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Yemen, dimezzati gli aiuti umanitari: 12 milioni di persone a rischio

La denuncia arriva da Oxfam, secondo cui i Paesi donatori hanno ridotto da 4 ad 1,6 miliardi di dollari lo stanziamento. Nello Yemen la guerra ha portato ad una grave crisi umanitaria e tra le vittime ci sono oltre 2 milioni di bambini sull’orlo della carestia. “Per la popolazione yemenita Papa Francesco è una voce isolata rispetto alla comunità internazionale”, afferma nella nostra intervista Paolo Pezzati, di Oxfam Italia

Andrea De Angelis - Città del Vaticano

La guerra dimenticata, la peggior crisi umanitaria a livello globale. Nello Yemen il colera piega una popolazione già messa in ginocchio dalla fame, persone innocenti che pagano il prezzo di un conflitto senza fine. Gli aiuti umanitari, in un contesto drammatico al quale si è aggiunta anche la pandemia di Covid-19, non sono solo importanti, ma fondamentali. Senza di essi l’80% della popolazione rischierebbe di non avere neanche un pasto al giorno. Quegli aiuti però diminuiscono come mai prima d’ora, così da rendere ancor più drammatica la situazione di 12 milioni di persone, di cui quasi un quinto sono bambini.

Un dollaro al giorno ogni quattro persone 

L’allarme lanciato da Oxfam, dinanzi al dimezzamento degli aiuti internazionali nel 2020, mostra come la cifra sia pari in media a circa 25 centesimi di dollaro al giorno per gli oltre 24 milioni di yemeniti che attualmente dipendono dagli aiuti umanitari per sopravvivere. Si tratta di un aumento di persone pari al 10%, ma la cifra è praticamente la metà dello scorso anno quando l’aiuto per ogni civile era in media pari a 46 centesimi di dollaro al giorno. In sostanza, dunque, aumentano di un decimo i bisognosi, ma diminuiscono enormemente gli aiuti: al momento l’appello delle Nazioni Unite per rispondere all’emergenza è finanziato per meno del 40%, ossia 1,6 miliardi di dollari, contro i 4 miliardi stanziati l’anno scorso e gli oltre cinque del 2018.

Le cause e le promesse

“Stiamo assistendo a qualcosa di mai visto, la metà della popolazione yemenita non avrà più accesso agli aiuti umanitari se la cifra stanziata di un miliardo e seicentomila dollari non verrà sensibilmente aumentata”. Lo afferma Paolo Pezzati, policy advisor di Oxfam Italia.

Ascolta l'intervista a Paolo Pezzati

Con 25 centesimi al giorno una famiglia può acquistare tre uova, o al massimo due etti di fagioli. Ma quali le cause di questa situazione? “Il Paese è poco conosciuto anche a livello mediatico, la guerra è di fatto per procura tra Iran e Arabia Saudita, dunque è molto difficile considerare la crisi in modo isolato, essa è all’interno di una partita molto più grande ed a farne le spese è la popolazione civile”. Eppure alla conferenza dei donatori di quest’anno le promesse d’aiuto erano state tante, ma non sufficienti. Oxfam rileva come l’Italia ad esempio aveva promesso un aumento di 160mila euro il suo contributo, ma già i 5 milioni stanziati nel 2019 consentivano interventi per soli due mesi in un contesto come quello yemenita.

Due milioni di bambini sull’orlo della carestia 

Più volte il Papa ha lanciato appelli per lo Yemen e pregato per la popolazione. In particolare per i bambini, le vittime innocenti più giovani dell’annoso conflitto. "Invito a pregare per la popolazione dello Yemen, anche qui e specialmente per i bambini, che soffrono a causa della gravissima crisi umanitaria", ha affermato Francesco all’Angelus dello scorso 28 giugno. “Oltre due milioni di bambini si trovano su quello che noi chiamiamo l’orlo della carestia, perché non hanno neanche un pasto al giorno o non possono usufruirne per due giorni consecutivi”, denuncia Pezzati.

Il rischio sanitario

Secondo Oxfam la drastica riduzione degli aiuti ha interrotto anche il servizio vitale di circa 300 strutture sanitarie. Un fattore grave in un Paese dove gli ospedali sono al collasso per i 150mila nuovi casi di colera dall’inizio dell’anno e le migliaia di casi di Covid-19 registrati in 11 governatorati. Un numero quello ufficiale probabilmente sottostimato - poco più di 2mila contagi e quasi 600 morti - visto il basso numero di test e tamponi effettuati per la pandemia in corso. 

07 ottobre 2020, 12:53