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Migranti: Ocean Viking ne soccorre centinaia al largo della Libia, ma sono in troppi a non farcela Migranti: Ocean Viking ne soccorre centinaia al largo della Libia, ma sono in troppi a non farcela 

Naufragio migranti. Centro Astalli: un’ecatombe, servono misure urgenti

Nello specifico la richiesta dei gesuiti impegnati al fianco di migranti e rifugiati è di “interrompere i finanziamenti alla Libia per destinarli a politiche che consentano una migrazione legale e sicura” ed “aprire vie legali di ingresso in Europa”, al fine di permettere “un’alternativa al traffico di essere umani"

Isabella Piro - Città del Vaticano

Ci sono almeno 20 donne e 2 bambini tra le 57 vittime del naufragio avvenuto ieri a largo della Libia. Un dramma che, secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni, fa salire a quasi mille la stima dei morti nel Mediterraneo centrale per l’anno 2021. Per questo, in una nota, il Centro Astalli esprime “profondo cordoglio” per “la morte tragica” di tutte queste persone e definisce “insopportabile” “l’immobilismo e l’indifferenza dei governi europei e delle istituzioni comunitarie”. Di fronte “all’aumento considerevole di vittime nell'ultimo anno”, infatti, non è ritenuto “urgente e prioritario attivare le misure necessarie per porre fine all’ecatombe di migranti”.        

I rapporti con la Libia

Nello specifico, il Centro chiede di: “interrompere i finanziamenti alla Libia per destinarli a politiche che consentano una migrazione legale e sicura”; ed “aprire vie legali di ingresso per i migranti che vogliono arrivare in Europa”, al fine di permettere “un’alternativa al traffico di essere umani”. L’Unione europea, insiste la nota, “deve attivare politiche di ingresso strutturali e per numeri significativi di migranti da ripartire equamente tra gli Stati membri”.

Al Parlamento italiano, inoltre, il Centro Astalli chiede di approvare “in tempi rapidi” la proposta di legge “Ero straniero - L’umanità che fa bene”, riguardante le nuove norme per la promozione del soggiorno regolare e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari. Presentata alla Camera dei deputati ad ottobre 2017, tale proposta è “sostenuta da una larga parte della società civile che chiede da tempo e senza sosta di investire in diritti e dignità dei migranti”.   

 "Restare a guardare condanna a morte molte persone – conclude padre Camillo Ripamonti presidente del Centro Astalli - Chiediamo a istituzioni nazionali e sovranazionali di riappropriarsi del loro compito principale: garantire diritti e promozione umana attraverso il rispetto della vita e della libertà di ogni essere umano”.

Da ricordare che il Centro Astalli è la sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati-Jrs. Da circa 40 anni si impegna in attività e servizi che hanno l’obiettivo di accompagnare, servire e difendere i diritti di chi arriva in Italia in fuga da guerre e violenze, non di rado anche dalla tortura.

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27 luglio 2021, 15:43