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Mascherine con il volto di Joe Biden, favorito per la Casa Bianca Mascherine con il volto di Joe Biden, favorito per la Casa Bianca 

Elezioni Usa: Biden più vicino alla Casa Bianca, avanti in Pennsylvania e Georgia

Il candidato democratico passa in vantaggio in due Stati chiave per l'elezione, anche se per poche migliaia di voti. "Non ho alcun dubbio che vincerò'", afferma. Respinti i ricorsi di Trump in Michigan e in Georgia.

Michele Raviart - Città del Vaticano

Con il conteggio dei voti postali provenienti da Philadelphia, Joe Biden è ora in vantaggio di circa 5 mila voti su Donald Trump in Pennsylvania, lo Stato più decisivo tra i sei rimasti ancora da assegnare perchè con i suoi venti grandi elettori sarebbe sufficiente da solo al candidato democratico per arrivare a quota 270 e ottenere la Casa Bianca.  Biden è avanti anche in Georgia - anche se solo per mille voti - in Nevada e in Arizona, Stati in cui sono stati scrutinati più del 90% dei voti e in cui quelli mancanti dovrebbero, secondo gli osservatori, rafforzare il vantaggio del partito democratico.

Biden non ha dubbi sulla vittoria

Allo stato attuale tuttavia Joe Biden rimane in vantaggio con 253 grandi elettori contro i 213 di Trump, ma c'è grande attesa per il discorso annunciato per le prossime ore, che per la Cnn - che ha annunciato anche la chiusura dello spazio aereo sopra la casa di Biden in Delawere - potrebbe essere quello di annuncio della vittoria.“Non ho alcun dubbio che vincerò queste elezioni”, aveva già affermato ieri il candidato democratico, invitando contemporaneamente gli americani alla calma “perché il processo democratico sta funzionando”.

Trump denuncia irregolarità

Donald Trump, infatti continua a ritenersi ancora in corsa, danneggiato da presunti brogli e “varie irregolarità allarmanti” e sembra non intenzionato a concedere la vittoria a Biden. “Se si contano i voti legali vinco io”, aveva detto in un comizio ieri pomeriggio. “Il nostro obiettivo è proteggere l’integrità delle elezioni, non consentiremo che ce le rubino” e “che i nostri elettori siano silenziati”, ha ribadito, annunciando che “la controversia legale sulle elezioni finirà alla Corte Suprema”.

L'Osce smentisce brogli e frodi

Dichiarazioni smentite dall’Osce, presente negli Usa con degli osservatori. “Abbiamo svolto dei controlli e non abbiamo riscontrato nessuna irregolarità”, ha affermato il direttore della missione di sorveglianza elettorale Micheal Georg Link. “Anche le migliaia di volontari di associazioni della società civile americana, in giro per il Paese, non hanno riscontrato nulla”. “Non c’è stata alcuna interferenza e nessuna manipolazione”, ha ribadito, condannando anche la richiesta di Trump di bloccare il conteggio dei voti arrivati per posta.

Respinti i ricorsi in Michigan e Georgia

Una richiesta che è già stata respinta dallo Stato del Michigan e dalla Georgia, mentre nelle prossime ore un’azione legale sarà avviata dalla campagna di Trump anche in Nevada, per presunte irregolarità nel controllo e nella verifica dei voti. Intanto si temono disordini, con la polizia di Philadelphia che ha arrestato due persone armate nei pressi del Pennsylvania Convention Center, dove si stanno contando i voti. Secondo le forze dell’ordine progettavano di attaccare l’edificio.

Aggiornato alle ore 15.30 del 6 novembre 2020

06 novembre 2020, 10:38