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Naufragio nel Canale della Manica. Nichols: una tragedia che ci chiama all’azione

Il cardinale, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, lancia un appello alla cooperazione internazionale dopo il naufragio di ieri pomeriggio che ha causato 27 vittime. Il premier britannico Boris Johnson a Parigi: "lavorare insieme" per fermare il fenomeno

Emanuela Campanile e Roberta Barbi - Città del Vaticano

Sono ancora le acque a inghiottire i sogni di molti in cerca di un futuro migliore. Questa volta si tratta delle gelide onde del Canale della Manica: ieri pomeriggio in questo passaggio obbligato per raggiungere la Gran Bretagna, hanno perso la vita almeno 27 migranti. Si tratta della più grave tragedia che sia mai avvenuta in questo specchio d’acqua, che induce a una “chiamata all’azione” come cristiani, secondo il cardinale Vincent Nichols, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles che ha diffuso la propria dichiarazione attraverso il sito dell’Episcopato.

Il presidente dei vescovi: servono rotte sicure e azioni contro la povertà

“La terribile perdita di così tante vite nel Canale della Manica è una tragica chiamata all'azione. Questo evento illustra chiaramente sia la spietata malvagità dei trafficanti, che la disperazione di coloro che cercano di sfuggire alla povertà, ai conflitti o alle persecuzioni in cerca di una vita migliore”, ha detto il cardinale Vincent Nichols all’indomani del naufragio avvenuto nel Canale che separa Inghilterra e Francia in cui hanno perso la vita 27 migranti. “Una cooperazione internazionale mirata, rotte sicure verso il rifugio e sforzi congiunti per affrontare la povertà sono tutti necessari di fronte a un flusso globale di umanità disperata”, ha chiesto ancora il porporato. Proprio sulla costa della Manica, sul lungomare di Dover, nel settembre scorso in occasione della Giornata mondiale dei migranti e dei rifugiati, monsignor Paul McAleenan aveva guidato un momento di preghiera dedicato a tutti coloro che hanno perso la vita cercando rifugio nel Regno Unito.

La reazione della Francia

La tragedia si è consumata nel pomeriggio di ieri a largo di Calais, costa francese. Il numero delle vittime è ancora incerto si parla di 27 – 31 morti, ma la dinamica è sempre la stessa: un gommone che naufraga, disperati in mano ai trafficanti, ad un mercato di morte contro il quale si scaglia il presidente francese Macron: "Faremo tutto il possibile per trovare e condannare i responsabili, la Francia non permetterà che il Canale della Manica diventi un cimitero". Convocata una riunione di crisi a livello europeo.

L'appello di Boris Johnson 

Dall’altra parte, su quella costa mai raggiunta dall’imbarcazione, il premier Boris Johnson sferza la Francia: "Abbiamo qualche difficoltà a persuadere alcuni nostri partner, in particolare i francesi, a fare tutte le cose che la situazione secondo noi richiede”. Rivolge un appello a Parigi a "lavorare insieme" con più decisione e a mobilitare in tandem con Londra tutte le risorse necessarie a frenare il fenomeno. 

Il rimpallo di responsabilità

Il ministro degli Interni francesi Gerald Darmanin ha attaccato il governo di Londra per la cattiva gestione del fenomeno migratorio. Durante un'intervista radiofonica avrebbe dichiarato che la Gran Bretagna deve attuare "una riforma del lavoro così da migliorare la gestione dell'immigrazione illegale".

25 novembre 2021, 08:20