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I membri della  Pontificia Accademia Teologica. con il Papa I membri della Pontificia Accademia Teologica. con il Papa 

Il Papa: dall’Accademia teologica un pensiero credente, incarnato e solidale

Papa Francesco ha incontrato i membri della Pontificia Accademia di Teologia, che celebra tre secoli di vita, invitandoli a promuovere l’incontro tra teologia, filosofia e scienze umane e ad essere luogo di confronto e dialogo per la comunicazione del Vangelo nei nuovi contesti, attento alle urgenze di chi soffre

Alessandro Di Bussolo – Città del Vaticano

Un luogo di confronto e dialogo per la comunicazione del Vangelo nei nuovi contesti, attento alle urgenze di chi soffre, per offrire il contributo di un pensiero credente, incarnato e solidale. E che promuova l’incontro tra teologia, filosofia e scienze umane. Così Papa Francesco ha descritto quella che dev’essere la fisionomia della Pontificia Accademia di Teologia, nell’incontro con i suoi membri, questa mattina in Vaticano.

Un’udienza concessa al termine del IX Forum internazionale organizzato ieri ed oggi dall’Accademia, sul tema “Credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra”, nell’anno nel quale celebra i tre secoli di istituzione, avvenuta il 23 aprile 1718, con Breve da parte di Papa Clemente XI.

Un gruppo di studiosi che indagano i temi teologici più rilevanti

Nel suo discorso, dopo il saluto del presidente, il redentorista padre Real Tremblay, Francesco ha ricordato come la Pontificia Accademia di Teologia abbia avuto nella sua storia cambiamenti di struttura e organizzazione. Concepita dal cardinale Cosimo de’ Girolami come luogo di formazione teologia degli ecclesiastici, quando altre istituzioni erano carenti, ha assunto poi la fisionomia, che ha tuttora, “di un gruppo di studiosi chiamati a indagare e approfondire temi teologici di particolare rilevanza”. L’equilibrio tra soci che operano a Roma e chi sta fuori, garantisce anche oggi la “peculiare dimensione cattolica e internazionale dell’Istituzione”.

Promuovere l'intelligenza della fede nel Dio rivelato in Cristo

Resta però, ha sottolineato il Papa, un elemento costante che caratterizza l’Accademia: “essere a servizio della Chiesa con l’intento di promuovere, sollecitare e sostenere nella sue varie forme l’intelligenza della fede nel Dio rivelatosi in Cristo”. Infatti, fedele al magistero della Chiesa e aperta alle istanze e alle sfide della cultura, la Pontificia Accademia di Teologia

si pone come luogo di confronto e dialogo per la comunicazione del Vangelo in contesti sempre nuovi, lasciandosi sollecitare dalle urgenze che giungono dall’umanità sofferente per offrire il contributo di un pensiero credente, incarnato e solidale”.

Il buon seme del Vangelo in tutti i campi del sapere

Francesco ha poi ricordato un secondo aspetto che ha sempre caratterizzato l’Accademia: il legame con le altre istituzioni universitarie ed educative romane, dall’antica università “La Sapienza” fino a quelle che diventeranno le Pontificie università dell’Urbe. In questo modo l’istituzione pontificia non si è mai considerata “un’entità isolata e autonoma”, ma ha svolto il proprio ruolo “inserita in una trama di relazioni da cui si sono arricchiti tutti gli interlocutori”.

"L’Accademia è chiamata ancora oggi a cogliere la propria identità non in una prospettiva autoreferenziale, ma come promotrice di un incontro tra teologia, filosofia e scienze umane, affinché il buon seme del Vangelo porti frutto nel vasto campo del sapere".

La stretta collaborazione avviata oggi tra le istituzioni universitarie ecclesiastiche romane, ha concluso il Pontefice, richiede all’Accademia Teologica “che sappia collocarsi in dialogo fecondo con ciascuna di esse per favorire un lavoro comune, coordinato e condiviso”.

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26 gennaio 2018, 12:46