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Von der Leyen, il 2022 sarà l’Anno europeo dei giovani

La presidente della Commissione europea, a Strasburgo, annuncia un nuovo programma dedicato ai ragazzi, che potranno usufruire di periodi lavorativi in uno degli altri Stati dell’Unione

Francesca Sabatinelli – Città del Vaticano

I giovani devono essere protagonisti della Conferenza sul futuro dell’Europa, perché il futuro è loro. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, nel suo discorso sullo stato dell’Unione, a Strasburgo, è così che ha annunciato che il prossimo anno, il 2022, sarà l’Anno europeo dei giovani.

Il programma Alma

La von del Leyen, secondo la quale la generazione giovane ha “una forte coscienza ambientale e ci chiede di affrontare la crisi climatica”, ha quindi lanciato un nuovo programma di crescita professionale per i giovani che si chiamerà Alma, affinché anche “coloro che non ce la fanno, che non hanno lavoro, che non seguono corsi di studio o di formazione” si sentano incoraggiati. Il programma sarà un’occasione, per i giovani, per avere un periodo di lavoro in un altro stato membro, una sorta di Erasmus, che sostenga la prossima generazione, ha spiegato ancora, affinché “possa costruire il proprio avvenire” e possa acquisire, così come attraverso l’Erasmus, “competenze, creare legami e forgiare la loro identità europea”.

L’Europa ha bisogno dei giovani

L’attuale generazione di giovani, aggiunge la von del Leyen, dotata di alto livello di istruzione, di grande talento e fortemente motivata, “si è sacrificata molto per salvaguardare la sicurezza degli altri”. Per più di un anno, ha quindi osservato ancora la presidente della Commissione, ai giovani è stato chiesto di rispettare le distanze sociali, di isolarsi e di seguire i corsi da casa, dunque ciò che si fa “dal Green Deal a ‘Next Generation EU’, è finalizzato a proteggere il loro futuro”, stando attenti, è quindi stato l’avvertimento, a che non vi siano “intoppi, perché L’Europa ha bisogno di tutti i suoi giovani”. Se vogliamo plasmare la nostra Unione a loro immagine, è quini stata la conclusione, “i giovani devono poter plasmare il futuro dell'Europa. La nostra Unione deve avere un'anima e una visione in cui i giovani possano credere".

15 settembre 2021, 15:33