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Convegno europeo Mpv. Cei: la tutela della vita, condizione per costruire il futuro

Al via il convegno nazionale ed europeo dei Movimenti per la vita che rilanciano l’attività con nuove strategie di prossimità per superare le restrizioni del Covid. Pronto un documento di sostegno alla Corte costituzionale della Polonia che ha recentemente vietato l’aborto selettivo dei bambini con anomalie. Marina Casini: importante imparare a vedere il valore di ogni essere umano nelle fasi iniziali della vita

Marco Guerra – Città del Vaticano

Si è aperto il 13 novembre il 40.mo convegno nazionale del Movimento per la vita che culminerà domenica 15 con il quarto forum della Federazione europea “Uno di Noi” (rete dei movimenti europei pro-life).“Tu sei per me unico al mondo, non si vede bene che col cuore”: è il titolo dell’evento che si svolge on line, a causa delle restrizioni imposte per il Covid-19, e che annovera decine di interventi e relazioni presentate da medici, esperti di bioetica, volontari, giornalisti, sacerdoti ed esponenti delle associazioni pro-life, con lo scopo di elaborare una maggiore efficacia operativa dei servizi di sostegno alla natalità.

Il messaggio della Cei per i partecipanti

Ai partecipanti è giunto il messaggio di monsignor Stefano Russo, segretario generale della Cei, con l'esortazione a "operare uniti perché tutti, credenti e non credenti, comprendano che la tutela della vita umana fin dal concepimento è condizione necessaria per costruire il futuro dell’umanità tutta”. “In questo terribile momento, mentre la pandemia affligge il mondo rendendo tutto più difficile, avete avuto il coraggio di non arrendervi agli ostacoli organizzando il vostro Convegno nazionale”, scrive monsignor Russo, ricordando il fondatore del Movimento Carlo Casini, deceduto nel marzo scorso a cui i lavori sosno dedicati. “Avete reso e rendete un importante servizio alla comunità civile ed ecclesiale, di cui la vita umana costituisce il valore essenziale: la sua tutela e promozione – prosegue il segretario generale Cei - fanno sì che la società stessa esista e si articoli nelle sue strutture”. Citando il Papa monsignor Russo ricorda: “oggi la cultura dello scarto sacrifica i più deboli, i più poveri, i più fragili, i senza voce, a cominciare proprio dai nascituri”. “Un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno”. Ai partecipanti infine l’appello a non stancarsi di proclamare e testimoniare il Vangelo della Vita.

I temi sul tappeto

Una comunicazione più efficace sui social per raggiungere le donne tentate dall’aborto; offrire prossimità malgrado le restrizioni del Covid; la collaborazione con gli enti locali; progetti per offrire un'indipendenza economica alle donne sole ma anche riflessioni di più lungo respiro per alimentare la cultura della vita e tutelare la fertilità umana. Questi i temi principali del convegno che si apre in un contesto segnato da nuove minacce portate dalla cultura dello scarto denunciata da Papa Francesco.

Il contesto della pandemia

La pandemia del coronavirus e la conseguente emergenza sanitaria hanno riportato al centro del dibattito pubblico il tema della sacralità della vita umana. Con uno sforzo senza precedenti, medici e infermieri hanno attinto nuovamente alla vera vocazione delle loro professioni, tesa a salvaguardare persone di ogni età e condizione di salute. Tuttavia, se da una parte si è osservata una rinnovata sensibilità verso i soggetti più vulnerabili dall’altra non sono mancate spinte ancora più forti per aprire le legislazioni di molti Paesi alle pratiche abortive ed eutanasiche.

Le minacce alla vita

La Nuova Zelanda, tramite un referendum che si è svolto in concomitanza con le elezioni legislative dello scorso 17 ottobre, ha appena approvato l’eutanasia attiva e a marzo aveva ampliato notevolmente le maglie dell’aborto; sempre ad ottobre l’Olanda ha dato il via libera ad una legge che legalizza l’eutanasia anche per i bambini tra 1 e 12 anni. In Italia il ministero della Salute, questa estate, ha varato nuove linee guida che consentono l’assunzione della pillola abortiva Ru486 fino alla nona settimana di gestazione e senza ricovero ospedaliero, decisione contestata da molti medici e organizzazioni pro life perché banalizza l’aborto e mette a repentaglio la salute della donna. Grande dolere hanno poi provocato le storie dei due neonati morti a seguito di altrettanti casi di abbandono, verificatisi in Sicilia. Episodi che richiamano alla necessità di far conoscere meglio la possibilità del parto in anonimato e le culle della vita. “Portate a me il frutto del vostro grembo. Il Signore mi aiuterà a farlo fiorire” è stato l’appello straziante del vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli.

Casini (Mpv): la relazione inizia dal concepimento

“Il titolo del convegno pone l’accento su una relazione che inizia con il concepimento, un big bang da cui parte un’energia formidabile che ha solo bisogno di spazio e di tempo per manifestarsi, già da quel momento c’è tutta la nostra unicità e preziosità”, così Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita italiano, introduce a Vatican News i presupposti etici che guidano la tre giorni di lavori. “Se siamo capaci di vedere il valore dell’essere umano quando questo si trova nella situazione di massima vulnerabilità allora possiamo riconoscere la dignità di tutte le fasi dell’esistenza umana”.

Ascolta l'intervista a Marina Casini

I servizi erogati

Casini ricorda che per offrire prossimità alla donne anche in tempi di pandemia è stata sempre garantita l’apertura dei Centri di aiuto alla vita (Cav) ed è stato portato avanti il "Progetto Gemma" di aiuto economico alle donne in attesa e tentate dall’aborto, che integra l’attività dei Cav;  poi c’è il servizio "Sos Vita" per raccogliere le richiesta di aiuto tramite contatto telefonico e chat, una modalità ampiamente sfruttata durante il lock down.

Il sostegno alla Polonia

“Oggi in Europa si manifesta la contraddizione tra la lotta alla pandemia e le derive eutanasiche e pro aborto malcelate dietro una finta pietà e un’autodeterminazione spinta fino alle conseguenze più estreme”, spiega poi la Casini riferendosi alle sfide della Federazione Europea “Uno di Noi”, “noi abbiamo una grande voglia di non arrenderci e di non rassegnarci a questa cultura individualistica”. “Per questo motivo – conclude – abbiamo creato un 'pensatoio' di esperti che elaborerà strategie a livello comunitario e intanto domenica presenteremo un documento di sostegno della Corte Costituzionale polacca per la sua decisione di vietare l’aborto selettivo dei bambini che presentano anomalie”.

Ultimo aggiornamento 14.11.2020 ore 10.00

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13 novembre 2020, 16:02