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I giovani cileni all'incontro con Papa Francesco presso il Santuario di Maipù I giovani cileni all'incontro con Papa Francesco presso il Santuario di Maipù  (Vatican Media)

Francesco ai giovani cileni: essere protagonisti è fare ciò che ha fatto Gesù

Senza la connessione con Gesù finiamo per annegare i nostri sogni: lo ha detto il Papa ai giovani che l'hanno accolto nel Santuario di Maipù. Francesco li ha esortati ad essere protagonisti della storia ripetendo ciò che diceva sant'Alberto Hurtado: "Cosa farebbe Cristo al mio posto?" E ha affermato: "Quanto ha bisogno la Chiesa e la Chiesa cilena di voi".

Adriana Masotti - Città del Vaticano

E’ il Santuario di Maipù, nella capitale, ad ospitare l’incontro tra Francesco e i giovani cileni. Un luogo storico, perché commemora il voto del popolo di erigere un Santuario alla Vergine del Carmine nel luogo dove sarebbe stato sconfitto l’esercito spagnolo che, 200 anni fa, nel 1818, metteva a rischio l’indipendenza raggiunta 8 anni prima. A Santiago il Papa era rientrato da Temuco dopo aver pranzato con gli abitanti dell’Araucania, la terra degli indios Mapuche.

So che il cuore dei giovani cileni sogna e sogna in grande

Il Papa parla ai giovani, dopo aver ascoltato il saluto di uno di loro, e conferma ciò che ha sentito: “Dio pone nel vostro cuore sogni di libertà, sogni di gioia, sogni di un futuro migliore”, il desiderio di “essere i protagonisti del cambiamento”. La fede, dice, provoca nei giovani sentimenti di avventura, ma a voi piacciono le avventure e le sfide. I giovani, continua il Papa, “sono inquieti, cercatori, idealisti”. Presto matureranno,  dicono gli adulti,  o peggio si corromperanno, come se maturare fosse “accettare l’ingiustizia, credere che non possiamo fare nulla, che tutto è sempre stato così”. E tenendo conto di tutta  questa realtà,  ho voluto quest’anno il Sinodo sui giovani, dice il Papa, e prima un incontro dei giovani dove voi siete i protagonisti, "perché credo in voi".

Prima io voglio ascoltare i giovani, (...) i giovani di tutto il mondo, giovani cattolici e giovani non cattolici; giovani cristiani e di altre religioni. E giovani che non sanno se credono o non credono: tutti. Per ascoltarli, per ascoltarci, direttamente, perché è importante che voi parliate e che non vi lasciate zittire. A noi tocca aiutarvi perché siate coerenti con quello che dite: questo è un compito in cui vi possiamo aiutare; ma se voi non parlate, come possiamo aiutarvi? E dovete parlare con coraggio e dire quello che sentite:

Madre Chiesa o Nonna Chiesa? I giovani devono scuoterci

E Francesco racconta, a braccio, di un suo colloquio con una persona che diceva: “Io non so se parlare della Santa Madre Chiesa o della Santa Nonna Chiesa”.  E commenta: "No. La Chiesa deve avere un volto giovane e in questo voi ci potete aiutare".

Ed è questo di cui la Santa Madre Chiesa oggi ha bisogno da voi: che ci interpelliate. E poi, preparatevi per le risposte; ma noi abbiamo bisogno che ci interpelliate, la Chiesa ha bisogno che voi diventiate maggiorenni spiritualmente e abbiate il coraggio di dire: “Questo mi piace; questo cammino mi sembra sia quello giusto; questo non va bene: questo non è un ponte ma è un muro …”. Quindi potete dire quello che sentite e quello che pensate (...) date loro le vostre idee, le vostre inquietudini, quello che sentite nel cuore.  (...) Quanto ha bisogno la Chiesa cilena di voi, per “scuoterci” e aiutarci ad essere più vicini a Gesù! A questo mi riferisco. Dovete scuoterci se siamo troppo fermi, aiutarci a essere più vicini a Gesù. 

Senza connessione i ragazzi si sentono persi 

Francesco racconta come per un giovane di oggi sia importante essere sempre connesso a Internet, avere la batteria del suo cellulare sempre carica. Pena sentirsi fuori dal mondo, disorientati, di cattivo umore. Con la fede è lo stesso, afferma, “quando rimaniamo senza questa “connessione” che dà vita ai nostri sogni, il cuore inizia a perdere forza”.

Senza connessione, senza la connessione con Gesù, finiamo per annegare le nostre idee, i nostri sogni, la nostra fede e ci riempiamo di malumore. Da protagonisti – quali siamo e vogliamo essere – possiamo arrivare a pensare che è lo stesso fare qualcosa o non farlo. (...) Mi preoccupa quando, perdendo il “segnale”, molti pensano di non avere niente da dare e rimangono come persi. Non pensare mai che non hai niente da dare o che non hai bisogno di nessuno.

“ Ragazzi e ragazze, amate la vostra terra, amate il vostro Cile; date il meglio di voi per il vostro Cile ”

La password di Hurtado: cosa farebbe Cristo al mio posto?

Ma i giovani del Cile hanno un santo che può guidarli. Francesco parla di sant’Alberto Hurtado, sacerdote gesuita, che aveva una regola semplice per mantenere acceso il suo cuore. Il Papa la dice e la fa ripetere ai ragazzi perchè la 'memorizzino' come si fa con le password:

La password di Hurtado era molto semplice – se volete mi piacerebbe che la appuntaste sui vostri cellulari. Lui si domandava: «Cosa farebbe Cristo al mio posto?». A scuola, all’università, per strada, a casa, cogli amici, al lavoro; davanti a quelli che fanno i bulli: “Cosa farebbe Cristo al mio posto?”. Quando andate a ballare, quando fate sport o andate allo stadio: “Cosa farebbe Cristo al mio posto?”. È la password, la carica per accendere il nostro cuore, accendere la fede e la scintilla nei nostri occhi. Questo è essere protagonisti della storia.

Anche nel deserto ci sarà sempre la connessione con Gesù

Il Papa invita i giovani ad essere coraggiosi e a rischiare, ad andare incontro ai loro coetanei dovunque, senza paura, perché non saranno mai soli.

Cari amici, cari giovani, «siate i giovani samaritani che non lasciano mai un uomo a terra lungo la strada. Siate i giovani cirenei che aiutano Cristo a portare la sua Croce e condividono la sofferenza dei fratelli. Siate come Zaccheo che trasforma il suo cuore materialista in un cuore solidale. Siate come la giovane Maddalena, appassionata cercatrice dell’amore, che solo in Gesù trova le risposte di cui ha bisogno.

Abbiate, conclude, la disponibilità di Maria per cantare con gioia e fare la Sua volontà. 

17 gennaio 2018, 19:05