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Vatican News

Covid-19: l'Europa e la quarta ondata

Il numero di casi raggiunge nuovi record tra proteste no vax e l’aumento dei ricoveri in terapia intensiva. Preoccupa la Germania e in Italia, dove è acceso il dibattito politico, circa venti comuni dell'Alto Adige saranno presto dichiarati "zona rossa"

Emanuela Campanile - città del Vaticano

La pandemia riprende la sua folle corsa attraverso l'Europa. La Germania, che in pochissimo tempo ha registrato 30.643 casi e 62 decessi per complicanze, nelle ultime 24 ore, discute ora la possibilità di un lockdown completo come già stabilito dall'Austria.

Vienna, la prima in Europa

La capitale austriaca è dunque il primo paese dell’Europa occidentale a ripristinare le restrizioni e a rendere obbligatorio il vaccino anti Covid19: altra misura che il governo tedesco sta considerando come possibile.

L'allarme degli anestesisti 

Secondo i dati del ministero della Salute italiano, il 22 novembre i positivi ai test Covid sono risultati 6.404 a fronte dei 9.709 del giorno precedente. In Alto Adige è arrivata la stretta e da mercoledì 20 Comuni, tra cui diversi in zone sciistiche, diventeranno "zona rossa". E sempre dall'Italia arriva l'allarme degli anestesisti: "c’è il Rischio di intasamento delle terapie intensive entro un mese".

Sì alla seconda dose dopo 5 mesi

Sempre in Italia, con una circolare il ministero della Salute ha inoltre dato il via libera alla somministrazione della terza dose del vaccino anti-covid dopo 5 mesi. Sarà dunque possibile ricevere la così detta "dose booster" un mese in anticipo dal completamento del primo ciclo (due dosi), rispettivo ai 6 mesi inizialmente previsti. 

23 novembre 2021, 11:50