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Dal Papa i bambini malati della Terra dei Fuochi, poi il pranzo all'Isola solidale

Un pranzo semplice, ma gustoso preparato con amore, e soprattutto un clima di festa e di divertimento. E' quanto attende i pazienti oncologici attesi all'Isola Solidale, e il merito è dei detenuti che vi lavorano

Gabriella Ceraso- Città del Vaticano

Le telecamere di Vatican Media sono entrate nella struttura sull'Ardeatina che ospiterà i piccoli pazienti oncologici della Terra dei Fuochi dopo l'abbraccio con il Papa all'Udienza generale e hanno catturato volti e immagini durante i preparativi.

La generosità verso chi ha più bisogno

E' un mercoledì veramente speciale, questo, per i bambini dell'Associazione "Angeli Guerrieri della Terra dei Fuochi". In mattinata la possibilità tanto attesa di salutare all'Udienza Generale Papa Francesco e poi il pranzo e la festa preparati dai detenuti dell'Isola Solidale, una struttura che da 50 anni offre, a chi ne ha il permesso mentre sconta la pena, di trascorrere ore all'aria aperta lavorando la terra e curando gli animali. In questa occasione, ospiti speciali saranno un centinaio di persone tra piccoli pazienti oncologici, genitori e accompagnatori, in una "missioni scaccia tristezza": i detenuti apriranno infatti quella che per loro è una "casa", come spiega il direttore Sergio Piredda, e cucineranno un pranzo delicato e speciale con attenzione ai minimi particolari. "E' bello sapere di poter fare qualcosa per gli altri" racconta uno dei detenuti che lavora in cucina e che, nonostante il fine - pena già in vigore, ha deciso di rimanere nella struttura ancora un giorno pur di servire e rendere più bella la giornata a questi bambini, lontani dalle paure e dai problemi di ogni giorno.

Tutelare l'ambiente è la prima forma d'amore 

"Nel nostro incontro con il Papa gli abbiamo affidato la preghiera per tutti i bambini malati di cancro nelle nostre terre e nel mondo. Sono sempre di più". E' colma di gioia e di emozione Tina Zaccaria, presidente dell'Associazione "Angeli guerrieri della Terra dei Fuochi", mentre è ancora nell'Aula Paolo VI, dove Francesco ha scelto di incontrarli. "Non ci aspettavamo - dice - una simile ospitalità: il Papa ci ha lasciato una coroncina per ciascuno e i bambini sono stati tanto felici".

La signora Zaccaria è mamma di Dalia una bimba morta per cancro e ora guida l'Associazione che assiste una trentina di famiglie: "Non lasciarle sole è la cosa più importante". La situazione è ancora gravissima e non ci sono progressi sul fronte della tutela ambientale e alimentare. I bambini sono i primi a pagarne le conseguenze. Tra quelli che seguiamo l'età è compresa tra neonati e ragazzi di 17 anni: " Tante famiglie rcevono diagnosi appena dopo il parto: non possiamo abbandonarle".

Ascolta e scarica l'intervista a Tina Zaccaria

 

Dimenticare il proprio dolore per abbracciare l'altrui

Come si fa a sopravvivere alla morte del proprio figlio? Credo, ci racconta Tina Zaccaria, che i nostri bambini dopo aver lottato come guerrieri fino a diventare angeli, ci hanno insegnato proprio questo: ad andare avanti. E poi il segreto credo sia dimenticare il proprio dolore e saper abbracciare il dolore degli altri, rivedendo in ciascuno la lotta per la vita che i nostri figli hanno compiuto".
 
Sarà un mercoledì veramente speciale,questo, per i bambini dell'Associazione "Angeli Guerrieri della Terra dei Fuochi". In mattinata la possibilità tanto attesa di salutare all'Udienza generale Papa Francesco e poi il pranzo e la festa preparati dai detenuti dell'Isola Solidale, una struttura che da 50 anni offre a chi ne ha il permesso mentre sconta la pena, di trascorrere ore all'aria aperta lavorando la terra e curando gli animali. In questa occasione, ospiti speciali saranno un centinaio di persone tra piccoli pazienti oncologici, genitori e accompagnatori, in una "missioni scaccia tristezza": i detenuti apriranno quella che per loro è una "casa",come spiega il direttore Sergio Piredda, e cucineranno un pranzo delicato e speciale con attenzione ai minimi particolari. "E' bello sapere di poter fare qualcosa per gli altri" racconta uno dei detenuti che lavora in cucina e che, nonostante il fine pena già in vigore,ha deciso di rimanere nella struttura ancora pur di servire e rendere più bella la giornata a questi bambini, lontani dalle paure e dai problemi di ogni giorno.
 
24 gennaio 2018, 09:56