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Una scuola chiusa a Lisbona dopo le ultime annunciate restrizioni Una scuola chiusa a Lisbona dopo le ultime annunciate restrizioni  (AFP or licensors)

Portogallo: si vota per il presidente mentre rimane alto il numero dei contagi

Favorito l’attuale presidente Marcelo Rebelo de Sousa. Incertezza sull’affluenza, con il Paese che ha il numero più alto di positivi al mondo rispetto al numero degli abitanti. Chiuse scuole e università e sospese le celebrazioni in presenza

Michele Raviart e Isabella Piro – Città del Vaticano

Portogallo domenica al voto per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Si tratta della prima elezione in Europa nel 2021, che arriva in concomitanza con l’inizio del semestre di presidenza portoghese dell’Ue e con una grave crisi legata al coronavirus, con il Paese che ha il numero più alto al mondo di nuovi contagi in relazione al numero di abitanti.

I candidati alla presidenza

Il favorito in questa tornata elettorale, che prevede due turni di scrutinio qualora il candidato in vantaggio non dovesse superare il 50% dei voti, è l’attuale presidente in carica, il conservatore Marcelo Rebelo de Sousa. 72 anni, ex docente di diritto, commentatore politico ed esponente del partito socialdemocratico, che in Portogallo si trova a destra dell’arco costituzionale. Più staccata nei sondaggi è la socialista Ana Gomes, 66 anni, dello stesso partito ma critica con il premier Antonio Costa. Terzo sarebbe Andrè Ventura del partito di destra “Chega”.  Il Portogallo è uno dei pochi Paesi europei in cui la destra populista e sovranista non ha ampliato il suo consenso negli ultimi anni e molti analisti guardano con attenzione ai risultati di Ventura. “Chega” aveva preso l’1,3% dei voti, mentre al suo leader i sondaggi attribuiscono il 10% dei consensi. Più distaccati ancora gli altri candidati esponenti del blocco delle sinistre, del partito comunista portoghese e del partito liberale.

Il ruolo del Capo dello Stato

Il Portogallo è una repubblica semi-presidenziale e il capo dello Stato, al contrario di Paesi come la Francia, non ha un ruolo direttamente esecutivo, ma è più un arbitro che ha come potere costituzionale più importante la possibilità di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. Per questo le consultazioni di domenica non dovrebbero avere ripercussioni sul governo in carica, un monocolore socialista guidato dall’ottobre 2019 da Antonio Costa con la maggioranza relativa dei voti.

L'incognita affluenza

La vera incognita di queste elezioni è quindi l’affluenza alle urne, che rischia di abbassarsi a causa dell’emergenza coronavirus e rendere più incerto l’esito dato per scontato dagli ultimi sondaggi. Negli ultimi giorni la media dei nuovi contagi è infatti di 10 mila al giorno in un Paesi di 10 milioni di abitanti. Più di duecento i morti quotidiani, mentre gli ospedali con oltre cinquemila pazienti ricoverati - di cui 670 in terapia intensiva - sono al limite della loro capacità.

L'appello dei vescovi

In questo contesto si fa sentire anche la voce della Chiesa: la Commissione nazionale Giustizia e pace (Cnjp), organismo laicale legato alla Conferenza episcopale portoghese, ha diffuso una nota in cui auspica una “partecipazione massiccia” dei cittadini al voto “in nome del bene comune”. “Che tutti possano superare la paura del contagio pandemico – si legge nella nota, a firma della vicepresidente dell’organismo, Rosário Carneiro – in nome dei valori primari della cultura portoghese, ovvero la dignità della persona, i diritti umani, la lotta contro l'esclusione e la disuguaglianza”. Il diritto di voto è “un atteggiamento di libertà”, spiega la Commissione, mentre l’astensionismo può non esserlo: “Quando non votiamo infatti – si sottolinea – si lascia agli altri la decisione del nostro futuro. E questo è molto discutibile”.

Inoltre, se il numero di astenuti dovesse essere particolarmente alto, dalle urne non uscirà “un quadro preciso” di come la pensa il Paese, con il rischio che prevalgano gli estremismi, a scapito della “democrazia nazionale”. “La matrice umana della democrazia è la partecipazione elettorale – conclude Giustizia e pace – Quindi proteggiamoci con la mascherina, il gel disinfettante e la distanza di sicurezza, ma andiamo a votare e poi torniamo a casa”. 

Le nuove restrizioni anti-Covid

Ad una settimana infatti dall’inizio del secondo lockdown e con l’emergenza sanitaria in vigore da inizio novembre, il premier Costa ha annunciato la chiusura di scuole e università, che erano sempre state aperte durante le precedenti misure di contenimento. Bloccati a partire da domani, poi, i voli in arrivo e in partenza per il Regno Unito. Il timore è che la cosiddetta “variante inglese” del virus, riscontrata nel 20% delle infezioni portoghesi possa arrivare al 60% già nella prossima settimana. I servizi amministrativi saranno aperti al pubblico solo su appuntamento, mentre la Conferenza episcopale portoghese ha sospeso le celebrazioni in presenza dei fedeli, sempre a partire da domani. Al fine di incentivare l’affluenza al voto, già domenica scorsa era stata istituita, per la prima volta nella storia del Paese, una giornata di votazione anticipata. 200 mila elettori hanno risposto all’appello e si sono comunque formate delle file fuori dai seggi. 13 mila volontari, invece, recupereranno porta a porta le schede elettorali delle persone in quarantena e nelle case di riposo.

Ultimo aggiornamento 23.02.21 ore 15.40

23 gennaio 2021, 08:14