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Congo, la notte più lunga

Decine i civili uccisi in due differenti attacchi, i più cruenti dal 2017, nella zona orientale del Paese africano al confine con l'Uganda. Le Nazioni Unite: "case bruciate e civili rapiti". Sotto accusa il gruppo armato ADF

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Almeno 55 persone sono state uccise durante la scorsa notte, "la più sanguinosa dal 2017" secondo l’organizzazione non governativa The Kivu Security Tracker (KST). Due attacchi in due villaggi diversi nella parte orientale della Repubblica del Congo.

Gli attacchi

Le case sono state bruciate e i civili rapiti” hanno dichiarato  dall'ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari. L'esercito e un gruppo locale per i diritti civili hanno accusato le Forze Democratiche Alleate (ADF), un gruppo armato islamista, di aver fatto irruzione nel villaggio di Tchabi e in un campo per sfollati vicino a Boga, un altro villaggio -  al confine con l'Uganda.

Le vittime

Sempre secondo le Nazioni Unite, nel 2020 l'ADF avrebbe ucciso più di 850 civili in una serie di attacchi come rappresaglia contro il governo. Nel tentativo di frenare i crescenti attacchi dei gruppi militanti, il primo maggio il presidente Felix Tshisekedi aveva dichiarato lo stato d'assedio nelle province del Nord Kivu e Ituri del Congo. nel tentativo di frenare i crescenti attacchi dei gruppi militanti.

01 giugno 2021, 09:05