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Nella Basilica vaticana la preghiera del Papa per la pace in Africa Nella Basilica vaticana la preghiera del Papa per la pace in Africa  (AFP or licensors)

La Preghiera del Papa per la pace in Sud Sudan e nella RD Congo

Superbia, avarizia, brama di potere, menzogna fomentano le guerre. Francesco chiede al Signore di abbattere i muri di inimicizia e di soccorrere le vittime della guerra. Che i governanti, dice, siano coraggiosi nella ricerca della pace.

di Adriana Masotti

“Con la preghiera, vogliamo gettare semi di pace nella terra del Sud Sudan e della Repubblica Democratica del Congo, e in ogni terra ferita dalla guerra”. Nelle parole di Francesco il motivo della Veglia di questa sera nella Basilica vaticana. Con la fede che “la preghiera opera con la forza di Dio, al quale nulla è impossibile”.

La risurrezione di Gesù è certezza che la pace è raggiungibile. Cristo, morendo in croce, “ha preso su di sé tutto il male del mondo, - afferma il Papa - compresi i peccati che generano e fomentano le guerre: la superbia, l’avarizia, la brama di potere, la menzogna... Tutto questo Gesù ha vinto con la sua risurrezione”.

L’omelia del Papa prosegue come una preghiera: “Il Signore Risorto abbatta i muri dell’inimicizia che oggi dividono i fratelli, specialmente nel Sud Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo - dice - soccorra le donne vittime di violenza nelle zone di guerra e in ogni parte del mondo. Salvi i bambini che soffrono a causa di conflitti a cui sono estranei, ma che rubano loro l’infanzia e a volte anche la vita.”

“ Quanta ipocrisia nel tacere le stragi di donne e bambini! Qui la guerra mostra il suo volto più orribile. ”

Francesco chiede poi al Signore che “aiuti tutti i piccoli e i poveri del mondo a continuare a credere e sperare che il Regno di Dio è vicino” e “sostenga tutti coloro che si sforzano di combattere il male col bene, con gesti e parole di fraternità, di rispetto, di incontro, di solidarietà”.

E ancora il pensiero del Papa va ai governanti per i quali chiede al Signore "uno spirito nobile, retto, fermo e coraggioso nella ricerca della pace, tramite il dialogo e il negoziato”.

Ma la costruzione della pace ci coinvolge tutti e Francesco lo ricorda implorando che "il Signore conceda a tutti noi di essere artigiani di pace lì dove siamo, in famiglia, a scuola, al lavoro, nelle comunità, in ogni ambiente”.

E proprio la preghiera per la nostra conversione, per poter superare l’indifferenza e le divisioni, aveva aperto la Celebrazione presso l’Altare della Cattedra, seguita dalle preghiere per le donne vittime della violenza, per coloro che provocano le guerre e hanno una responsabilità nella comunità internazionale o locale. E ancora per le vittime innocenti delle guerre e per coloro che operano a favore del Sud Sudan e della Repubblica Democratica del Congo.
Durante la veglia, ogni  intenzione è stata accompagnata dalla lettura di pagine del Nuovo Testamento e da canti in diverse lingue. E prima della recita conclusiva del “Padre nostro”, in Basilica è riecheggiata la preghiera di San Francesco D’Assisi per la pace, fatta propria da tutta l’assemblea: “Signore, fa di me uno strumento della tua pace….”

Ascolta il servizio con la voce del Papa:

 

Leggi il testo integrale della Preghiera di San Francesco per la pace:

Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace:
dove è odio, fa’ ch’io porti amore,
dove è offesa, ch’io porti il perdono,
dove è discordia, ch’io porti la fede,
dove è l’errore, ch’io porti la Verità,
dove è la disperazione, ch’io porti la speranza.

Dove è tristezza, ch’io porti la gioia,
dove sono le tenebre, ch’io porti la luce.

Maestro, fa’ che io non cerchi tanto

di essere compreso, quanto di comprendere.
di essere amato, quanto di amare,
poiché è dando, che si riceve: è perdonando che si è perdonati;
è morendo che si risuscita a vita eterna.

23 novembre 2017, 19:34