Cerca

Vatican News
Palazzo Chigi a Roma, sede del governo italiano Palazzo Chigi a Roma, sede del governo italiano  (AFP or licensors)

Dpcm su misure anti-covid: regioni divise in fasce di rischio

Nuove restrizioni in tutto il territorio nazionale su scuola, coprifuoco e attività commerciali. Gli spostamenti da e verso le aree “rosse” saranno sospesi. In settimana attesa iniziativa del governo per le attività colpite dalle nuove misure di contenimento

Marco Guerra – Città del Vaticano

Il presidente del Consiglio dei ministri italiano, Giuseppe Conte, ha firmato nella tarda serata di ieri il Dpcm sulle misure restrittive anti-Covid. Il decreto verrà pubblicato oggi in Gazzetta ufficiale e le restrizioni previste dal testo saranno in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre.

Regioni divise in tre fasce di rischio

Le maggiori novità riguardano il regime differenziato tra le regioni, a ognuna delle quali sarà assegnata una delle tre fasce differenziate per il pericolo del contagio, in base ai 21 parametri elencati nel provvedimento. Le regioni sono suddivise per tre colori, quelle segnate in “rosso” rischiano provvedimenti più rigidi e sono Lombardia, Piemonte, Alto Adige, Valle d’Aosta e Calabria; poi ci sono regioni a medio rischio indicate in “arancione” e quelle “gialle” in cui la diffusione del virus e la capacità di risposta sanitaria sono più confortanti. Questa decisione è stata accolta con “forti perplessità e preoccupazione” da parte del presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Stefano Bonaccini, che si è espresso con una nota a nome di tutti i governatori, i quali chiedono più partecipazione nella formulazioni delle decisioni.

Coprifuoco e mobilità

Altro provvedimento importante è l’estensione dell’orario del coprifuoco partirà dalle ore 22.00 e finirà alle 5.00. Per muoversi in quel lasso di ore sarà necessaria un’autodichiarazione riguardo a spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità o motivi di salute. Nelle aree ad alto rischio che ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell'Istituto superiore di sanità (Iss) "è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori". Saranno quindi proibiti spostamenti da e verso le regioni “rosse”. Nelle zone scenario 4 sono vietati anche gli spostamenti "all'interno dei medesimi territori", tranne che per ragioni lavorative, di salute e per accompagnare i bambini a scuola. A bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e di quello ferroviario regionale è consentito "un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento"; ciò con esclusione, però, del "trasporto scolastico dedicato", ossia gli scuolabus.

Dad per le scuole superiori

Molto attese le decisioni sulla scuola che riguardano 8 milioni di studenti e le capacità delle famiglie di far fronte a nuove forme di didattica. Le secondarie di secondo grado (scuole superiori) adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività in modo che il 100 per cento della didattica sia svolta in modo digitale e a distanza. Nelle zone caratterizzate da uno scenario di massima gravità la didattica a distanza (dad) sarà obbligatoria fin dalla seconda media. La mascherina sarà obbligatoria alle elementari e alle medie, anche quando i bambini sono seduti al banco, "salvo che per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili" con l'uso del dispositivo.

Attività sportiva

Sempre nelle zone rosse sono sospese le attività sportive, comprese quelle presso centri e circoli sportivi, anche se all'aperto. In queste aree è consentito "svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo" di mascherine. Nel resto d'Italia i circoli sportivi restano aperti, ma è vietato l'uso degli spogliatoi.

Attività commerciali

Stop anche alle attività di negozi e mercati nelle regioni, province e comuni a massimo rischio (zone rosse).  Per le aree ad alto rischio, dunque nelle zone arancioni, restano invece aperti i negozi, ma chiudono bar e ristoranti. In tutto il territorio nazionale chiusi i centri commerciali nei fine settimana.

Musei e mostre

La serrata arriva anche per il mondo della cultura, sospesi gli ingressi a mostre e musei, dopo che erano già stati vietati spettacoli e concerti. Sospese infine le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all'interno di locali adibiti ad attività differente.

In settimana i ristori economici

Per quanto riguarda le misure economiche e i ristori per le attività economiche oggetto di restrizioni, il governo ha assicurato che in questa settimana verrà approvato un apposito decreto legge, che prevederà la tempestiva erogazione delle risorse economiche. Secondo alcune stime degli esperti, la cifra di 1,5 miliardi probabilmente non basterà. La soluzione è complicata dal fatto che i tempi per chiedere un nuovo scostamento di bilancio sono strettissimi mentre, solo erogando risorse dopo il 10 dicembre queste potranno essere inserite nelle spese del 2021, ma per le regioni non si può aspettare un altro mese. C'è infine da riaffrontare anche il tema dei congedi parentali, destinati ad allargarsi con la Dad dalla seconda media prevista per le Regioni nello scenario più grave.

 

04 novembre 2020, 13:00