Cerca

Vatican News
Devastazione nel campo rifugiati di Cox's Bazar Devastazione nel campo rifugiati di Cox's Bazar 

Vasto incendio nel campo per rifugiati Rohingya a Cox's Bazar

Devastazione nell’area che da anni ospita un milione di persone, la metà minori. L’impegno della Caritas per un ritorno alla normalità. “Un campo profughi – denuncia Save the Children – non è un posto dove crescere un bambino”

Anna Poce e Benedetta Capelli – Città del Vaticano

Un enorme incendio ha devastato ieri il campo per i rifugiati Rohingya di Nayapara, nel distretto meridionale di Cox's Bazar, distruggendo più di 500 abitazioni e lasciando circa 3.500 rifugiati senza un tetto. Non sono riportati morti, ma diverse persone - si legge su UCA News - sono rimaste ferite prima che l'incendio venisse domato, secondo quanto riferito da un funzionario della Commissione statale per il soccorso e il rimpatrio dei rifugiati (RRRC). La causa del rogo è ancora sconosciuta. Le autorità statali e le associazioni di beneficenza, tra cui la Caritas, si sono precipitate a sostenere migliaia di persone presenti nel campo. I circa 3.500 senzatetto sono stati portati in alcuni centri educativi per bambini, dove hanno ricevuto cibo, vestiti e medicine.

Un campo che ospita un milione di Rohingya

Un funzionario di Caritas Bangladesh, Inmanuel Chayan Biswas, ha riferito ad UCA News che l’organizzazione cattolica farà di tutto per aiutare a ricostruire le abitazioni dei rifugiati. "L'incendio è stato abbastanza grande, ma con gli sforzi di tutti è stato domato velocemente. Purtroppo, tutti gli effetti personali dei poveri sono spariti”, ha spiegato, ed ora “il governo e le Ong stanno collaborando per ricostruire i loro alloggi". Biswas ha aggiunto che l’anno scorso sono bruciate negli incendi almeno 400 abitazioni e che quindi la Caritas e altre organizzazioni non governative stanno lavorando in programmi di sensibilizzazione affinché i Rohingya riescano a proteggersi dagli incendi. Cox's Bazar ospita dal 2017 oltre un milione di Rohingya, fuggiti dallo Stato di Rakhine, in Myanmar, e da dure violenze. Nonostante il Bangladesh e il Myanmar abbiano concordato nel 2018 di avviare il rimpatrio di centinaia di migliaia di Rohingya, nessuno di loro è ancora tornato perché mancherebbero le condizioni di sicurezza sufficienti e necessarie a favorire il loro rientro.

L’appello di Save The Children

"Questo è un altro colpo devastante per il popolo Rohingya che ha sopportato per anni difficoltà indicibili. Il rovinoso incendio – ha sottolineato Onno van Manen, direttore di Save the Children in Bangladesh - ha derubato molte famiglie di rifugi e dignità, di quel poco che era stato lasciato loro. È un altro orribile avvertimento che ci ricorda come i bambini bloccati nei campi di Cox's Bazar affrontino un futuro tetro con poca libertà di movimento, accesso inadeguato all'istruzione, povertà, gravi rischi di protezione e abusi, compresi i matrimoni precoci”. “Un campo profughi – ha aggiunto - non è un posto dove crescere un bambino. Questo è il motivo per cui la comunità internazionale deve trovare una soluzione duratura alla difficile situazione dei Rohingya. Senza risorse adeguate - ha denunciato il rappresentante dell’organizzazione - i servizi essenziali per la sopravvivenza dei Rohingya saranno messi a rischio”.

15 gennaio 2021, 15:51