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Fedeli piangono la morte del pastore William Siraj, 75 anni, in Pakistan Fedeli piangono la morte del pastore William Siraj, 75 anni, in Pakistan 

In Vietnam accoltellato un prete mentre confessava, in Pakistan agguato a un pastore protestante

Il 29 gennaio, a Dak Mot, il domenicano padre Giuse Trần Ngọc Thanh è stato colpito a morte durante le confessioni serali. Nel sobborgo pakistano di Peshawar, il pastore William Siraj, 75 anni, è stato colpito ieri da uomini armati in motocicletta mentre era in auto. Insieme a lui due pastori, uno dei quali ferito.

Salvatore Cernuzio - Città del Vaticano

Una lunga scia di sangue unisce il Pakistan al Vietnam: un sacerdote e un pastore protestante sono stati uccisi a distanza di un giorno l'uno dall'altro. È toccato prima al domenicano padre Giuse (Joseph) Trần Ngọc Thanh, accoltellato mentre ascoltava una confessione serale lo scorso sabato 29 gennaio. L'uccisione è avvenuta nella diocesi vietnamita di Dak Mót, a circa 40 miglia a nord-ovest di Kon Tum.

Ferito a morte in confessionale

Come informa l'agenzia Fides, padre Joseph, 41 anni, si trovava in confessionale poco prima della celebrazione della Messa vespertina del sabato sera quando è stato aggredito con un'arma da taglio da un uomo mentalmente instabile. Un altro religioso domenicano, accorso sul luogo, è stato ferito con un coltello quando ha cercato di fermare l'aggressore. Le persone presenti nella chiesa, che hanno assistito all'aggressione, erano in stato di shock. Padre Tran, ferito, ha ricevuto le prime cure ma non è riuscito a riprendersi ed è morto alle 23-30 (ora locale) dello stesso giorno. La polizia locale ha arrestato l'aggressore, considerato una persona "con malattia mentale". La comunità locale, che recentemente aveva accolto il religioso insediatosi come sacerdote incaricato per la cura pastorale di un "piccolo gregge" - è profondamente colpita dalla inattesa uccisione del sacerdote, proprio nel momento in cui erano in preparazione i festeggiamenti del capodanno lunare, che il Vietnam celebra domani 1° febbraio.  

"Nel dolore, la nobiltà del sacerdote"

Il vescovo Aloisio Nguyen Hung Vi, che guida la diocesi di Kon Tum, ha celebrato una messa funebre ieri, 30 gennaio, e ha espresso le sue condoglianze alla comunità parrocchiale di Dak Mót e alla Provincia domenicana del Vietnam. "Sappiamo che la volontà di Dio è misteriosa, non possiamo comprendere appieno le vie del Signore. Possiamo solo consegnare il nostro fratello nelle mani del Signore. Padre Joseph viaggia nell'eternità e, qualunque cosa sia accaduta, nessuno può separare lui né noi dall'amore di Dio. Quando è stato colpito, Padre Joseph stava facendo le veci di Cristo, dispensando il suo perdono. Morire in quel momento, 'in persona Christi', deve essere una grazia. In questo dolore vediamo anche la bellezza e la nobiltà del sacerdote", ha detto il presule. 

Il corpo di padre Joseph Thanh è stato portato alla Cappella di San Martino nella città di Bien Hoa, nella provincia di Dong Nai, per il rito di commiato, tenutosi oggi, e per la sepoltura tra gli altri frati domenicani nel cimitero della Provincia, situato a Bien Hoa. 

Agguato a Peshawar 

A distanza di poche ore, in Pakistan, esattamente a Hayatabad, sobborgo di Peshawar, nel nord-ovest del Paese, due colpi all’addome hanno posto fine alla vita del pastore protestante William Siraj, 75 anni. Il religioso è morto sul colpo. A sparare uomini armati a bordo di una motocicletta sulla Ring Road, ancora non identificati. Un secondo pastore, padre Naeem Patrick, che viaggiava sulla stessa auto, è rimasto ferito ad una mano: ricoverato d’urgenza, le condizioni sono stabili. Illeso invece il terzo prete, anch'egli sulla vettura. 

Sospetto attacco estremista

Nessuna rivendicazione finora dell’agguato che i vertici della Chiesa pakistan hanno stigmatizzato come "vile attacco", frutto anche della "incapacità dello Stato" di proteggere le comunità minoritarie del Paese che "continuano a pagare con la vita". La polizia locale in queste ore sta passando al setaccio tutto quanto possa essere di aiuto per comprendere il movente dell'omicidio. Si cercano testimonianze che possano far luce sull'accaduto, ma soprattutto i colpevoli e il movente. Anche se molti indizi lasciano credere che possa trattarsi di un ennesimo assalto di estremisti islamici, che già più volte hanno commesso gravi violenze contro i non musulmani e in particolare contro la piccola comunità cristiana pari all’1,27% della popolazione totale. Le minacce, in particolare, sono cresciute dopo la vittoria talebana in Afghanistan: dallo scorso agosto, infatti, i gruppi armati dei talebani in Pakistan hanno intensificato le attività assieme a quelle dell'Isis.

Persecuzioni anticristiane nel mondo

Ma il Pakistan non è l'unico Paese dove è in atto una persecuzione anti cristiana. Il vicino Afghanistan si colloca al primo posto per discriminazione (dopo 20 anni la Corea del Nord scende al secondo, anche se nello stesso Paese aumentano le persecuzioni), mentre sono oltre 360 milioni i cristiani che sperimentano un livello alto di persecuzione e discriminazione nel mondo (uno cristiano su sette), stando alla World Watch List 2022, l'annuale report recentemente diffuso dall’organizzazione "Open Doors - Porte Aperte".

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31 gennaio 2022, 07:30