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Bambino con mascherina alla ripresa delle lezioni scolastiche nelle Filippine Bambino con mascherina alla ripresa delle lezioni scolastiche nelle Filippine

Unicef: il Covid, una delle più grandi crisi globali per i bambini

In un rapporto, in occasione del 75.mo anniversario del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia, si segnalano gli effetti della pandemia sui più piccoli con una graduale retrocessione sul fronte delle misure di prevenzione e di tutela dei loro diritti. Cento milioni di bambini in più vivono in povertà, un aumento del 10% rispetto al 2019

Benedetta Capelli – Città del Vaticano

"Prevenire un decennio perduto: Azioni urgenti per invertire l'impatto devastante del Covid-19 su bambini e giovani" è il rapporto pubblicato dall’Unicef nel quale si lancia l’allarme per la crisi pandemica, la peggiore da 75 anni ovvero dalla nascita del Fondo Onu per l’infanzia, che sta investendo soprattutto i più piccoli compromettendo fortemente il loro futuro.

Secondo l’analisi, si stima che 100 milioni di bambini in più ora vivono in povertà a causa della pandemia, un aumento del 10% dal 2019. Questo corrisponde a circa 1,8 bambini ogni secondo da metà marzo 2020. Inoltre, il rapporto sottolinea che il percorso per riguadagnare il terreno perduto è lungo, anche nel migliore dei casi, ci vorranno sette-otto anni per recuperare e tornare ai livelli di povertà dei bambini pre-Covid.

Cresce la diseguaglianza

L’indagine rivela che circa 60 milioni di bambini in più si trovano ora in famiglie a livello economico rispetto a prima della pandemia. Inoltre, nel 2020, oltre 23 milioni di bambini hanno saltato i vaccini essenziali, un aumento di quasi 4 milioni dal 2019, e il numero più alto in 11 anni. Se prima della pandemia, circa 1 miliardo di bambini in tutto il mondo soffriva di almeno una privazione grave, senza accesso all'istruzione, alla salute, all'alloggio, alla nutrizione, ai servizi igienici o all'acqua, il numero è in aumento e questo provoca un incremento inevitabile delle diseguaglianze.

Allarme per salute mentale, lavoro minorile e matrimoni precoci

Diversi gli ambiti che preoccupano l’Unicef, ad esempio quello della salute mentale che colpisce più del 13% degli adolescenti tra i 10 e i 19 anni. Ad ottobre 2020 i servizi si sono interrotti nel 93% dei Paesi in tutto il mondo. C’è poi l’allarme per i matrimoni precoci che, prima della fine del decennio, potrebbero toccare quota 10 milioni. Il numero di bambini nel lavoro minorile è salito a 160 milioni in tutto il mondo - un aumento di 8,4 milioni di bambini negli ultimi quattro anni. Altri 9 milioni di bambini rischiano di essere spinti nel lavoro minorile entro la fine del 2022 a causa dell'aumento della povertà innescato dalla pandemia.  

Malnutrizione e scuola

Interrotti, a causa dell’emergenza sanitaria, i servizi di prevenzione e risposta alla violenza per 1,8 miliardi di bambini che vivono in 104 Paesi.  Si teme un aumento di 9 milioni di bambini entro il 2022 che soffrono di malnutrizione acuta, oggi a quota 50 milioni. Durante il lockdown, più di 1,6 miliardi di studenti non sono andati a scuola a causa delle chiusure nazionali. Le scuole sono state chiuse in tutto il mondo per quasi l'80% delle lezioni in presenza nel primo anno della crisi.

A rischio i diritti dei bambini 

Oltre alla pandemia, il rapporto mette in guardia da altre minacce in particolare per i loro diritti. A livello globale, 426 milioni di bambini - quasi 1 su 5 - vivono in zone in cui il conflitto sta diventando sempre più intenso. Le donne e le ragazze sono le più esposte al rischio di violenza sessuale legata alle guerre. L'80% di tutti i bisogni umanitari sono determinati dai conflitti. Allo stesso modo, circa 1 miliardo di bambini - quasi la metà dei bambini del mondo - vive in paesi che sono a "rischio estremamente alto" per gli impatti del cambiamento climatico. Secondo il Direttore generale dell'Unicef Henrietta Fore, "siamo a un bivio. Mentre lavoriamo con i governi, i donatori e altre organizzazioni per iniziare a tracciare il nostro percorso collettivo per i prossimi 75 anni, dobbiamo tenere i bambini al primo posto per gli investimenti e all'ultimo per i tagli. La promessa del nostro futuro è fissata nelle priorità che stabiliamo nel nostro presente".

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09 dicembre 2021, 12:06