Cerca

Vatican News
Un'immagine di George Floyd Un'immagine di George Floyd  (2021 Getty Images)

Usa: condannato l’ex agente Chauvin per la morte di Floyd

L'ex agente di polizia Derek Chauvin è colpevole dell'omicidio di George Floyd a Minneapolis: la Corte ha riconosciuto tre capi d'accusa, che potrebbero tradursi in 40 anni di carcere. Alla lettura del verdetto la soddisfazione di tanti davanti al tribunale e in molte città americane

Marina Tomarro - Città del Vaticano

“Oggi abbiamo compiuto un passo avanti contro il razzismo sistemico, che è una macchia per l'anima del nostro Paese", così il commento del presidente americano Joe Biden parlando alla nazione in tv dopo il verdetto della Corte sull’omicidio dell’afroamericano George Floyd. Il presidente, che ha telefonato alla famiglia Floyd per esprimere la sua vicinanza, ha poi lanciato un appello all'unità e ad evitare la violenza. Anche il premier britannico Boris Johnson ha scritto in un tweet: "stasera i miei pensieri con i Floyd".

Chauvin tre volte colpevole

L’ex poliziotto Chauvin che rischia una pena dai 40 ai 75 anni di carcere, è stato riconosciuto tre volte colpevole. Di omicidio di secondo grado, di terzo grado e preterintenzionale. Si chiude così il processo per la morte di Floyd, ucciso durante l'arresto la sera del 25 maggio 2020 e diventato il simbolo di una battaglia nazionale per i diritti civili. L'uomo era stato fermato con l'accusa di aver spacciato una banconota falsa da venti dollari. Chauvin lo aveva tenuto, steso per terra, con il ginocchio premuto sul collo per più di nove minuti. Subito dopo la sua morte, in molte città americane, le proteste sono andate avanti per diversi giorni, causando anche violenti scontri tra la polizia e i manifestanti. E poco prima che a Minneapolis la giuria raggiungesse un verdetto di colpevolezza per Derek Chauvin, in Ohio a Columbus, un'adolescente di colore veniva uccisa dagli spari della polizia, perché secondo gli agenti la ragazza era armata di coltello.

Una sentenza dalla risonanza mondiale

“Per la prima volta c’è stata una documentazione visuale del comportamento delle forze dell’ordine - spiega Dennis Redmonth, responsabile della comunicazione al Consiglio per le Relazioni Italia e Stati Uniti - e questo ha dato un impatto mondiale a ciò che è successo, che poi si è visto anche nelle reazioni alla sentenza arrivate da ogni parte del mondo. Infatti, la morte di Floyd è stata documentata da una ragazza che ha ripreso la scena dal suo smartphone, che ha divulgato il filmato e lo ha passato alla polizia di Minneapolis. E la famiglia Floyd, ha ringraziato quanti sono stati vicini a loro durante questi mesi difficili. Adesso vedremo quali reazioni ci saranno quando i giudici formuleranno la sentenza del numero degli anni che Chauvin dovrà scontare in prigione, ma non dimentichiamo che c’è anche una parte dell’America che non è d’accordo con questo giudizio”. Questa sentenza storica negli Stati Uniti, potrebbe andare a ridisegnare quelli che sono i difficili rapporti tra le forze dell’ordine e la comunità afroamericana. “Sicuramente potrebbe succedere – sottolinea Redmonth –. Infatti già Minneapolis aveva risarcito la famiglia Floyd in una negoziazione extragiudiziale, inoltre c’è già al Congresso una nuova legge per la regolamentazione delle varie polizie, e c’è una grande riforma sui diciottomila Dipartimenti federali di polizia, perché non esiste un regolamento unificato per tutti loro. Quindi questi rapporti saranno ridisegnati a poco a poco, anche se ci saranno tante diffidenze e difficoltà”

Ascolta l'intervista a Dennis Redmonth
21 aprile 2021, 16:42