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Il grano ucraino di nuovo esportato Il grano ucraino di nuovo esportato 

Riprendono le esportazioni di grano dall'Ucraina

Sono finora sei le navi partite finora dai porti ucraini. La Russia non ha ancora deciso se estendere l'accordo a dopo il 19 novembre. Sul fronte dei combattimenti distrutte le ultime due linee elettriche della centrale elettriche di Zaporizhzhia

Alessandro Guarasci - Città del Vaticano

È stato riattivato il corridoio marittimo per l'esportazione di prodotti alimentari dall'Ucraina. Lo ha detto il ministro della Difesa turco Hulusi Akar. Finora almeno sei navi sono partite dai porti ucraini. Dunque per ora le esportazioni di grano dall’Ucraina, uno dei maggiori produttori mondiali, sono salve. Fondamentale sarebbe stata la mediazione della Turchia. Mosca infatti aveva minacciato di far saltare l’intesa dopo che alcune sue navi erano state colpite a Sebastopoli. Soddisfazione degli Stati Uniti, che hanno accolto con favore" il ripristino dell'accordo sul grano, esortando la Russia a rinnovarlo.

Gli scenari futuri

Mosca però non ha ancora deciso se estendere l'accordo per le esportazioni dai porti ucraini. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall'agenzia Interfax. L'intesa scade il 19 novembre. Il presidente ucraino Zelensky parla comunque di risultato diplomatico e ribadisce che Turchia, Onu e "anche altri soggetti di spicco delle relazioni internazionali hanno reagito in modo tempestivo ed equo".

Nuovi bombardamenti

Sul fronte militare anche ieri e stanotte, violenti combattimenti. A causa dei bombardamenti russi, le ultime due linee di comunicazione ad alta tensione della centrale nucleare di Zaporizhzhia con il sistema elettrico ucraino sono state danneggiate e sono ora completamente scollegate. Esplosioni hanno scosso nella notte la città ucraina di Nikopol, mentre l’esercito ucraino ha distrutto quattro depositi di munizioni russe e carri armati che trasportavano carburante.

Il G20 in Indonesia

Lo stesso Zelensky questa mattina ha avuto un colloquio telefonico con il presidente indonesiano che il 15 e 16 novembre ospiterà a Bali il vertice del G20. La Russia intanto rilancia le accuse a Kiev in merito alla creazione di una 'bomba sporca'. Lo ribadisce Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio di sicurezza russo. "Crediamo che questo processo non stia avvenendo senza la partecipazione dei Paesi occidentali", ha detto Patrushev in una riunione dei segretari dei Consigli di sicurezza di i paesi della Csi a Mosca.

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03 novembre 2022, 12:28