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La frana a Casamicciola di Ischia (Napoli) La frana a Casamicciola di Ischia (Napoli) 

Ischia, il vescovo: la forza della solidarietà contro la distruzione della natura

Monsignor Pascarella: "Serve una lettura critica da parte di tutti sulla nuova tragedia che ha colpito l'isola. Buona parte di questi disastri si possono evitare con interventi preventivi dell'uomo"

Luca Collodi - Città del Vaticano

Sono 230 gli sfollati per lo smottamento che ha colpito l'abitato di Casamicciola, sull'isola di Ischia, nella notte tra venerdì e sabato scorsi. I dispersi sono quattro, i feriti cinque, mentre le abitazioni interessate dalla frana una trentina. Il bilancio delle vittime, per il momento, è di 8 persone. Circa 200 sfollati restano per il momento presso le strutture alberghiere sull'isola. Una trentina di persone hanno invece trovato sistemazione presso amici o parenti. "Il capo della protezione civile - afferma il prefetto di Napoli, Claudio Palomba - sta ipotizzando, al di là dei sussidi per il pagamento degli alberghi alle famiglie, di trovare delle vere e proprie case per alleviare la situazione di queste persone".  "Al momento, si sta evidenziando quello che temevamo per il numero dei morti. Ma la realtà più triste è che, tra questi, c'è un bambino di pochi mesi e due ragazzi. E questo fa soffrire ancora di più", spiega ai nostri microfoni monsignor Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli e Ischia. "Nello stesso tempo ieri ho avuto la possibilità, con i Vigili del fuoco, di fare un sopraluogo sul luogo della tragedia e devo dire che le Istituzioni si sono mosse in tempo e in modo veramente  positivo e come Chiesa locale ci siamo subito messi in moto, in particolare con la pastorale giovanile e l'ufficio del lavoro per  la Salvaguardia del Creato". 

ascolta l'intervista a mons. Gennaro Pascarella

La frana

"Si è messa in moto una condivisione, una solidarietà silenziosa, con il coinvolgimento immediato di giovani volontari", dice il presule. "Qualcuno, appena è successo il movimento franoso, ha parlato di disastro annunciato. So che anche altre volte, proprio in quel luogo, ci sono state devastazioni, non come adesso ma frane ci sono già state nel passato. Penso, quindi, che su questo vada fatta una rilettura critica. La devono fare le Istituzioni ma anche noi non possiamo non essere voce profetica. Ciò per fare in modo che non si verifichino ulteriormente questi eventi drammatici. Tenendo presente, che anche attraverso il nostro ufficio che si occupa di temi ambientali a partire dalla Laudato Sì, possiamo offrire un nostro contributo più  forte sulla salvaguardia del Creato. Ischia è un'isola bella, però è anche un'isola ferita".

La responsabilità dell'uomo

Certamente buona parte di questi disastri, secondo monsignor Pascarella, si possono evitare con interventi preventivi. O almeno attenuare moltissimo. "C'è bisogno però anche di interventi controcorrente. A volte infatti si è chiuso un po' troppo gli  occhi, anche in modo molto spicciolo, nelle amministrazioni locali per avere voti o altre cose del genere. Certamente si può e si deve fare di tutto perché questo non si ripeta, perchè l'uomo ha queste possibilità di prevenzione".

La speranza

In questo frangente drammatico, conclude il pastore, "si esprimono due realtà fondamentali della nostra vita di cristiani che poi sono anche parole che ci richiamano al tempo di Avvento che viviamo. Prima di tutto la parola vicinanza, il farsi vicino alle persone che in questo momento soffrono per la perdita dei loro cari, alle persone che sono sfollate. Farsi vicino con delicatezza e con tenerezza. E poi la parola speranza che non possiamo non  annunciare. Proprio in questo tempo - sottolinea Pascarella - ci viene ricordato che la morte non è l'ultima parola sulla storia di un uomo, di una persona, ma la morte è la destinazione finale, non è la morte, ma è l'incontro con Gesù".

 

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28 novembre 2022, 12:26