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In Italia al lavoro solo con il Green pass

Certificazione verde obbligatoria per i lavoratori a partire dal 15 ottobre. Al via i controlli nel pubblico e privato per accertarsi del rispetto delle regole e delle linee guida stabilite nel Decreto del Presidente del Consiglio siglato nei giorni scorsi dal capo del governo, Mario Draghi

Andrea De Angelis e Alessandro Guarasci - Città del Vaticano 

Annunciato un mese fa, il Green pass da oggi in Italia è d'obbligo per recarsi sul luogo di lavoro. Non vi è alcuna distinzione tra dipendenti pubblici e privati e, più in generale, tra mansioni. Resta l'obbligo vaccinale per il personale sanitario, una misura questa già attuata da tempo nel Paese. Ma come si fa ad ottenere il Green pass e qual è la sua durata?

Durata e condizioni 

In Italia è il Ministero della Salute a rilasciare la Certificazione verde Covid-19 attraverso la Piattaforma nazionale, sulla base dei dati trasmessi dalle Regioni e Province Autonome. La Certificazione viene emessa automaticamente in formato digitale ed è stampabile dalla piattaforma nazionale, purché sia rispettata almeno una delle tre condizioni necessarie: aver fatto la vaccinazione per il Covid-19 (certificato valido un anno dalla seconda dose somministrata), essere negativi al test molecolare o antigenico rapido effettuato rispettivamente nelle ultime 72 e 48 ore, essere guariti dal coronavirus negli ultimi sei mesi. Il certificato può essere mostrato ai controllori sia in formato cartaceo che digitale, ad esempio dal proprio smartphone. 

Controlli 

I controlli saranno, dunque, all'ordine del giorno, seppur a campione. Il governo ha indicato sul portale istituzionale come si effettueranno e quali sono le sanzioni previste. "Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle normative sulla privacy e delle linee guida emanate con il Dpcm 12 ottobre 2021. I datori di lavoro - si legge - definiscono le modalità operative per l'organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell'accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati ad accertare le violazioni e gli obblighi. È opportuno utilizzare modalità di verifica che non determinino ritardi o code all’ingresso. Nelle pubbliche amministrazioni, laddove l’accertamento non avvenga al momento dell’accesso al luogo di lavoro, esso dovrà avvenire su base giornaliera, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa, potrà essere generalizzato o a campione, purché in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione che assicuri, nel tempo, il controllo su tutto il personale dipendente". Oltre all’app 'VerificaC19', si legge ancora, "saranno rese disponibili per i datori di lavoro, pubblici e privati, specifiche funzionalità che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni".

Sanzioni

Come si legge ancora sul sito del governo, il lavoratore pubblico o privato "è considerato assente ingiustificato, senza diritto allo stipendio, fino alla presentazione del Green pass"; inoltre "il lavoratore, che accede al luogo di lavoro senza la certificazione verde, è soggetto, con provvedimento del prefetto, a una sanzione amministrativa che va da 600 a 1.500 euro". Sanzioni sono previste anche per "il datore di lavoro che non controlla il rispetto delle regole sul Green pass, punito con un'ammenda amministrativa che va da 400 a 1.000 euro".

Manifestazioni in Italia

Non mancano le tensioni In italia. I portuali di Trieste e Genova hanno dato vita a blocchi stradali e manifestazioni che, si dice, andranno avanti a oltranza sino all'abolizione dell'obbligo di Green pass. L'attività dei porti è stata praticamente sospesa. In piazza anche gli autotrasportatori. Altre manifestazioni a Roma, dove i cosiddetti 'No Pass' hanno scelto il Circo Massimo come teatro della loro protesta. Mille gli agenti schierati. La linea di Palazzo Chigi è ferma e l'esecutivo - sebbene si valuti di rafforzare gli aiuti alle aziende che pagano i tamponi ai dipendenti - non è stato disposto ad alcuno slittamento temporale della data del 15 ottobre annunciata già un mese fa. la protesta è trasversale, afferma nell'intervista a Radio Vaticana-Vatican News, Cristiano Cozzolino, presidente delle Acli di Trieste. Alle proteste nel capoluogo partecipano non solo i portuali, afferma, ma anche dipendenti della pubblica amministrazione, docenti scolastici e universitari e anche esponenti delle forze dell'ordine.

Ascolta l'intervista a Cristiano Cozzolino

Stessa situazione più o meno si vive a Genova, dove il clima nella zona portuale genera grande preoccupazione. E' di questo avviso monsignor Luigi Molinari, responsabile dei cappellani del lavoro nella diocesi del capoluogo ligure. Il grosso dei dimostranti, afferma, dimostra un grande senso di responsabilità. Tuttavia rimane forte la preoccupazione, perchè dal porto dipende l'economia di Genova e delle zone collegate. Da questo stato di agitazione potrebbero derivare perdite di circa il 20 %. Obbligo della Chiesa, conclude monsignor Molinari, è quello di creare un clima di vicinanza, di amicizia e di dialogo fra tutte le componenti del mondo del lavoro e anche tra queste e le pubbliche istituzioni.

Ascolta l'intervista a monsignor Luigi Molinari

Nel resto del mondo 

Restando in Europa, il caso più vicino all'Italia è quello della Grecia, dove è richiesto a ogni dipendente pubblico o privato, che non sia vaccinato, di fare un tampone a settimana a proprie spese. La scorsa settimana invece il Canada ha  introdotto l'obbligo di vaccino per tutti i dipendenti federali, compresi quelli che lavorano da casa. Per chi non si adegua scatta il congedo non retribuito. L'obbligo vaccinale è stato inserito anche per chi viaggia in aereo, nave e treno. Negli Stati Uniti il vaccino è necessario per tutti i lavoratori pubblici, mentre nel settore privato - purché le aziende siano con più di 100 dipendenti - basta anche un tampone negativo. In Arabia Saudita, infine, ai lavoratori pubblici e privati è richiesto di essere vaccinati o di dimostrare la guarigione dal Covid-19, altrimenti scatta il congedo non retribuito.

Aggiornato alle ore 14.55 del 15 ottobre 2021

15 ottobre 2021, 08:13