Cerca

Vatican News

Perù, il Parlamento ha destituito il presidente Vizcarra

I parlamentari peruviani hanno stabilito a larga maggioranza di rimuovere il Capo di Stato, dopo un processo per impeachment che ha sovvertito quanto deciso dagli stessi rappresentanti politici appena due mesi fa

Andrea De Angelis – Città del Vaticano

Si è passati da 32 a 105 parlamentari favorevoli all’impeachment in soli sessanta giorni. Nella giornata di lunedì 9 novembre l’80% dei deputati (sono 130 in tutto) ha votato per la destituzione del presidente peruviano Martin Vizcarra, rimuovendolo dal suo incarico dopo due anni e mezzo, con l’accusa di “indegnità morale”. Il suo mandato era iniziato nel marzo del 2018, quando aveva preso il posto di Pedro Pablo Kuczynski, che si era dimesso improvvisamente dopo essere stato a sua volta accusato di corruzione ed attualmente in attesa di essere processato.

Le accuse

La mozione contro il presidente, accusato di corruzione quando era governatore della provincia meridionale di Moquegua - tra il 2011 e il 2014 -, è passata dunque con 105 voti favorevoli, nettamente più di quelli richiesti dalla Costituzione (87 deputati su 130), aprendo automaticamente la strada per la destituzione. Ora la responsabilità della carica di Presidente della Repubblica ricadrà sul capo del Congresso, Manuel Merino, del partito Azione Popolare. Vizcarra ha accettato la decisione del Congresso nonostante "non sia d'accordo" ed abbia la possibilità di intraprendere un'azione legale. “Il mio spirito di servizio - ha commentato - non sarà mai un mero esercizio di potere”.

Le reazioni 

Nel Paese le reazioni sono molteplici, vista anche la sorpresa dinanzi ad una decisione del Parlamento non facilmente pronosticabile alla vigilia del voto sull’impeachment di Vizcarra, il secondo in due mesi. Il Perù, lo ricordiamo, è tra gli Stati americani più colpiti dalla pandemia e sta lentamente cercando di rialzarsi sia da un punto di vista economico che sociale. Venendo ai numeri, sono oltre 900mila i casi registrati di Covid-19 e 35mila le vittime. La crisi istituzionale rischia, in tal senso, di indebolire tale processo. Anche la Chiesa dovrebbe dire la sua sull'accaduto, con una conferenza stampa dei vescovi peruviani al momento prevista per le 10 di oggi, le 16 ora italiana.

10 novembre 2020, 12:44