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UNICEF: in Pakistan sono oltre 500 i bambini morti a causa delle inondazioni

Si stima che 16 milioni di minori siano stati colpiti dal disastro climatico di fine agosto e almeno 3,4 milioni di bambine e bambini abbiano ancora bisogno di un sostegno immediato. Lo fa sapere l'UNICEF in un comunicato che riporta la testimonianza di Abdullah Fadil, rappresentante del Fondo dell'Onu per l'infanzia nel Paese, in missione nella provincia di Sindh

Vatican News

“Le catastrofiche inondazioni in Pakistan finora hanno tolto la vita ad almeno 528 bambini, secondo gli ultimi dati del governo. Ognuna di queste morti è una tragedia che si sarebbe potuta evitare. La triste realtà è che senza un forte aumento del sostegno, molti altri bambini perderanno le loro vite". Lo dichiara con amarezza Abdullah Fadil, che rappresenta l’UNICEF nel Paese asiatico. Il suo è un racconto drammatico di realtà viste con i propri occhi. "Sono stato nelle aree colpite dalle inondazioni negli ultimi giorni - dice Fadil -. La situazione delle famiglie è più che desolante e le storie che ho sentito dipingono un quadro disperato. Tutti noi sul campo vediamo bambini malnutriti, che combattono contro la diarrea e la malaria, la febbre dengue e molti con dolorose malattie della pelle. Molte madri sono anemiche e malnutrite e hanno bambini che pesano molto poco. Le madri sono esauste o malate e non riescono ad allattare".

Famiglie senza riparo ai bordi delle strade

"Milioni di famiglie sono state costrette ad abbandonare le loro case - prosegue il suo racconto - e ora vivono con poco più che stracci per proteggersi dal sole cocente, con temperature che in alcune aree superano i 40 gradi centigradi. Molte sono state costrette a cercare riparo su porzioni di terreno più alte, spesso lungo le strade, mettendo a rischio i bambini, poiché i terreni più bassi sono coperti da enormi distese di acqua stagnante, che si estendono a perdita d'occhio. Le minacce aggiuntive di serpenti, scorpioni e zanzare sono sempre presenti".

Un bimbo e una ragazza colpiti dalle inondazioni (foto UNICEF)
Un bimbo e una ragazza colpiti dalle inondazioni (foto UNICEF)

Milioni i bambini colpiti e ancora in pericolo

L'Unicef stima che 16 milioni di bambini siano stati colpiti da queste 'super inondazioni' e che almeno 3,4 milioni abbiano ancora oggi bisogno di un sostegno urgente. I bambini più piccoli vivono all'aperto con le loro famiglie, senza acqua potabile, senza cibo e senza mezzi di sostentamento, esposti a una vasta gamma di nuovi rischi e pericoli legati alle inondazioni, tra cui edifici danneggiati, annegamento nelle acque alluvionali e serpenti. Distrutte le infrastrutture su cui i bambini fanno affidamento tra cui migliaia di scuole, sistemi idrici e strutture sanitarie. Molti i bambini ancora dispersi.

Il supporto immediato dell'UNICEF

Noi dell’UNICEF, afferma Abdullah Fadil, stiamo facendo tutto il possibile per supportare i bambini e le loro famiglie. "Le operazioni di soccorso e salvataggio sono ancora estremamente difficili da portare a termine - molte comunità sono ancora isolate dall'acqua delle inondazioni - tuttavia sono stato orgoglioso di vedere l'UNICEF, lavorando a stretto contatto con il governo e altri partner, garantire che i bambini colpiti ricevano il supporto fondamentale di cui hanno bisogno il prima possibile. Tuttavia, è chiaro che i bisogni sono enormi e la risposta deve essere all'altezza della sfida". Il rappresentante del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia nel Paese annuncia che "una terza serie di forniture mediche e umanitarie - altre 36 tonnellate - è in viaggio verso il Pakistan e dovrebbe arrivare nei prossimi giorni".

Dobbiamo guardare al futuro di questi bambini e bambine

Ai bambini e alle donne traumatizzati dal disastroso evento atmosferico, l'UNICEF sta fornendo anche servizi psicosociali. "Abbiamo allestito spazi temporanei per l'apprendimento - fa sapere Fadil - per aiutare a riportare un senso di normalità nella vita dei bambini, aiutarli a superare il trauma e aiutarli a riprendere l'apprendimento". Ma l'impegno immediato non basta, avverte, "mentre rispondiamo ai loro bisogni urgenti oggi, dobbiamo anche iniziare a guardare ai mesi a venire e alla necessità di ricostruire le vite di questi milioni di bambini e bambine vulnerabili, per garantire che siano sicuri, sani, ben nutriti, che stiano imparando e si stiano preparando per il loro futuro".

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16 settembre 2022, 15:43