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Tra i temi affrontati dall'"altra Cernobbio" anche quello delle fonti rinnovabili e della transizione ecologica Tra i temi affrontati dall'"altra Cernobbio" anche quello delle fonti rinnovabili e della transizione ecologica 

Una Cernobbio alternativa per un nuovo modello di sviluppo

È l'iniziativa promossa dalla rete "Sbilanciamoci", che coinvolge 50 associazioni della società civile italiana, in parallelo con il Forum Ambrosetti su pace, ambiente e giustizia sociale. Il coordinatore Giulio Marcon: il sistema attuale ha fallito, bisogna interrogarsi su cosa produrre e cosa consumare

Michele Raviart - Città del Vaticano

Un’”altra Cernobbio”, alternativa al Forum Ambrosetti che si sta svolgendo in queste ore a Villa d’Este sul lago di Como - e che ospita le elites economiche italiane e mondiali -, per discutere di pace, ambiente e giustizia sociale sulla base delle esperienze dell’associazionismo. È quanto si propone l’iniziativa promossa da “Sbilanciamoci”, rete che dal 1999 riunisce 50 organizzazioni della società civile, riunite questa mattina al cineteatro di Cernobbio.

Un nuovo modello di sviluppo

L’obiettivo, si legge nel comunicato di presentazione, “è discutere e condividere idee e iniziative contro la guerra, per un diverso modello di sviluppo, sostenibile e di qualità, rilanciare il lavoro, accelerare la transizione ecologica, mettere al centro la scuola e la sanità pubblica”. “Il prossimo autunno sarà difficilissimo per il paese”, spiegano gli organizzatori riferendosi al contesto italiano, perchè “le conseguenze economiche e sociali della guerra, dell’inflazione e del nuovo contesto internazionale saranno durissime. La crisi non deve essere pagata dai lavoratori, dai disoccupati e dai poveri: servono giustizia, sociale, diritti, lotta alle diseguaglianze”.

Affrontare le diseguaglianze

“Sbilanciamoci già negli anni scorsi ha promosso iniziative in contemporanea a quella della Cernobbio ufficiale, con l’idea che serva un’economia al servizio delle persone e al servizio del pianeta”, spiega il coordinatore Giulio Marcon. In un momento storico segnato da guerre, pandemia, cambiamenti climatici e aumento dei costi energetici c’è bisogno di affrontare la questione sociale, perché, sottolinea Marcon, "negli ultimi trent’anni le diseguaglianze sono aumentate e questo è un problema che deve essere affrontato con politiche di giustizia fiscale e facendo del tema della povertà e delle diseguaglianze il centro delle politiche economiche”.

Ascolta l'intervista integrale a Giulio Marcon

Per una vera transizione ecologica

“Siamo ormai da oltre sei mesi con la guerra in Ucraina”, aggiunge Marcon, “e dobbiamo porci il problema di creare un’economia ‘disarmata’, che abbia come obiettivo, come ricorda spesso Papa Francesco, la riduzione delle spese militari. “Questo significa rimettere al centro le Nazioni Unite, il dialogo e la prevenzione”. Puntare sulla transizione ecologica, poi, non può coesistere con il puntare allo stesso tempo anche sul gas e sul nucleare. “Questo non ha niente a che vedere con la transizione ecologica”, continua, bisogna in generale, “interrogarsi su cosa produrre e cosa consumare”.

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03 settembre 2022, 14:50