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Africa nella morsa della pandemia: nuovi casi e niente vaccini

Nel Continente africano la situazione è allarmante. L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) lancia un appello: servono con urgenza almeno 200 milioni di dosi. Don Dante Carraro, direttore dei Medici con l’Africa – Cuamm: è importante sospendere temporaneamente i brevetti per aumentare la capacità di produzione dei vaccini

Amedeo Lomonaco - Città del Vaticano

La battaglia contro il Covid-19 non presenta le stesse dinamiche nelle varie regioni del mondo. C’è un Continente, in particolare, dove si registrano nuovi casi e i vaccini non arrivano. Si tratta dell’Africa, dove sono solo 7 milioni le persone immunizzate su 1,3 miliardi di abitanti. Su quasi due miliardi di somministrazioni nel mondo, soltanto l’1% riguarda la popolazione africana. In Malawi sono arrivati pochi vaccini, ma già scaduti. Il Marocco e il Rwanda sono a secco. In Uganda, alle prese con una nuova ondata, gli ospedali sono pieni. Sono state chiuse le scuole e sono stati sospesi i raduni pubblici. La macchina del Covax, il programma dell’Oms a cui si affidavano le speranze dei Paesi poveri, ha cominciato ad incepparsi dopo che l’India, duramente colpita dalla pandemia, a marzo ha bloccato le esportazioni di vaccini. La situazione in Africa, colpita da una terza ondata, è sempre più allarmante e l’Oms ha lanciato un appello:  nelle prossime settimane servono con urgenza 200 milioni di dosi, se si vuole vaccinare almeno il 10% della popolazione africana entro fine settembre. Finora in Africa sono state somministrare poco più di 30 milioni di prime dosi, un dato di poco superiore rispetto a quello che si registra in Italia. E nei prossimi giorni non si sa se arriveranno nuove forniture di vaccini.

I vaccini siano un bene pubblico

Papa Francesco e la Santa Sede hanno più volte ricordato che i vaccini sono stati sviluppati come un bene pubblico e devono essere forniti a tutti in modo giusto ed equo, dando priorità a coloro che ne hanno più bisogno. In un documento congiunto la Commissione Vaticana Covid-19 e la Pontificia Accademia per la Vita sottolineano, in particolare, l’essenziale ruolo dei vaccini per sconfiggere la pandemia. In questo documento, che riprende anche il messaggio di Natale di Papa Francesco, si esortano i leader mondiali a resistere alla tentazione di aderire ad un “nazionalismo vaccinale” e gli Stati nazionali e le imprese a cooperare - e a non competere - tra di loro. I vaccini, affinché "possano illuminare e portare speranza al mondo intero - ha detto il Pontefice lo scorso 25 dicembre - devono stare a disposizione di tutti". 

Don Dante Carraro: si sospendano i brevetti

La campagna di vaccinazione in Africa va incontro a gravi difficoltà per due motivi: la mancanza di dosi fornite e le carenze connesse alla distribuzione. Lo sottolinea a Vatican News don Dante Carraro, direttore dei Medici con l’Africa - Cuamm, aggiungendo che il Covax, il programma dell'Oms per fornire vaccini in tutto il mondo e in particolare nei Paesi poveri, ha un problema legato ai fondi. Tale programma può infatti disporre di meno risorse a quelle di cui avrebbe bisogno. C'è anche la questione della produzione: "la possibilità di produrre dosi vaccinali in Africa è scarsissima perché si è investito troppo poco".

Ascolta l'intervista a Don Dante Carraro

È importante sospendere temporaneamente i brevetti, aggiunge don Dante Carraro, per aumentare la capacità di produzione dei vaccini. Bisogna garantire, sottolinea il direttore dei Medici con l’Africa - Cuamm ricordando quanto più volte affermato da Papa Francesco, i vaccini a tutti, soprattutto per coloro che ne hanno più bisogno. "Non possiamo pensare alla salute come ad un bene privato su cui fare interessi". Anche in una situazione estremamente difficile, ci sono comunque fatti che fanno sperare. "In Sierra Leone ad esempio - ricorda don Dante Carraro - sono state distribuite tutte, anche in distretti periferici, le 80 mila dosi fornite e destinate agli operatori sanitari e agli insegnanti. 

08 giugno 2021, 07:30