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Un campo rifugiati in Burkina Faso Un campo rifugiati in Burkina Faso  (AFP or licensors)

Giornata mondiale dei poveri: situazione critica in Sahel

Sono 24 milioni le persone bisognose di assistenza nell'area dell'Africa colpita da siccità, guerre e pandemia. Lo dice l'Onu e lo rilancia Azione contro la Fame in vista della Giornata mondiale dei poveri del 15 novembre

Michele Raviart - Città del Vaticano

Instabilità politica, attacchi jihadisti, siccità dovuta ai cambiamenti climatici, pandemia di Covid-19. La regione africana del Sahel sembra subire più di altre le cause che generano povertà e malnutrizione. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari sono infatti 24 milioni le persone che quest’anno hanno bisogno di assistenza, il numero più alto mai registrato nell’area. Oltre 4 milioni sono gli sfollati.

3 milioni di poveri in Burkina Faso

“In questa fascia di terra lunga oltre 5mila km la siccità ha messo a dura prova le sorti della popolazione e delle comunità locali già negli anni passati”, spiega Orazio Ragusa Sturniolo, responsabile della comunicazione di Azione contro la Fame. “Il cibo quindi non è mai sufficiente a soddisfare i bisogni della popolazione. Sono sempre di meno anche i pascoli perché la siccità incide anche sulla qualità della terra e sono colpiti da questi fenomeni atmosferici che rendono impossibile anche ai pastori di alimentare e nutrire adeguatamente il proprio bestiame”, spiega. “Il Covid-19 ha poi peggiorato la crisi alimentare, ma anche quella sanitaria, perché al momento ci sono solo 0,5 medici ogni mille abitanti nella regione, quindi sono veramente pochissimi. Un caso su tutti è il Burkina Faso, dove il numero di persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria cresce tantissimo. Nel corso dell'anno è passato addirittura da due milioni di persone a 2,9 milioni”.

Ascolta l'intervista integrale a Orazio Ragusa Sturniolo

In Sahel il 60% dei bambini è malnutrito

Particolarmente grave è la condizione dei bambini. Secondo l’Unicef sono oltre 8 milioni i bambini ridotti alla fame nel Sahel, con il rischio concreto di arrivare a 9,7 milioni entro fino anno. In questa zona dell’Africa, si legge in un comunicato, il 60% dei bambini soffre di malnutrizione acuta e un bambino su tre nella fascia da zero a cinque anni ha gravi problemi di crescita.

Bastano sei settimane di cure per salvare una vita

“Il Sahel è l’esempio più emblematico e tangibile di quello che sta accadendo a livello mondiale perché nel mondo ogni anno 2,3 milioni di bambini muoiono perché non hanno cibo a sufficienza per mantenersi sani e al sicuro da malattie, come accade nei Paesi più sviluppati”, ribadisce Ragusa Sturniolo, che spiega come siano sufficienti “solo sei settimane di cura per rimettere in piedi un bambino colpito da malnutrizione grave e acuta. Basta poco, bastano cure che costano veramente poco che sono efficaci e possono davvero risolvere l’emergenza malnutrizione nel Sahel e in altre aree del mondo”.

La situazione nel mondo

Povertà e malnutrizione riguardano però molto aree del mondo, dalle Filippine, colpite dal tifone Goni, allo Yemen in guerra, dove scarseggia anche l’acqua, al Perù, dove afferma il portavoce di Azione contro la fame, “tantissimi bambini soffrono di anemia perché non hanno adeguati elementi che garantiscono una dieta alimentare sana e sicura”. In America Latina poi, “a causa del Covid-19 ci sarà un’impennata dell’insicurezza alimentare. Si pensa che fino al 2030 possano concretizzarsi 29 milioni di nuovi poveri. Quindi nuove povertà a cui la comunità internazionale dovrà sicuramente porre rimedio”.

Il premio letterario di "Azione contro la fame"

Al fine di sensibilizzare la società e la cultura su questi temi, proprio oggi Azione contro la fame assegnerà il premio letterario “Libri contro la fame”, dedicata “a testi capaci di concentrarsi sulle cause (povertà, guerre, cambiamenti climatici, mancanza di acqua e igiene) e sugli effetti della fame e della malnutrizione ma anche sulle attività promosse, ogni giorno, per debellare queste gravi e inaccettabili piaghe sociali che colpiscono il Sud del mondo”. Saranno premiati un libro di narrativa, uno di saggistica e uno per ragazzi, oltre a una menzione speciale. “È un’iniziativa che abbiamo fortemente voluto”, conclude Orazio Ragusa Sturniolo, “per coinvolgere la cultura nella grande lotta contro la fame la malnutrizione nel mondo”.

13 novembre 2020, 08:00