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Celebrazione dei Vespri in San Paolo Fuori Le Mura Celebrazione dei Vespri in San Paolo Fuori Le Mura  (Vatican Media)

Francesco ai Vespri: condividiamo l’esperienza fondamentale, la grazia di Dio

A conclusione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani, il Papa celebra davanti ad un'assemblea ecumenica i Secondi Vespri. "Tutti noi cristiani siamo passati attraverso le acque del Battesimo" ha detto Francesco durante l'omelia nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, nella solennità della conversione dell' Apostolo delle Genti

Emanuela Campanile - Città del Vaticano

La Celebrazione dei Secondi Vespri nella 51.ma Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani sul tema: «Potente è la tua mano, Signore», è preghiera ecumenica e lode comune in virtù del Battesimo ricevuto, come spiega Papa Francesco durante l’omelia:

Quando diciamo di riconoscere il Battesimo dei cristiani di altre tradizioni, confessiamo che anch’essi hanno ricevuto il perdono del Signore e la sua grazia che opera in loro. E accogliamo il loro culto come espressione autentica di lode per quanto Dio compie. Desideriamo allora pregare insieme, unendo ancora di più le nostre voci. E anche quando le divergenze ci separano, riconosciamo di appartenere al popolo dei redenti, alla stessa famiglia di fratelli e sorelle amati dall’unico Padre.

La storia di Mosè è la storia di tutti i cristiani

Ripercorrendo la vicenda di Mosè secondo la lettura tratta dal libro dell’Esodo e proclamata durante la celebrazione, Papa Francesco si serve dell’interpretazione di Sant’Agostino:

Sant’Agostino interpreta il Mar Rosso, dove Israele ha visto la salvezza di Dio, come segno anticipatore del sangue di Cristo crocifisso, sorgente di salvezza. Tutti noi cristiani siamo passati attraverso le acque del Battesimo, e la grazia del Sacramento ha distrutto i nostri nemici, il peccato e la morte.

E in questa prospettiva più ampia che il racconto individuale del canto intonato dagli israeliti, “Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza” (Es 15,2), “diventa narrativa di salvezza di tutto il popolo”. Evidenzia infatti Francesco:

Chi innalza questo canto si è reso conto di non essere solo sulle rive del Mar Rosso, ma di essere circondato da fratelli e sorelle che hanno ricevuto la stessa grazia e proclamano la stessa lode.

San Paolo, esperienza di grazie e comunione

Anche San Paolo, prosegue nell’omelia il Papa, ha fatto “potente esperienza” della grazia di Dio e della comunione con altri fratelli:

La grazia di Dio ha spinto pure lui a cercare la comunione con altri cristiani, da subito, prima a Damasco e poi a Gerusalemme (cfr At 9,19.26-27). È questa la nostra esperienza di credenti. Man mano che cresciamo nella vita spirituale, comprendiamo sempre meglio che la grazia ci raggiunge insieme agli altri ed è da condividere con gli altri.

Si tratta di un’esperienza che è stata vissuta anche dalle varie confessioni cristiane: “Nell’ultimo secolo - sottolinea il Pontefice - abbiamo finalmente compreso di trovarci insieme sulle rive del Mar Rosso”.

Dalla grazia battesimale al viaggi nel deserto

Lungo il parallelismo tra la vicenda di Mosè e quella dei cristiani, il Papa traccia la comune esperienza tra il popolo eletto e i cristiani:

Anche i cristiani di oggi incontrano nel cammino molte difficoltà, circondati da tanti deserti spirituali, che fanno inaridire la speranza e la gioia. Sul cammino ci sono pure dei pericoli gravi, che mettono a repentaglio la vita: quanti fratelli oggi subiscono persecuzioni per il nome di Gesù! Quando il loro sangue viene versato, anche se appartengono a Confessioni diverse, diventano insieme testimoni della fede, martiri, uniti nel vincolo della grazia battesimale. Ancora, insieme agli amici di altre tradizioni religiose, i cristiani affrontano oggi sfide che sviliscono la dignità umana.

Custodire il ricordo delle opere di Dio

Guerre, povertà, tratta di esseri umani, schiavitù moderne e disuguaglianze sono le “sfide che sviliscono la dignità umana” ma davanti alle quali, incoraggia il Papa:  

come gli israeliti dell’Esodo, i cristiani sono chiamati a custodire insieme il ricordo di quanto Dio ha compiuto in loro. Ravvivando questa memoria, possiamo sostenerci gli uni gli altri e affrontare, armati solo di Gesù e della dolce forza del suo Vangelo, ogni sfida con coraggio e speranza. 

Francesco rinnova quindi la grande speranza di proseguire il cammino comune: 

Insieme abbiamo reso grazie a Dio per ciò che ha compiuto nelle nostre vite e nelle nostre comunità. Presentiamogli ora le necessità nostre e del mondo, fiduciosi che Egli, nel suo amore fedele, continuerà a salvare e accompagnare il suo popolo in cammino.

Benedizione comune

A chiusura della celebrazione, il Papa invita sull'altare un pastore luterano chiedendo di benedire con lui l'assemblea:

Nostro fratello, il pastore luterano a Roma, si congeda dopo 10 anni per prendere un altro lavoro ad Amburgo, e gli ho chiesto di venire e anche di darci a tutti la sua benedizione.

 

 

 

 

25 gennaio 2018, 16:08