Cerca

Vatican News

Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada: volti da ricordare

Istituita nel 2005 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per sollecitare l’attenzione pubblica sul dramma degli incidenti stradali, questa Giornata ricorre ogni terza domenica del mese di novembre. Con noi Giuseppa Cassaniti Mastrojeni: la pandemia non ci deve fermare nel ricordare le vittime

Amedeo Lomonaco - Città del Vaticano

Ricordare coloro che sono morti e intervenire per salvare vite umane. Sono questi gli obiettivi dell’odierna Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada. Ogni 24 secondi, nel mondo, perde la vita una persona. Può essere un bambino, una madre, un padre, un fratello, una sorella, un amico, un collega, un vicino di casa. Tutte morti che potevano essere evitate, come si sottolinea in questo video realizzato per questa occasione dall’Organizzazione mondiale della Sanità.

Ricordare coloro che sono morti

È una strage che si ripete lungo le strade di grandi metropoli, piccole città, paesi, villaggi. Si stima che ogni anno muoiano sulle strade 1,2 milioni di persone, soprattutto nei Paesi più poveri. Oltre 50 milioni restano feriti o disabili. Solo in Italia, nel 2019, sono morte 3173 persone in seguito ad incidenti stradali.

Ricordo e preghiere

"La pandemia non ci deve fermare nel ricordare". È quanto sottolinea la presidente dell'associazione italiana familiari e vittime della strada (Aifvs), Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, ricordando due speciali intenzioni da unire alla preghiera dei fedeli durante le celebrazioni di questa domenica: "Nella ricorrenza della Giornata mondiale del ricordo delle vittime della strada, preghiamo perché non cadano nell’indifferenza della comunità cristiana e  delle Istituzioni civili, le stragi che si consumano sulle strade; nel ricordo delle vittime e del dolore dei loro familiari vengano promossi il rispetto per la vita e la sicurezza di chi viaggia”. La seconda preghiera si salda ad una richiesta di giustizia.

Ascolta l'intervista a Giuseppa Cassaniti

R.- La pandemia non ci deve fermare nel ricordare le vittime della strada: c’è la pandemia di Covid-19 ma c’è un’altra pandemia che si chiama strage stradale sulla quale le istituzioni non hanno posto attenzione. Ed è una pandemia che lascia ogni giorno morti e disabili permanenti. Non ci possiamo fermare solo alla pandemia Covid-19, un virus che non conosciamo e ci assale senza vederlo. Trascuriamo invece una pandemia di cui conosciamo i responsabili, le cause e gli interventi da fare.

In particolare quest’anno l’associazione italiana familiari e vittime della strada invita a pubblicare sui social una foto, un video in ricordo di chi non c’è più…

R.- Alcuni familiari delle vittime deporranno dei fiori nel luogo in cui la vita è stata spezzata. Un luogo che ha raccolto l’ultimo respiro della vita di un figlio, di una figlia, di un padre, di una madre, di un fratello, di una sorella, di un parente, di un amico. Trasformeremo in video questo sofferto gesto d’amore.

Lei professoressa Cassaniti ha perso una figlia in seguito ad un incidente stradale e si batte per ottenere giustizia. Che giustizia vuole?

R.- Una giustizia che faccia verità sulle cose. Giustizia è fare in modo che ci sia rispetto per la vita. Dobbiamo trarre da questa esperienza di dolore un significato più profondo: dobbiamo amare e rispettare la vita. La vita non è nostra ma ci è affidata. La vita è una realtà molto più grande di noi e dobbiamo prendercene cura. 

Quale è il vostro appello per questa giornata?

R.- L’appello è che bisogna dare priorità alla prevenzione. In Italia nel 2019 sono morte 3173 persone. Ogni giorno sono morte 9 persone. Sono dati molto gravi.

Una giornata, quella odierna, scandita dal ricordo e dalla preghiera…

R.- Noi diciamo due preghiere nell’ambito della preghiera dei fedeli. Una preghiera riguarda la giustizia perché "sia sempre un efficace strumento di alleanza tra l’uomo e la verità, e perché Dio trasformi gli uomini timorosi in coraggiosi testimoni".

15 novembre 2020, 08:00