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La Giornata europea del mare, un bene minacciato da inquinamento e crisi climatica

Il continente europeo ha 38mila chilometri di coste. Una gestione sostenibile delle risorse acquatiche è centrale per la salute del pianeta e dell’Europa. Rosalba Giugni, presidente di MareVivo: “La cura del mare è alla base della transizione ecologica"

Andrea De Angelis - Città del Vaticano

Occupa oltre due terzi della superficie terrestre e fa sì che il pianeta, visto dallo spazio, sembri di colore blu. Il suo rappresentante più importante a livello di estensione è l’Oceano Pacifico, che da solo è presente in circa un terzo della Terra. Il mare è importante anche per il continente europeo, che vanta circa 38mila chilometri di coste ed ha i confini meridionali e settentrionali segnati da due mari, tra i principali del continente: a nord il Glaciale Artico e a sud il Mediterraneo.

La Giornata europea del mare

Istituita nel 2008, la Giornata marittima europea è il punto di incontro annuale dell'Unione Europea sugli affari marittimi e la cosiddetta crescita blu sostenibile. È anche un evento pubblico che si rivolge ai giovani e ai cittadini di tutta Europa attraverso eventi locali nell’ambito di una giornata che non solo ha consentito molti partenariati di progetto e cooperazioni tra le parti interessate, ma ha anche contribuito a rendere più importante nell'agenda dell'Unione la necessità di una gestione sostenibile delle risorse oceaniche. Sensibilizzando così anche l’opinione pubblica e ricordando ai cittadini europei l’importanza di vivere in Paesi dove le acque che bagnano le coste siano in salute.

L’attenzione di Papa Francesco 

In più occasioni, il Papa ha sottolineato l’importanza di mari ed oceani. Nel settembre 2019, ad esempio, nel videomessaggio per l’intenzione di preghiera del mese ha chiesto che “politici, scienziati ed economisti lavorino insieme per la protezione dei mari e degli oceani”. Francesco, in quell’occasione, ha ricordato come “la Creazione è un progetto dell’amore di Dio all’umanità”, e che oggi gli oceani, che custodiscono “la maggior parte dell’acqua del pianeta e anche la maggior varietà di esseri viventi”, sono “minacciati da diverse cause”. “La nostra solidarietà con la ‘casa comune’ - ha ribadito - nasce dalla nostra fede”. “Chi ha trasformato il meraviglioso mondo marino in cimiteri subacquei spogliati di vita e di colore?”, si chiede Francesco nell’enciclica Laudato si’. “Questo fenomeno - scrive - è dovuto in gran parte all’inquinamento che giunge al mare come risultato della deforestazione, delle monoculture agricole, dei rifiuti industriali e di metodi distruttivi di pesca, specialmente quelli che utilizzano il cianuro e la dinamite. È aggravato dall’aumento della temperatura degli oceani. Tutto questo ci aiuta a capire come qualunque azione sulla natura può avere conseguenze che non avvertiamo a prima vista, e che certe forme di sfruttamento delle risorse si ottengono a costo di un degrado che alla fine giunge fino in fondo agli oceani”.

La transizione ecologica

"Il Papa è in assoluto oggi la persona più vicina ed attenta alle questioni ambientali, ha reso l'uomo custode e non più padrone del Creato". Lo afferma nell'intervista a Vatican News la presidente di MareVivo, Rosalba Giugni

Ascolta l'intervista a Rosalba Giugni

La cura e la tutela degli oceani è dunque "la premessa per la transizione ecologica, è sotto gli occhi di tutti - afferma - l'emergenza legata all'inquinamento. Il problema delle microplastiche, ad esempio, riguarda tutti e ciascuno". Un processo nel quale è di fondamentale importanza l'educazione e l'informazione. "Soprattutto verso i giovani è centrale l'impegno di chi, come MareVivo - conclude Giugni - vuole sensibilizzare l'opinione pubblica. Gli Stati hanno i loro compiti istituzionali, ma spetta a tutti operare poi in modo virtuoso". 

20 maggio 2021, 12:44