ci sono state anche battaglie politiche, perché la battaglia sull’aborto è di quegli anni – gli anni Settanta – ed è conseguenza certamente del Sessantotto e dei movimenti femministi. Ma questo si è incrociato con poteri molto più forti che hanno consolidato tutto ciò a livello internazionale.

D. – Quasi un uso scientifico...

R. – Sì, nelle prime dichiarazioni sui diritti delle donne, i diritti riproduttivi non c’erano; hanno cominciato ad emergere dopo le conferenze sulla popolazione, e quindi sulla questione demografica: il problema di ridurre la popolazione e la natalità. Da qui, l’aborto e il controllo delle nascite a livello internazionale hanno ricevuto una spinta fortissima come diritti, diritti umani - l’aborto non ci è mai arrivato, ma sempre ai limiti - a cui il grande cambiamento culturale sessantottino ha dato una veste, anche se dietro c’erano poteri più incalzanti e molto, ma molto più forti. E certamente questo vale anche per la questione dei matrimoni omosessuali, e così via. Anche lì dietro ci sono quel genere di poteri e di  impostazione culturale.

Ascolta e scarica l'intervista all'on. Eugenia Roccella
09 gennaio 2018, 12:42