Cerca

Vatican News

Omicidio in Francia, Lafram (Ucoii): non accada mai più

Il presidente dell’Unione comunità islamiche d’Italia, Yassine Lafram, sottolinea l’importanza della pubblica condanna da parte dell’Imam di al-Azhar dell’uccisione a Parigi del prof. Paty per mano di un terrorista. “L’islam si dissocia da questa violenza, serve prevenzione, nulla può giustificare l’attentato a una vita umana”

Fabio Colagrande – Città del Vaticano

Durante l'incontro interreligioso internazionale organizzato della Comunità di Sant'Egidio, svoltosi in Campidoglio a Roma il 20 ottobre alla presenza di Papa Francesco, Mohamed Abdel Salam Abdellatif, Segretario dell'Alto Comitato per la Fratellanza Umana, ha letto un messaggio del Grande Imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb. Nel testo l’Imam di al-Azhar, che aveva firmato con il Papa la Dichiarazione di Abu Dhabi nel 2019, commenta l’assassinio del professor Samuel Paty, decapitato a Parigi da un terrorista islamista il 16 ottobre scorso per aver mostrato in classe le vignette su Maometto pubblicate dalla rivista Charlie Hebdo.

L’Imam al-Tayyeb lo ha definito un “peccaminoso atto criminale”, commesso da un “terrorista che non rappresenta la religione di Maometto”. Nel testo l'Imam di al-Azhar dichiara anche di dissociare se stesso e i precetti della religione islamica da tutti coloro che perseguono questa "ideologia perversa e falsa". L’importanza di questa pubblica condanna del grave atto terroristico da parte della massima autorità dell’islam sciita è stata commentata, ai microfoni di Radio Vaticana Italia, da Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle Comunità islamiche d’Italia, l’Ucoii.

L'intervista a Yassine Lafram

R.- Le parole dell’imam di al-Azhar, al-Tayyeb, sono più che eloquenti nel condannare questo gesto davvero di ferocia impressionante. L’uccisione di questo professore ci deve veramente far riflettere sul nostro senso di responsabilità di fronte a queste situazioni e spingere a fare un lavoro di prevenzione importante nelle nostre società perché cose del genere non accadano mai più. Le immagini di questo omicidio, della decapitazione del prof. Paty, sono qualcosa che non riusciamo ad eliminare dalle nostre menti e i nostri cuori soffrono ancora per questo atto criminale. Ma è necessario far capire che quanto è successo non c'entra nulla con ciò che sono davvero i musulmani, con ciò che è la religione islamica. Stiamo parlando di un atto criminale, cioè di un atto che va condannato per quello che è, senza puntare il dito su tutti i musulmani. Altrimenti il rischio è veramente quello di fare il gioco dei terroristi che ci vogliono vedere divisi, gli uni contro gli altri. Nella visione di questi estremisti da una parte ci sono i musulmani e dall'altra c’è il resto del mondo. Ecco, se noi cadiamo in questo tranello rischiamo davvero di darla vinta all'Isis e a tutti quei terroristi lupi solitari che oggi terrorizzano le nostre società europee.

Nelle parole del Grande Imam di al-Azhar c'è anche un riferimento alle vignette di Charlie Hebdo che Samuel Paty aveva mostrato ai suoi alunni. L’Imam afferma che insultare le religioni, abusare dei simboli sacri, è “una forma di ambiguità intellettuale, un appello all’immoralità”…

 

R.- Le parole di al-Tayyeb ci spiegano anche quanto è importante il rispetto degli uni verso gli altri. Certo, quanto era successo in quella scuola di Parigi, il fatto che fossero state mostrate quelle vignette, non potrà mai lontanamente giustificare l'assassinio del prof. Paty. Ma dovremmo ricordare che il rispetto delle religioni e dei simboli religiosi è una prerogativa ineludibile per tutti noi. Non dimentichiamo che oggigiorno ci sono delle leggi nazionali, come per esempio qui a casa nostra in Italia, che condannano l'oltraggio alla figura del Presidente della Repubblica o al Tricolore, perché sono dei simboli importanti. Non dimentichiamo allora che anche le religioni hanno dei simboli molto importanti e che anche questi vanno rispettati. Si badi bene: noi crediamo pienamente nella libertà di espressione e nella satira. Ma satira non può voler dire offendere le persone, giocare con i sentimenti dei credenti. Noi davvero ci sentiamo come musulmani toccati dentro quando assistiamo a questo tipo di satira, che tra l'altro non è condannata solo da noi ma, bene o male, da tutte le religioni che hanno dei simboli importanti. Quindi bisogna distinguere i due fatti. Da un lato c’è il tema di quelle vignette e del diritto di espressione, di satira e del diritto dei credenti a non essere offesi. Dall'altra parte c'è un omicidio che però non può essere giustificato in nessun modo. Quando noi condanniamo quelle vignette satiriche non cerchiamo minimamente di sminuire quello che è accaduto e non vogliamo mancare di rispetto alla vita del professor Paty. Noi cerchiamo solo di essere coerenti con noi stessi, coerenti intellettualmente, e ci sforziamo quindi di dare il giusto peso ad ogni cosa. La vita umana è sacra e va tutelata. La vita umana è un qualcosa che va messo sempre al centro dell'attenzione ed è per questo che ci siamo dissociati da questo atto criminale e lo abbiamo duramente condannato.

L’Imam di al-Azhar, in Campidoglio, ha anche detto che questo terrorista e la sua gente non rappresentano la religione di Maometto. Oggi, in Italia, quanto è forte il pregiudizio secondo cui ogni musulmano potrebbe essere un terrorista?

R.- Oggi i musulmani in Italia sono più di due milioni. Se noi dovessimo pensare a questi come se fossero dei potenziali terroristi forse non sarebbe possibile neanche questa intervista. Penso quindi che la grande comunità islamica in Italia - e non solo - ha dimostrato di essere una comunità integrata ed integrante che ci tiene alla sicurezza del Paese perché è la sicurezza di tutti noi. Quindi siamo i primi come musulmani a denunciare qualsiasi persona che abbia in mente un piano criminale.

25 ottobre 2020, 08:00