Cerca

Vatican News

Sisma nell’Egeo, l’arcivescovo di Smirne: Chiesa pronta a portare aiuti

Terremoto tra Grecia e Turchia: almeno 25 morti. Con noi monsignor Lorenzo Piretto: la ripresa del dialogo tra Ankara ed Atene, dopo le recenti e forti tensioni politiche, sia un segno di disgelo

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Continua ad aggravarsi il bilancio del terremoto nell'Egeo che ha colpito varie zone della costa turca e alcune isole greche. I morti sono almeno 25 e i feriti più di 800. Almeno 100 persone sono state tratte in salvo dalle macerie. Alle ricerche dei superstiti partecipano oltre 5 mila soccorritori. Una delle immagini simbolo del sisma è un palazzo di nove piani nel centro di Smirne che si sbriciola. Una scossa tanto potente da essere avvertita fino a Istanbul e Atene. Grecia e Turchia, spesso divise da tensioni diplomatiche, sono accomunate dal dolore. Il governo greco ha offerto alla Turchia tutta la sua collaborazione nei soccorsi. Un gesto che arriva dopo settimane di controversie territoriali tra i due Paesi. Ho appena chiamato il presidente Erdogan - ha scritto su twitter il primo ministro greco Kiriakos Mitsotakis - per porgere le mie condoglianze per la tragica perdita di vite umane causata dal terremoto che ha colpito i nostri due Paesi". “Questi sono tempi - ha aggiunto - in cui la nostra gente ha bisogno di essere unita”. Erdogan, da parte sua, ha ringraziato il premier greco. "Anche la Turchia - ha scritto su Twitter - è sempre pronta ad aiutare la Grecia a guarire le sue ferite". Dimostrare solidarietà in tempi difficili - ha spiegato - “è prezioso più di molte cose".

La testimonianza dell'arcivescovo di Smirne

L’arcivescovo di Smirne, monsignor Lorenzo Piretto, domenicano, sottolinea a Vatican News che questa è una fase in cui la Chiesa locale sta valutando la situazione per poi intervenire attraverso un piano di aiuti e rispondere alle necessità della popolazione:

Ascolta l'intervista a monsignor Lorenzo Piretto

R. - I due quartieri più colpiti sono stati Bayraklı e Bornova. Sono venute giù anche delle case. le nostre chiese sono state un pò tutte danneggiate a Smirne. In particolare, la cattedrale e la chiesa di San Policarpo, dove mi trovo io. Abbiamo una statua antica, portata da domenicani nel 1718 dall'Armenia, che è caduta ed un braccio si è rotto. Anche parte del tetto del campanile è crollato. Ma le cose materiali sono il meno. 

Come si sta muovendo la Chiesa in questa fase?

R. - Per adesso non c'è ancora una conoscenza precisa delle necessità. è tutto da vedere. Non si capisce bene quale sia la situazione. Ma poi sicuramente si muoverà la Caritas. Siamo in attesa di valutare bene per poter poi dare degli aiuti. Naturalmente noi troveremo il modo perché le persone devono essere aiutate, al di là della nazionalità o della religione.

Si è trattato di una scossa molto forte...

R. - Sicuramente è stata molto forte: come se uno ti prende per le spalle e ti scuote con violenza. Ed è stata anche abbastanza lunga.

Si deve anche registrare che Grecia e Turchia, divise da tensioni politiche, hanno ripreso la via del dialogo: il governo greco ha offerto aiuto alla Turchia e viceversa...

R. - Quale volta non tutti i mali vengono per nuocere. ma possono portare anche delle conseguenze positive come in questo caso. Io spero proprio che sia motivo di disgelo, almeno in questo momento.

Photogallery

Terremoto in Turchia
31 ottobre 2020, 11:59