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Herzog nuovo presidente di Israele

Ieri, mercoledì 2 giugno, è stato un giorno importante per Israele: la Knesset ha eletto il nuovo capo di Stato, Isaac Herzog, e in serata è stato annunciato il nuovo governo che ora dovrà essere approvato dal parlamento. L'esperto Dentice: "Tre questioni cruciali: l'economia, la pandemia e le tensioni israelo-palestinesi"

Andrea De Angelis - Città del Vaticano 

In mattinata il nome del nuovo presidente, Isaac Herzog, poi in tarda serata, a meno di un’ora dalla scadenza del mandato, il leader centrista Yair Lapid ha annunciato di essere riuscito a formare un nuovo esecutivo, il primo senza il premier uscente Netanyahu dopo oltre 12 anni. 

Il nuovo Capo di Stato 

Isaac Herzog è il nuovo presidente di Israele. L'ex leader del Labor ha ottenuto 87 dei 120 voti della Knesset. L'altra candidata Miriam Peretz ha avuto 26 voti. Herzog - attuale presidente dell'Agenzia ebraica ed ex leader dei Laburisti - prende il posto, come undicesimo presidente di Israele, di Reuven Rivlin, in carica fino al 9 luglio. Herzog sarà anche il primo presidente israeliano figlio di un ex capo di Stato: suo padre Chaim è stato il sesto presidente di Israele per dieci anni, iniziando il suo mandato nel 1983. ''Sarò il presidente di tutti. Darò ascolto a qualsiasi posizione e a qualsiasi persona'', ha detto Herzog, sottolineando l'importanza di costruire ''ponti e accordi tra di noi'', ovvero all'interno della società israeliana, e ''con i nostri fratelli e sorelle della diaspora''. 

Il nuovo Governo 

Ora all'esecutivo serviranno i numeri del parlamento, almeno 61 seggi su 120. "Il nuovo governo farà tutto il possibile per unire la società israeliana”, ha assicurato al capo dello Stato Reuven Rivlin il leader centrista, Yair Lapid. "Il nostro impegno - ha aggiunto - è di metterci al servizio di tutti i cittadini di Israele, inclusi quanti non ci sostengono ". Hanno aderito al nuovo governo Blu Bianco di Benny Gantz, Yamina di Naftali Bennett, "Israele Casa nostra" di Avigdor Lieberman, "Nuova speranza" di Gideon Saar, i Laburisti, la sinistra Meretz e il partito arabo Raam. Secondo l'accordo, Naftali Bennett sarà premier per i primi due anni mentre poi toccherà allo stesso Lapid. Un esecutivo di larghe intese, dunque, che eviterà agli israeliani le quinte elezioni in soli due anni e che vede l'addio al potere, dopo 12 anni, del premier uscente Netanyahu. "Congratulazioni a Yair Lapid ed ai leader dei partiti che hanno formato la coalizione di governo. Ora ci aspettiamo che la Knesset si riunisca il prima possibile per ratificare il governo come richiesto dalla legge", ha scritto su twitter il presidente israeliano, Reuven Rivlin.

Le sfide future

Quali saranno le priorità del nuovo esecutivo? Nell'intervista a Vatican News le elenca Giuseppe Dentice, responsabile del desk Medio Oriente del Centro studi internazionali e ricercatore all’Università Cattolica. "Al primo posto c'è l'economia, messa duramente alla prova anche dalla pandemia, come del resto - spiega - è avvenuto in numerosi altri Paesi". Un'economia che ha causato anche "sperequazioni sociali forti, che chiedono di essere risolte". 

Ascolta l'intervista a Giuseppe Dentice

L'altro punto centrale sarà più prettamente politico, legato ad una questione annosa che nell'ultimo mese ha avuto un'eco internazionale: quella israelo-palestinese. "Insieme agli insediamenti in Cisgiordania, sarà quella che dirà molto non solo sulla tenuta del governo, ma anche sulla sua capacità di durare nel tempo". Insieme all'economia, dunque, sono questi i "due punti al centro dell'agenda del nuovo esecutivo". 

Da Rivlin ad Herzog

Il nuovo capo di Stato israeliano ha davanti a sé un mandato di sette anni. Cosa cambierà rispetto a quello appena concluso del suo predecessore? "Come Rivlin, anche Herzog è una persona autorevole dunque da questo punto di vista non cambierà molto", sottolinea Dentice. Una differenza però è possibile. "Rivlin è stato sopra le parti, pur secondo me tendendo, diciamo così, a privilegiare quello che potremmo definire l'alveo politico del Likud. A livello di approccio invece Herzog potrebbe dare maggiore attenzione ai temi sociali e dell'integrazione, visto il ruolo che ha avuto come leader laburista. Se ci sarà una differenza - conclude il responsabile del Ce.Si - potrebbe essere dunque a livello di approccio". 

03 giugno 2021, 07:51