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Una giornalista in una emittente radiofonica Una giornalista in una emittente radiofonica 

Comunicazione, quella che chiede il Papa può diventare realtà

Sulla scia del Messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni sociali raccontiamo due realtà radiofoniche informative della Repubblica Dominicana e della Tanzania. Si tratta di due esempi concreti di come non sia impossibile far prevalere un modo di comunicare in grado di cogliere i fenomeni sociali più gravi e le energie positive che sprigiona la società. Quando la vera informazione aiuta a crescere, a rinsaldare le comunità, a sostenere i poveri. E a diffondere la fede.

Federico Piana- Città del Vaticano

Uno dei molteplici esempi concreti di come il pensiero di Papa Francesco sulle Comunicazioni sociali sia del tutto applicabile e non una mera utopia, si trova sulla collina del Santo Cerro, situata a Cibao, regione agricola della Repubblica Dominicana. Si tratta di Radio Santa Maria, che in uno slogan sintetizza la sua piena identità: ‘La emisora de la gran familia – L’emittente della grande famiglia’. Fondata nel lontano 1958 grazie ad un progetto dei Gesuiti, Radio Santa Maria mette in pratica, 24 ore su 24, quello che il Papa è tornato a chiedere nel suo Messaggio per la 55esima Giornata mondiale per le comunicazioni sociali: abbandonare “l’informazione di palazzo, autoreferenziale, che sempre meno riesce ad intercettare la verità delle cose e la vita concreta delle persone, e non sa più cogliere né i fenomeni sociali più gravi né le energie positive che si sprigionano dalla base della società”.

Stimolo alla partecipazione comunitaria

Padre Pierre Bélanger, giornalista che lavora nell’Ufficio comunicazioni della Curia Generalizia della Compagnia di Gesù, dal 1987 accompagna il cammino di questa vivace realtà radiofonica: “Fin dalla sua origine – spiega -  è stata un progetto di evangelizzazione e di educazione sociale che cerca di collegare – come di solito fanno i Gesuiti – da un lato la Parola di Dio alla vita quotidiana del popolo, e, dall'altro, di incoraggiare la partecipazione alla vita sociale e comunitaria”.

Ascolta l'intervista a padre Pierre Bélanger

La radio dei campesinos

Senza ombra di dubbio, Radio Santa Maria può essere definita anche la radio dei campesinos, degli agricoltori spesso dimenticati dai circuiti informativi ed educativi convenzionali. “Nel 1971 - racconta padre Bélanger - l’emittente ha dato vita alle Scuole radiofoniche ‘Santa Maria’. Tante persone, nelle campagne, non avevano avuto l'opportunità di completare nemmeno la loro istruzione primaria: con la radio e il sistema di accompagnamento che offriva, più di 500.000 dominicani hanno potuto ottenere il loro diploma ufficiale dal Ministero dell'Educazione del Paese”.

Promozione sociale, politica e culturale

Negli anni, Radio Santa Maria ha istituito programmi che hanno contribuito a rafforzare il rapporto tra la comunità sociale e le autorità politiche, ha fatto crescere il tasso di scolarizzazione e promosso la cultura dominicana, organizzando concorsi di narrativa, poesia e canzoni. “Oggi la radio continua a innovare – afferma padre Bélanger- e nel campo dell' editoria, per esempio, ha prodotto un diario scolastico a fumetti distribuito in tutto il Paese. Questi strumenti promuovono sia i valori del Vangelo che la partecipazione cittadina”.

In Tanzania, altro esempio concreto di comunicazione per la gente

Un altro esempio di come sia possibile realizzare una comunicazione che apra all’incontro e che vada a cercare storie “consumando la suola delle scarpe” e mettendosi accanto agli altri per condividerne gioie e sofferenze, come ha ribadito il Santo Padre, si trova in Tanzania, per la precisione nella poverissima regione centrale di Dodoma. Anche in questo Paese dell’Africa orientale, è una radio ad incarnare i desideri comunicativi di Papa Francesco: Radio Mwangaza, che in lingua swahili vuol dire ‘luce’, fondata nel 2002 dai Missionari del Preziosissimo Sangue.

Ascolta l'intervista a padre Chesco Mnsaga

Informazione di speranza

L’ex direttore dell’emittente ed attuale Direttore dell’Ufficio comunicazioni della Conferenza episcopale tanzaniana, padre Chesco Mnsaga, spiega che la scelta di dar vita ad una radio nella zona di Dodoma è stata dettata dalla sua estrema povertà: “E’ una zona che riceve pochissime piogge, ci sono molte malattie e la gente soffre. La nostra radio porta speranza e aiuta la gente nella vita quotidiana”. Radio Mwangaza copre un raggio di 140 chilometri ed è la più ascoltata di tutta la zona centrale del Paese. “In Africa – precisa padre Mnsaga – la radio è il mezzo più seguito in assoluto. Certamente, ci sono tv e social ma non tutti possono accedervi. La radio, invece, arriva in quasi tutte le famiglie”.

Frutti copiosi

I frutti di uno sforzo comunicativo imponente non si sono fatti attendere. Padre Mnsaga li sintetizza partendo dalla spiritualità: “Tanta gente ha potuto approfondire la fede cristiana tramite i nostri programmi: quelli religiosi sono i più seguiti. Vent’anni fa, nella zona dove trasmette la radio, c’erano solo due parrocchie e ora, nella sola città di Dodoma, sono diventate venti”.

Emittente motore della società

Anche la società è cambiata, grazie all’azione della radio. “E’ molto migliorata – conferma padre Mnsaga-. Faccio un esempio semplicissimo: prima della nascita di Radio Mwangaza, la gente beveva l’acqua dove capitava e non si curava troppo dell’igiene personale, mettendo a repentaglio la propria vita. Ora tutto questo è cambiato, grazie alle nostre campagne radiofoniche. Per noi un vero e proprio successo”.

01 febbraio 2021, 08:00